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Lettera sull’Europa

di Bepi La Medica | 10 Novembre 2013

“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

dossiereuropaCari amici e cari compagni,

Ernesto Rossi, Altiero Spinelli, ed Eugenio Colorni , con il “Manifesto di Ventotene”, avevano denunciato, sin dal 1944, il virus nazionalista quale causa principale dell’orrenda ecatombe della II guerra mondiale che aveva segnato i popoli europei.

Si è tentato di scongiurare questo virus con la costituzione dell’Unione Europea che nelle intenzioni dei fondatori doveva trasformarsi in una unione federale sul modello degli Stati Uniti. Purtroppo la scelta non fu felice perché si preferì una unione economica convinti che sarebbe conseguita facilmente la unione politica. Invece, come accade spesso, conseguono effetti inintenzionali ad azioni intenzionali per cui l’unione economica più che essere levatrice dell’unione politica è stata ed è funzionale agli interessi economici che hanno per finalità l’aumento del profitto.

Conseguentemente questa Europa, trascurando il ruolo del cittadino, sta godendo di un discredito così grave che sta facendo risorgere il virus nazionalista. Il cosiddetto populismo è un fenomeno non solo italiano ma sarà protagonista delle prossime elezioni europee del maggio del prossimo anno.

L’Europa intergovernativa sembra che voglia arginare questa minaccia proponendo un’alleanza delle forze politiche più importanti – innanzi tutto popolari e socialisti europei – così come è accaduto in Italia con la maggioranza delle “larghe intese” per arginare il populismo rappresentato dal movimento di Beppe Grillo.

E’ sotto i nostri occhi l’infruttuosità di una alleanza di questo genere in quanto è una maggioranza algebrica piuttosto che aritmetica, per cui gli alleati si bloccano a vicenda e non producono le riforme necessarie per far funzionare le istituzioni pubbliche ed arginare la marea populista. In Italia era già accaduto con i governi di centrosinistra nel corso degli anni ’60 – ’70 dello scorso secolo quando democristiani e socialisti, alleati nella stessa maggioranza, si annullavano vicendevolmente impedendo quelle riforme che avrebbero permesso al nostro paese di affrontare le sfide che la modernità ci poneva.

Ma allora che fare? Come rispondere in un modo diverso alla sfida dei populismi emergenti? Riprendere la lezione del “Manifesto di Ventotene”.

All’Europa, o meglio ai cittadini europei occorre una Unione Europea politica dei cittadini piuttosto dell’Unione Europea intergovernativa. Ma c’è una forza politica che pone al centro dei propri progetti il conseguimento di una Europa federale sul modello degli Stati Uniti d’America? Una forza politica non velleitaria non esiste, ancora. Ci sono delle schegge che potrebbero far scoccare la scintilla per la costituzione di un soggetto politico federalista europeo.

Innanzi tutto c’è l’Alleanza dei liberali e dei democratici per l’Europa che prendono le distanze dal progetto dell’union sacré simil “larghe intese”. Abbiamo sentito l’intervento fatto dal capogruppo di questa formazione europea al XII congresso di Radicali Italiani, conclusasi questa domenica. Sempre in questa assise abbiamo ascoltato l’intervento di Pierluigi Dastoli importante esponente dei federalisti europei che ha proposto un lavoro politico unitario. Anche un esponente del movimento liberista FARE ha esplicitamente manifestato la ostilità a qualsiasi soluzione, un tempo, denominata consociativista. Infine gli stessi radicali italiani, nella loro mozione politica, hanno manifestato l’intenzione di dare vita ad una lista federalista di liberali, liberisti e libertari per le prossime elezioni europee.

Mettere assieme queste schegge potrebbe costituire quella scintilla che darebbe vita all’alternativa sia al populismo che al conservatorismo dell’Europa intergovernativa rappresentata dall’alleanza popolari – socialisti.

E’ un embrione di progetto ma le energie culturali e politiche vi sono.

Bisogna avere il coraggio di buttare il cuore oltre l’ostacolo e dare vita al più presto al soggetto federalista europeo che abbia come obiettivo la Riforma dell’Unione Europea. Non solo un premier europeo eletto direttamente dai cittadini europei ma anche un programma politico centrato sulla questione giustizia per ripristinare lo stato di diritto nel nostro paese e per tutelare i diritti dei cittadini europei, diritti messi in pericolo dall’unione intergovernativa.

Ma vi immaginate un italiano candidato in Francia, un inglese candidato in Germania e un tedesco candidato in Italia? Così il cittadino italiano sarà tale proprio perché cittadino europeo.

Pubblicato in : Primo piano

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