• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’eurozombie

di Gianfranco Sabattini | 19 Febbraio 2012

I limiti del Manifesto per salvare l’Europa: é davvero ragionevole credere che il sistema bancario dei Paesi virtuosi sia disposto senza contropartite politiche a erogare credito a banche straniere, come ad esempio quelle italiane?

Il giornale confindustriale di recente ha lanciato un Manifesto con cinque proposte che dovrebbero “permettere all’Europa di fare un vero salto di qualità” nella lotta contro la crisi finanziaria da tempo in atto. L’idea di fondo del Manifesto è porre rimedio alla crisi dei debiti sovrani dei Paesi più indebitati, così da rendere più efficiente il mercato unico europeo.
A tal fine viene suggerito di avanzare verso cinque grandi mete. In particolare, verso la realizzazione di un governo dell’economia europea; il conferimento di più poteri alla Banca Centrale Europea (BCE); il finanziamento di infrastrutture e grandi progetti tramite emissione, da parte dei Paesi dell’eurozona, di obbligazioni comuni (Euro project bond); il sostegno al debito dei Paesi più in crisi attraverso obbligazioni garantite a livello europeo (Euro union bond); la costituzione di un mercato unico del credito attraverso la concessione alla varie banche europee di rifinanziarsi sui mercati dei Paesi membri in cui il costo del denaro è più basso.
Si tratta di cinque proposte per aiutare un’Europa che, dopo essere giunta ad una moneta unica, non è riuscita a dotarsi di un governo politico. Un’Europa che oggi langue sotto gli occhi di tutti, restando ostaggio di un dibattito obsoleto in cui prevalgono due orientamenti principali: quello di chi auspica maggiori poteri per la Commissione europea e quello di chi vuole rafforzare le competenze del Consiglio. Emerge così uno scenario surreale, in cui molti protagonisti delle vicende europee si limitano a discutere su cambiamenti di superficie e non sulle innovazioni più profonde che occorrerebbe promuovere con urgenza. Al riguardo, non può non destare un certo stupore che il Manifesto confindustriale abbia completamente ignorato la rilevanza economica di tale scenario, mentre ha sostanzialmente privilegiato l’idea di poter giungere ad un miglioramento della governance europea attraverso scorciatoie, come possono essere gli espedienti di ingegneria finanziaria a cui si è accennato.
Queste scorciatoie offrono solo rimedi temporanei e non duraturi, per cui i mercati continueranno a dipendere da regole discrezionali dettate da una molteplicità di interessi nazionali che possono emergere, senza preavviso, in qualsiasi momento o situazione. In uno scenario come l’attuale, può essere giustificato anche un crescente impegno temporaneo della BCE nell’acquisto di titoli pubblici, così da tutelare i crediti dei cosiddetti Paesi virtuosi. Ma ciò renderà plausibile che in tempi non troppo lontani la massima istituzione bancaria europea si possa trovare nel bisogno d’essere ricapitalizzata. Questa possibilità, naturalmente non auspicabile, impone riflessioni urgenti e serie. Nel senso che, qualora essa dovesse realmente maturare e parallelamente dovessero pure emergere eventuali resistenze di alcuni Paesi virtuosi ad una ricapitalizzazione della BCE, potrebbe prender corpo un rischio di proporzioni non prevedibili: quello relativo alla possibile entrata della moneta unica in una specie di “coma profondo”.
Rispetto a questo rischio, remoto ma non impossibile, il Manifesto confindustriale non offre rimedi. Nel senso che, per scongiurarlo, non basta consentire alle banche europee di rifinanziarsi all’interno dell’Eurozona laddove il denaro costa meno. Simili proposte peccano di scarso realismo e di poca lungimiranza. È davvero ragionevole credere che il sistema bancario dei Paesi virtuosi sia disposto senza contropartite politiche a erogare credito a banche straniere, come ad esempio quelle italiane, fortemente immobilizzate per avere in portafoglio titoli pubblici dal futuro incerto? Allo stato attuale è davvero difficile rispondere affermativamente. E pertanto non resta che prendere atto dell’empasse a cui si è pervenuti. E se non si sarà disposti a porvi rimedio con l’unificazione politica dell’Europa, il destino dell’euro è possibile sia realmente segnato.

Pubblicato in : Primo piano

Info Gianfranco Sabattini

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti