
Egregio Direttore, le scrivo domandandomi e soprattutto domandando a lei come sia possibile che l’utilizzo del Bancomat avvenga in una selva giurisprudenziale fatta di lacune e omissioni. Domandavo giusto ieri a un graduato della Guardia di Finanza del pronto intervento (117), se poteva raccogliere la mia segnalazione, poiché un esercente (Bar-Tabacchi) cinese da qualche tempo ricarica le transazioni (specie con le sigarette), avvenute tramite Bancomat, di 20 centesimi. La candida, ma recriminante risposta, da parte dell’ufficiale è stata che per un vacuum normativo (insomma, colpa del Governo italiano), ovverosia per un mancato accordo tra le banche e i commercianti per la spesa forfettaria delle cosiddette commissioni bancarie, il comportamento del cinese non è regolamentare, perché le discrasie finanziare dell’esercente con l’istituto di credito non possono né debbono ricadere sul cliente, ma per un’imprecisione delle leggi vigenti in materia, l’agire pur scorretto del simpatico cinese non è sanzionabile. Per l’intervento di una pattuglia delle Fiamme Gialle, in soldoni, dovrei auspicarmi il rifiuto (tutt’altra situazione, invero anche paradossale) da parte dell’orientale a cedermi il bene, nella fattispecie il pacchetto di sigarette. Insomma, si diceva, non un’era paleozoica addietro, che il Bancomat, per via dell’obbligatorietà dei negozianti verso il POS, sarebbe servito anche solo per un caffè. Ma pare che così non sia, con i commercianti e i tabaccai più “onesti”, che dichiarano apertis verbis di prediligere quote importanti per l’utilizzo della card bancaria, condizionando e coartando l’acquirente a spese più congrue di quelle preconizzate o preventivate. In questo baillame di approssimazioni legislative e finanziarie, si incuneano i cinesi, sulla cui bocca il riso abbonda, che riversano le proprie frustrazioni economiche sul cliente, penalizzandolo di 20 centesimi ad acquisto. In buona sostanza, il governo della nostra repubblica ancora una volta resta inerte, anziché colmare gli spazi desertici dei provvedimenti normativi, che, in tale status quo, rendono possibile il reato, o quanto meno la scorrettezza, in assenza della sanzione, pur garantendo una sorta di buona condotta al negligente. Speriamo che venga conservato l’obbligo di fermo e di detenzione per il reato di omicidio onde non cadere in un selvaggio western ove ciascuno è legge a sé stesso. Sarcasmo a parte, confidiamo in un pronto ripristino del diritto in settori importanti come quello delle transazioni, poiché anche in questo, nel contesto europeo, costituiamo una miseranda cenerentola. Amen
Andrea Randighieri

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