Inizia forte con una relazione nel giorno del suo insediamento che lancia lo ius soli. Grandi polemiche e grande clamore, ma dove è finito? Nell’agenda del Governo Draghi non c’è alcuna menzione. Poi decide di fare una scelta politica altrettanto audace, addirittura parla di un nuovo centro sinistra fatto dal Pd e dai Grillini. Gioca tutto sull’alleanza con la coppia Grillo – Conte e sbaglia. I due infatti ben presto arrivano ai ferri corti per decidere chi dovrebbe comandare all’interno del Movimento. I Grillini vanno in mille pezzi e la situazione diventa caotica a tal punto da mettere in seria difficoltà il governo Draghi. Neppure reggono le alleanze alle amministrative. Il punto più doloroso è quello della nomina a sindaco di Roma, dove i Cinque Stelle confermano la Raggi, mentre il Pd a quel punto, in grave difficoltà, si schiera a favore dell’ex ministro Gualtieri. Altro che alleati! La stessa cosa avviene in altre importanti città. Poi la partita si riversa tutta sul ddl Zan. Letta non accetta nessuna mediazione e sull’argomento si è ancora al palo. Si procede alla riforma della Giustizia, anche per cancellare le scelte manettare e giustizialiste dell’ex ministro Bonafede. Sulle decisioni della Cartabia i Grillini sollevano il solito putiferio. Letta tentenna e così facendo aiuta la rissosità dei Cinque Stelle. Fino ad ora Letta le sue scommesse le ha perse tutte. Ad ottobre, dopo le amministrative, è evidente che il Pd dovrà tirarne le somme.
Roberto Caputo

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