Mettiamo da parte il rancore, l’orgoglio, le ragioni politiche, le motivazioni organizzative, le incompatibilità umane. Basta.
Davvero, per il futuro di questo nostro Paese, per l’Europa e per la Patria-Terra… mettiamo da parte le incomprensioni.
Lo chiedo a ciascuno di noi con l’umiltà dei forti e il sorriso di chi avrebbe un’immensa voglia di riabbracciare tutti. Uno per uno. Perché siamo pur sempre quelli che hanno condiviso, per anni interi, giorni e notti, .+il pane e le lotte politiche.
Oggi, ciascuno vive il suo spazio, ve bene, e coltiva le convinzioni che ha maturato, oppure utilizza gli strumenti che ha saputo costruirsi. Va benissimo. Tutto questo può continuare ad essere e ad esistere ugualmente. Ma restare divisi non serve. Perché indebolisce le nostre lotte e mostra il fianco.
Se ci dividiamo, se ancora insistiamo nell’operare in modo diviso e divisivo, allora l’Italia ritornerà indietro di cinquant’anni.
Perché le urgenze politiche di questi giorni e degli ultimi mesi sono le stesse di sempre e, anche perché siamo tra noi divisi, stiamo lasciando spazio ai militarismi, ai nazionalismi, ai populismi, ai proibizionismi, agli autoritarismi, alle ingiustizie e alla malagiustizia. Quello che è accaduto in America sull’aborto è soltanto la punta dell’iceberg.
Lo sappiamo tutti quanti, noi Radicali, che la libertà verrà difesa in maniera più forte se ritroveremo un modo e un luogo d’incontro per dialogare e agire insieme, anche in maniera disorganizzata, libertaria, ma insieme. Ci vorrebbe “a forza per riprendere il progetto politico della Rosa nel Pugno.
Oggi più che mai i diritti civili vanno salvaguardati e lo potremo fare in modo più efficace e duraturo soltanto se ritorneremo ad agire uniti, magari mantenendo la galassia di soggetti diversi e distinti. Però, ora – come in passato – è necessaria l’unità dei distinti. Perché i diritti umani vanno promossi e conquistati, difesi e riconosciuti. Altrimenti, perderemo anche quello che siamo, oltre quello che abbiamo.
A Frosinone, per le elezioni comunali, ad esempio, abbiamo creato una sorta di Rosa nel Pugno 4.0, insieme a socialisti, liberali, federalisti europei, libertari, repubblicani e civici. Senza Azione perché ha preferito altre strade, che poi hanno portato i rappresentanti di Calenda sul territorio a spostarsi gradualmente verso la destra. Si sono schierati con la destra.
Comunque, il nostro candidato a Sindaco, Vincenzo Iacovissi, vice-Segretario nazionale del PSI, con il nostro aiuto, ha raggiunto quasi il 6%, presentandosi in modo alternativo sia al “campo largo” che ai sovranisti e ai populisti. Con una sola lista. Con un proposta “altra” per un Nuovo Centrosinistra.
È stato un successo. Abbiamo piantato un seme.
Del resto, nel ballottaggio di ieri, 26 Giugno 2022, il PD vince quasi ovunque in Italia tranne che nella Regione Lazio di Zingaretti, in cui perde ovunque. Infatti, ha perso a Rieti, a Viterbo e a Frosinone. Un disastro. Disastro PD e fallimento del “campo largo”.
Torniamo a parlarci… e ispiriamoci alla filosofia del dialogo di Guido Calogero. Non per noi stessi, ma per gli altri, per la libertà dell’altro, per gli ultimi, per edificare un domani di ritrovate lotte comuni e di nuove conquiste civili.
Pier Paolo Segneri

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