L’Europa è sempre più divisa, e direi in frantumi, per i flussi crescenti di migrazioni. Bruxelles, condizionata da Berlino, non dà segni di voler cambiare la politica economica e Renzi continua a dire che la ricetta dell’austerità è sbagliata, ma alla fine decide di ubbidire e non capisce che è necessario aprire un confronto duro con la signora Merkel. La legge di stabilità che si discute in Parlamento è assolutamente insufficiente perché ormai, come ha sottolineato il governatore Draghi, la crisi cinese e dei Paesi emergenti impatta in maniera crescente sul rallentamento della ripresa europea, che già per il 2016 è stata vista al ribasso la crescita del Pil nelle stime dell’Ocse e del Fondo Monetario. Ormai, è quasi certo, che la Fed alzerà i tassi di un quarto di punto e la BCE, dal prossimo 3 dicembre, inizierà l’esame di altre misure non convenzionali, visto che la deflazione per il crollo dei prezzi energetici e delle materie prime non tende a risalire verso l’obiettivo del 2%. Su tutto questo, al grande meeting di Europa- Africa a Malta, l’incapacità di questa Unione Europea, di affrontare i suoi problemi e quelli del Continente africano, è emersa in modo ancora più evidente e devastante. Noi, prossima settimana, ci occuperemo della conferenza sul clima che si aprirà a Parigi il 29 novembre. A poco meno di due settimane si spera in un vero cambiamento, dopo il fallimento di Copenaghen. Verrà alla luce il primo accordo vincolante e globale per contenere il riscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 2°C dai livelli preindustriali, limite massimo fissato dai climatologi oltre il quale gli scenari potrebbero assumere caratteri catastrofici. Spero in una vostra numerosa partecipazione al dibattito.”
L’Europa in frantumi
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Info Tommaso Sessa
Presidente nazionale di Risalire Italia

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