L’ Italia nel suo percorso unitario ha sempre avuto necessità di reperire liquidità per le necessarie riforme: opere pubbliche, dalle infrastrutture a opere sociali: ospedali, scuole, case popolari, quant’altro…
Il prestito pubblico fu uno degli strumenti più usati assieme all’imprestito dall’estero di Nazioni interessate più che amiche. Cavour utilizzò la Gran Bretagna, Crispi più la Francia, Giolitti piuttosto la Germania (oltre ai prestiti USA nella 1a guerra mondiale e nel secondo dopoguerra).
Tutti chiesero liquidità agli Italiani con buoni ultra decennali e a tassi vantaggiosi. Tranne nei periodi di guerra lo Stato si comportò sempre da galantuomo. Noi, generazioni dai capelli bianchi, ricordiamo bene il prestito fondiario necessario negli anni ’60 /’70 dell’altro secolo, da una parte per costruire case, scuole, che fruttava all’investitore una rendita al 2% fisso con soddisfazione dei mutuatari e parimenti dei possessori del credito fondiario.
Oggi vi è parimenti la stessa opportunità. I BTP decennali danno un rendimento di circa il 3% a spread odierno, circa a 300 punti base: un’opportunità rispetto a tutti quegli investimenti in vari fondi che ad oggi hanno visto perdite di CAPITALE del 20/30% e ancora la discesa non si ferma !
Non è preferibile che siano gli Italiani a godere il 3% di rendimento in luogo di lasciarlo ad investitori esteri che comunque non sembra che ad oggi disprezzino tale tipo di investimento nonostante tutte le false Cassandre ?
Certamente occorre tener presente che chi investe in tali titoli decennali non debba avere problemi di smobilizzo immediato, anche se il loro apprezzamento e deprezzamento consentirebbe anche a gente dal polso forte di utilizzarli quali titoli azionari, speculandoci non poco in epoche quali quelle presenti di volatilità. Ma noi ci rivolgiamo ai Patrioti italiani che amano il loro Paese e hanno fiducia nello Stato, che è cosa diversa dai “partiti” e dai “politici”.
Fra l’altro le banche più solide hanno già predisposto un ulteriore scudo fiscale per tutelare tali titoli nelle loro “pance” : capofila l’Istituto San Paolo, creando un fondo di garanzia in caso di svalutazione abnorme di tali titoli.
Sono acquistabili e vendibili ad nutum del possessore in tagli di mille euro, quindi veramente popolari.
Il rischio c’è ? Certo, il rischio quando impresti i tuoi eurini anche al più sicuro tuo parente c’è sempre, a meno che tu non tenga sotto il materasso il denaro, ma anche quello, in caso di catastrofe mondiale, non potrebbe salvarsi, Cipro e Grecia docet.
Allora su, coraggio, Patrioti, Fratelli d’Italia, il 3% netto annuo di interesse pro Stato e la garanzia del capitale vi schifa?
Guglielmo Adilardi

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