Gentile Redazione,
“Invio un mio contributo per il vostro giornale on line. Trattandosi di pensiero contro corrente confido nella vostra accoglienza a dimostrazione dell’apertura del giornale anche alle voci di dissenso, come è sempre stato. Ringrazio per l’attenzione che vorrete accordare alla mia proposta. Cordiali saluti,
Alessandra Nardon
Insomma, alla fine, la pretendo questa patente. Come Chiarchiaro, il protagonista della novella di Pirandello voglio anch’io che si attesti, ufficialmente, ciò che si dice di me. No, non sono una jettatrice come il personaggio pirandelliano e voglio sperare che la moderna opinione si sia affrancata da tali credenze, io sono un’untrice. Untrice, il termine vi suona obsoleto? Lo è, fa parte di un pensiero antico, di manzoniana memoria e, ancor prima, fu occasione di boccacceschi sollazzi; è qualcosa di non scientifico, mi sento di dire, ma so che a qualcuno potrebbe già saltare la mosca al naso… Sì, perché che io non sia “vaccinata” è un fatto, che io sia un pericolo per i miei simili un pregiudizio. Oohh… mi par di vederli i benpensanti e mi spiace dover scalfire le loro certezze ma il pregiudizio (o il preconcetto, che è lo stesso) non si accompagna ad una mentalità aperta, curiosa, indagatrice e rispettosa dei fatti come è appunto la mentalità scientifica. La cosa strana, quello che non quadra è che io, invece, in nome della Scieeenza, quella che ha riempito e continua a riempire la bocca a molti, sono messa ai margini della società. Ma su quali basi? Quali sono i presupposti? La risposta è semplice: in base all’assunto che, come non vaccinata, io sia veicolo di contagio. Che questo non sia vero, che non risponda ai fatti, che l’argomento sia fallace non ha importanza e solo chi di ottusa pertinacia è colpevole o chi, in preda alla irrazionale paura, ha subito un tale condizionamento da non riuscire più a distinguere la realtà dal racconto menzognero ci crede. Non voglio portare a mio favore motivazioni come la non liceità di imporre un obbligo per un trattamento che non ha ancora concluso tutte le fasi della sperimentazione e ha ottenuto solo un’autorizzazione condizionata, né voglio dire della durata della sua efficacia, tantomeno parlare degli effetti avversi a breve termine e taccio su quelli che nessuno conosce a lungo termine, constato soltanto il fatto che, allo stato attuale, la percentuale dei vaccinati è alta ma i contagi non si sono fermati, anzi, sono aumentati e questo dovrebbe dare un colpo di grazia alla logica di chi sostiene che la colpa è degli “untori”. Eppure io sono sospesa, allontanata dalla scuola come un cane perché “pericolosa”, mi è stato tolto lo stipendio, sono esclusa da gran parte dei luoghi pubblici e dalla vita sociale. Allora, a questo punto, lo Stato, il Ministero preposto (che abbia a cuore la salute o le entrate!) mi deve dare quella benedetta patente, la patente di untrice. Pretendo che ci si assuma la responsabilità di attestare ufficialmente che una cittadina, io, è un pericolo per la collettività e come tale deve essere allontanata. Che non siamo tutti uguali è un altro fatto incontrovertibile, che un uomo è diverso nella sua fisiologia da una donna, un adulto da un bambino non serve spiegarlo e allora perché questo trattamento indiscriminato? In fondo quello che viene richiesto, esercitando un diritto inalienabile, quello del rispetto del proprio corpo, è una prescrizione prima di sottoporsi ad un trattamento medico, una valutazione delle reali condizioni del soggetto, come del resto viene indicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco e dalle stesse case farmaceutiche produttrici. Nulla di più. In realtà però quello che dimostra tutta questa storia è che la colpa è non aver obbedito subito e senza discutere. Ma, sapete, mi risultava difficile farlo anche perché ho ancora la fiducia di vivere in uno stato democratico che rispetta i diritti e le regole che si è dato che poi non sono altro che le norme costituzionali. E proprio questo mi fa dire che anche per un’altra cosa mi risultava difficile obbedire, perché sono un’insegnante e quando parlo ai miei studenti della Costituzione e dello stato di diritto e del rispetto delle minoranze e dell’inclusione e di tanto altro ancora non vorrei continuare a raccontare balle. Ancora una cosa vorrei dire rivolgendomi a quelli che hanno confuso la liberta con un qr code, voglio fare loro una domanda: fino a che punto siete disposti a barattare la vostra libertà? Domani la mia presa di posizione che adesso vi disturba, il mio comportamento che irridete forse tornerà anche a vostro vantaggio. E in conclusione, non si pensi ch’io sia venale: non intendo, ottenuta la patente, far pagare una tassa “anti-contagio”, avvantaggiarmene, insomma, come vorrebbe fare il povero Chiarchiaro, voglio solo, per coerenza, che si abbia il coraggio di mettere nero su bianco la motivazione che mi ha privato dei miei diritti. Proprio così, almeno per coerenza.
Alessandra Nardon
Docente-Gorizia
Gentilissima signora Nardon, eccola accontentata. Ma a ruoli ribaltati. Non è lei (secondo noi) la signora anticonformista che sfida un modo di bacchettoni, con accenti beffardi: “Oohh… mi par di vederli i benpensanti e mi spiace dover scalfire le loro certezze ma il pregiudizio (o il preconcetto, che è lo stesso) non si accompagna ad una mentalità aperta, curiosa, indagatrice e rispettosa dei fatti come è appunto la mentalità scientifica”.
Ma in che mondo vive, se posso permettermi di rivolgerle questa domanda? Non sta in Italia come noi? Non sta nel paese della disobbedienza ad ogni costo? Dove non si pagano le tasse e non si rispettano le regole? Dove non si concede la precedenza ai pedoni neppure a pagamento o sotto tortura? E dove le cartacce si gettano nei boschi e la plastica in mare? In un paese siffatto, accade che oltre il 90% dei cittadini raccolgano l’invito a vaccinarsi ben tre volte e altrettanti a dotarsi di green pass. E’ un atto rivoluzionario, mirabile e miracoloso. E lei che si tiene rigorosamente allineata al vecchio cliche, pretende di passare da ribelle? Noi non siamo abilitati a rilasciare patenti. Ma se lo fossimo, la deluderemmo, perché la patente non attesterebbe ciò che lei ritiene di meritare, ma il contrario. Cosa che non ci impedisce, tuttavia, di averla in grande simpatia (soprattutto in ragione della sua ironia) e di chiederle di collaborare con noi con le sue idee. Che, se sono quelle di una autentica libertaria, non saranno troppo in dissenso dalle nostre. (n.c.)

Il nervosismo della risposta è l’irritazione che ne traspare confermano la sostanza del mio scritto.
Con buona pace del libero pensiero!
Alessandra Nardon
Gentile signora Nardon,
con tutto il rispetto, a me pare che il vento del nervosismo soffi esclusivamente dalle sue parti. E che alla sostanza del suo scritto nessuno possa attentare. Non lo sa che scripta manent?
Gentile ( se permette da un insegnate pensionato ) collega, grazie per lo spirito della sua. lettera. Anzi- sempre se permette – un applauso. Vedo che anche il direttore ha apprezzato.
Lei ha ragione: la percentuale dei vaccinati è ormai molto alta, ma i contagi sono aumentati. Difronte all’evidenza, anche i fanatici ministeriali e governativi dovrebbero fermarsi. Invece, fino ad oggi almeno, continuano a pagare “esperti” come il signor Ricciardi ( un attore, un impostore ?, o – appunto – solo un fanatico? ) ; oppure come il signor Abrignani, per il quale bisogna inistere con le restrizioni, ma – per carità – che non valgano per gli stadi del calcio; oppure come i varii/ le varie virostar televisive che – straparlando e contraddicendosi tra loro – hanno detto tutto e il contrario di tutto. Diversamente da lei, gentile Nardon, sono bivaccinato e già boosterato. Non lo ritengo un merito, ma una scelta personale: il vaccino non garantisce al cento per cento, ma riduce i rischi. Almeno stando a quello che oggi sappiamo sul virus cinese ( sappiamo alcune cose, ma – ovviamente, data la novità – non tutto ). Avremmo dovuto , secondo la mia opinione, ragionare fin dall’inizio; a maggior ragione adesso. NON santificare i vaccinati e demonizzare, infamare i non vaccinati, alimentando una stupida e dannosa campagna del dagli all’untore. Avremmo dovuto, dovremmo calmierare i tamponi e renderli fin dall’inizio facilmente disponibili Il cosiddetto green-pass , poi, è un provvedimento che magari non attenta alla libertà ( siamo già schedati, spiati, registrati, alla faccia della privacy !!! ), ma disturba e danneggia molti, pur essendo risultato e risultando inutile ai fini della sicurezza sanitaria. Da liberale – scusa, direttore – mi trovo a dar ragione alla brava Giorgia Meloni ! Vediamo se il governo Mattarella-Draghi , dopo una azione quanto meno inadeguata ( fallimentare certo nella comunicazione ), arriverà almeno ad abolire il green etc . Possibilmente…doman !
Grazie. Con un saluto al direttore e , con viva simpatìa, alla collega di Gorizia.
Adalberto Scarlino, Firenze
Si figuri, professore. La vita è piena di sorprese e questo è il suo bello. Il suo essere vaccinatissimo ed essere comprensivo per le ragioni di chi ai vaccini ed al green pass si oppone, conferma la sua fermissima fede nei principi liberali. Invece e purtroppo, il suo “dar ragione alla brava Giorgia Meloni” conferma, temo, i nostri timori della brutta fine dei liberali (e di altre formazioni assai vicine).
Mi sembra importante quanto espresso nella lettera della docente e ancor di più quanto viene evidenziato dal direttore che ammette che il 90% delle persone (oltre a non pagare tasse, disobbedire ecc.) sono gregge che segue il pensiero unico in maniera del tutto acritica. Grazie Alessandra e grazie Direttore.
Caro Giampiero,
non merito i suoi “complimenti”. E nemmeno la distorsione del mio pensiero. Ho scritto “In un paese siffatto, accade che oltre il 90% dei cittadini raccolgano l’invito a vaccinarsi ben tre volte e altrettanti a dotarsi di green pass. E’ un atto rivoluzionario, mirabile e miracoloso.” Al contrario, la “ribellione” contro green pass assomiglia non poco alla abitudine a violare le regole della educazione e spesso delle leggi e dei regolamenti che è abitudine maggioritaria e, dunque, conformistica in Italia. Perciò, alla simpatica Prof.ssa Nardon, niente patente. Ripassi a ottobre!
Mi sembra che la patente debba essere ritirata a coloro che già pensano di averla ricevuta grazie al servilismo incosciente e ottuso nei confronti di personaggi e media che di libertà e democrazia poco conoscono e credono di insegnarla imponendo regole che violano le libertà personali e che nessuna emergenza (che neppure c’è più) può cancellare in un Paese che si ritiene democratico. Escludiamo da questo 90% una grandissima parte di persone che certamente non hanno accettato l’invito a vaccinarsi ma che sono state ricattate e minacciate e loro malgrado hanno dovuto sottostare a queste regole per continuare a sopravvivere.
Comunque la mia interpretazione alla sua risposta e i miei complimenti erano dovuti alla sua poca chiarezza espositiva che mi aveva fatto pensare che avesse compreso il momento critico in cui viviamo.
La conversazione aveva un tono leggero ed ironico. Peccato…