
Nawaf Salam, primo ministro libanese, ha autorizzato l’esercito di Beirut a presentare un piano per prendere il controllo di tutte le armi nel Paese entro la fine dell’anno. Lo rende noto un portavoce del governo libanese secondo il quale il piano dovrà essere elaborato entro la fine di agosto. L’obiettivo è disarmare le milizie locali, innanzitutto Hezbollah su tutte. Il governo “ha incaricato l’esercito libanese di definire un piano di attuazione per limitare le armi entro la fine di quest’anno”, ha annunciato Salam in una conferenza stampa dopo un consiglio dei ministri durato quasi sei ore e presieduto da Joseph Aoun, presidente del Libano. Si è conclusa una riunione di circa tre ore nell’ufficio del primo ministro, Benjamin Netanyahu, sulla continuazione della guerra nella Striscia di Gaza. Secondo quanto dichiarato da un funzionario israeliano al Jerusalem Post, la direzione verso cui si sta muovendo il governo di Tel Aviv è quella di procedere alla piena occupazione della Striscia. Nei prossimi giorni Netanyahu convocherà un’ampia riunione di gabinetto su Gaza e sulla questione degli ostaggi. Lo ha affermato sempre al Jerusalem Post un funzionario israeliano, secondo cui “il primo ministro sta valutando tutte le opzioni disponibili per quanto riguarda i prossimi passi”. Miki Zohar, ministro della Cultura e dello Sport dello Stato di Israele, in un’intervista a Canale 12 sottolinea: “Non c’è altra scelta che occupare completamente la Striscia e sconfiggere Hamas”. Zohar ammette che l’assalto “metterà sicuramente in pericolo gli ostaggi. Ma dobbiamo decidere la storia a Gaza, e non c’è altra via che occupare la Striscia”. Il capo di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato che il suo gruppo non consegnerà le sue armi allo Stato libanese fino a che gli attacchi israeliani continueranno. In un discorso televisivo, Qassem ha inoltre esortato lo Stato a sviluppare “piani per affrontare la pressione e le minacce” e a non “privare la resistenza delle sue capacità e della sua forza”. I media israeliani hanno riferito che ci sono divergenze tra il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il capo dell’esercito (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, su come procedere nel conflitto a Gaza. Funzionari anonimi dell’ufficio di Netanyahu hanno affermato che il primo ministro stava spingendo l’esercito, che già controlla circa tre quarti di Gaza, a conquistare l’intero territorio, un passo che potrebbe mettere in pericolo gli ostaggi, aggravare la crisi umanitaria a Gaza e isolare ulteriormente Israele a livello internazionale. Diverse fonti riferiscono che Zamir si oppone a questa mossa e potrebbe dimettersi o essere costretto a farlo se venisse approvata. Il capo del Servizio di informazione egiziano, Diaa Rashwan, ha ammesso che i rapporti con Hamas “non sono stati al meglio nell’ultima settimana”, dopo che Khalil al-Hayya, alto dirigente del movimento islamista, ha accusato Il Cairo di essere corresponsabile della crisi umanitaria a Gaza. In un’intervista a tarda sera all’emittente egiziana Al-Rad, Rashwan ha dichiarato che al-Hayya “ha commesso un errore grave” e ha avvertito che le sue parole potrebbero influire negativamente sulla cooperazione con l’organizzazione. Tuttavia, ha ricordato che ci sono state in passato divergenze anche più profonde e ha precisato che le azioni dell’Egitto sono sempre dettate da “interessi superiori”. Il ministero della Salute di Gaza gestito da Hamas afferma che nelle ultime 24 ore sono arrivati negli ospedali della Striscia 87 palestinesi uccisi e 644 feriti negli attacchi israeliani. Il bilancio dall’inizio della guerra il 7 ottobre 2023, si legge in un comunicato stampa pubblicato su Telegram, è di 61.020 vittime e 150.671 feriti. Israele farà tutto il necessario per sconfiggere Hamas. A chiarirlo è stato il ministro della Difesa, Isarel Katz. “La sconfitta di Hamas a Gaza, mentre allo stesso tempo si creano le condizioni per il ritorno degli ostaggi, sono gli obiettivi principali della guerra a Gaza e dobbiamo intraprendere tutte le azioni necessarie per raggiungerli” ha detto Katz in dichiarazioni diramate dal suo ufficio e riportate dalla stampa israeliana. “La situazione umanitaria a Gaza rimane insostenibile, ecco perché è urgente garantire l’afflusso di aiuti” e raggiungere “un cessate il fuoco sostenibile” ha detto una portavoce dell’Ue durante il consueto briefing con la stampa. Ministro Isarel Katz, e cosa le fa pensare che, risolta la questione palestinese, i sovietici si disinteresseranno del Mediterraneo?
Giuseppe Basilico

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