Mi ero ripromessa di andare oltre e non parlarne proprio. Ma ci ho ripensato, e qui la politica non c’entra, non sono neppure una fan della Giorgia. Ma quello che mi ha fatto cambiare idea è una sensazione fastidiosa al pensiero di avere un sindaco così. Volutamente non uso aggettivi. Basta così.
Quando l’acredine prende cuore e mente capita di lasciarsi andare a frasi assurde e irragionevoli. per non dire sconvenienti.
Capita a tutti, siamo esseri umani con passioni e sensazioni che spesso portano a superare il buon senso e, anche se piu raramente, la buona creanza.
Ma, c’è un ma. Sarà che io ho una stima e considerazione immensa dei ruoli, specie se istituzionali. Dunque non ammetto che un uomo con una funzione così rappresentativa, uno che oltre a suonare il violino deve anche amministrare una città, preziosa, come Firenze, ma anche se fosse di Canicattì, a mio avviso avrebbe la stessa importanza, in questa situazione, possa essere così poco moderato. Anzi, smodato e scorretto.
Come si permette il sindaco di tutti i fiorentini di criticare, dicendo per giunta il falso,
un leader di partito, qualunque esso sia, accusandolo di non essere degno di un luogo dedicato a Nelson Mandela. Forse non sa, ed è assai grave, che il presidente del palazzetto dello sport o palasport come ancora oggi lo chiamano i fiorentini, nominato dallo stesso sindaco, di Firenze, ahinoi. ha consegnato a Giorgia Meloni il passaporto onorario del Mandela Forum e anche una copia delle chiavi della riproduzione della cella nel 2019 in occasione della partecipazione ad un evento simile a quello di stasera.
Con il ditino alzato non sanno fare altro che impartire lezioni e pronunciare pistolotti contro gi avversari politici nel caso specifico, la bieca destra. Un calderone dove infilano tutti coloro che si permettono di non avere le loro idee. Da liberale, che guarda a destra, nel calderone mi rifiuto di intrufolarmi.
Continuano con il solito non programma. Prendere di mira gli avversari e dirne tutto il male possibile. Con astio e grande livore. Anche con un risentimento che non ha senso. Troppo spesso.
Questo è il loro programma elettorale. Battere le destre.
Tanto da rendersi ridicoli, come la figura che ha fatto il sindaco, ridicola e gravemente pesante. Il Nardy ha superato se stesso.
L’8 settembre il leader di un partito, che non voglio neppure citare, dato che hanno tutti la medesima considerazione e apprezzamento, positivo o negativo che sia,
ha scelto di tenere la manifestazione di punta regionale a Firenze.
Il luogo primario doveva essere Piazza Santa Croce, immensa. In questo caso i grandi si sarebbero rivoltati nella tomba? Ma le previsioni climatiche non erano eccellenti, anzi era prevista una serata piovosa o piovigginosa. Dunque, è stata scelta una grande location al coperto.
“Nessun problema, ognuno è libero di scegliere come e dove manifestare il proprio pensiero politico in democrazia” E ci mancherebbe, o Dario! Ecco, se si fosse fermato qui, il sindaco di Firenze avrebbe fatto la scelta giusta.
Polemico, senza dubbio, ma ormai siamo abituati al suo carattere falso e cortese.
“Però Giorgia Meloni non ha scelto un luogo qualunque, bensì un luogo che per Firenze e per il mondo ha un significato molto preciso. È il “Nelson Mandela Forum”, l’unico palazzetto dello sport che porta il nome del grande politico sudafricano per volontà dei suoi familiari e compagni. Mandela è cittadino onorario di Firenze e il suo nome è legato alla nostra città perché condividiamo gli stessi valori.
Mi chiedo, Meloni si rende conto di incarnare i valori opposti? Si ricorda che Mandela ha passato 27 anni in una prigione di pochi metri quadri per combattere l’apartheid? Si ricorda le parole coraggiose e dure di Mandela contro ogni discriminazione religiosa, razziale ed etnica? Condivide le battaglie di Nelson Mandela per l’eguaglianza degli esseri umani? Ha l’onestà di riconoscere che il leader sudafricano ha detto il contrario di ciò che lei da sempre sostiene su immigrazione, diritti, religione?” Ecco, e giù a offendere chi, per altro, non ha scelto proprio nulla, certamente non la location, almeno non in prima istanza.
“Stasera, quando la leader di FdI parlerà con enfasi di valori, di una politica seria e coerente, si ricorderà di tutto questo? Avrà la faccia tosta di citarlo e magari di fermarsi davanti alla riproduzione della cella dove è stato rinchiuso?” Peccato che la suddetta politica ha ricevuto, non molto tempo fa, dalle mani del presidente del Palasport, perfino le chiavi della cella, nonché il passaporto onorario.
“Abbia la dignità e il buon senso di non usare il suo nome. Spero che le sue ambizioni si fermino almeno davanti alla vita e alla memoria di un grande uomo come Mandela”.
“Le roccaforti non esistono più, e mi pare che lo abbiamo ampiamente dimostrato proprio qui in Toscana”, dice Meloni, considerando che diversi capoluoghi di provincia, 7 su dieci, ormai sono amministrate da sindaci di centro destra.
Non voglio entrare nei meandri del programma elettorale, dato che non è questa la ragione del contendere, e dunque non lo farò.
Forse il sindaco temeva che non si parlasse del PD a Firenze? E ‘dunque corso ai ripari per prendere le prime pagine. Abbastanza grave, inoltre, che non fosse al corrente del rapporto di Meloni con Massimo Gramigni, che è stato nominato proprio dallo stesso sindaco, presidente del palazzetto. Ed è colui che nel 2019, in occasione di un evento simile consegnò chiavi e passaporto alla leader di FDI. Ma allora non era a rischio il potere piddino.
Non ho parole dunque non dico nulla.
Questi sono ossessionati.
E meno male che ha dato la possibilità di scegliere il luogo.
In democrazia.
Lui comanda Firenze?
Chi è fascista? Chi digrigna i denti con la bava alla bocca?
Spero che gli amici di sinistra, quelli intelligenti, ma che hanno contribuito a eleggerlo, se ne rendano conto.
Per onestà intellettuale.
(Tanto per …Il Mandela forum di oggi era il palazzetto dello sport o palasport fino al 2004. Infatti, i fiorentini lo appellano ancora così, e può ospitare 7000 spettatori).
Carla Ceretelli

Ci voleva un aerticolo ome questo ! Lo leggerà il nostro Darino ? Si renderà conto della inqualificabile figuraccia ? O persevererà – chiedo scusa – in “uscite” fuori luogo, fuori tono, fuori senso ?