5 anni fa, il 26 giugno 2014, i terroristi russi usarono i carri armati contro i soldati ucraini vicino al villaggio Myrne a Slov’yansk. I carri armati, ha provato a raccontare Putin, erano stati trovati nelle miniere ucraine, ed invece erano arrivati dalla Crimea occupata.
Da questo triste evento, i crimini russi si sono ripetuti di continuo. E in questo giorno l’Europa ha concesso all’ invasore di nuovo l’ingresso nell’APCE da dove era stata cacciata. Complice il delegato belga suggerito dalla Germania, che sostiene gli accordi per il gasdotto Nord Steam 2, Petra De Sutter. Un fatto analogo accadde nel 1939, quando l’URSS fu espulsa dalla Lega delle Nazioni per aver invaso la Finlandia. Ovvero, un atto grave come quello del 2014. E grave è, riammettere la Russia dopo aver occupato da anni l’Ucraina e prima la Georgia. La riammissione di Mosca all’interno del consiglio, ha avuto un effetto domino provocando l’uscita non solo dell’Ucraina, ma della stessa Georgia, Estonia, Lituania, Lettonia, Slovacchia e Polonia. Quello che è accaduto all’APCE, non ha riferimento con il nuovo astro politico ucraino Zelensky. Tant’è vero che Il nuovo presidente nel frattempo eletto all’assemblea è Marjia Pejčinović Burić, croata, non certo filorussa. La responsabilità e i giuochi per il rientro della Russia è tedesca, per mano belga che l’ha proposta. Segno che all’interno dell’ Unione europea, che la compone per la maggioranza, c’è una forte discordia che la rende politicamente debole. L’Assemblea parlamentare del Concilio d’Europa composto di 47 Stati per il controllo dei ditti civili ha, quindi, secondo lo storico Russo Andrej Zubov, compiuto un errore. Le motivazioni della assemblea al ritorno dei delegati russi, sono state sostenute anche dall’Italia, celando quelle vere, anticamera per arrivare a togliere le sanzioni in questi giorni riconfermate contro Mosca. I diritti civili in Russia sono continuamente calpestati tra assassinii e incarcerazioni di giornalisti e veri oppositori, per non parlare dei 20 marinai ucraini sequestrati nel mar d’Azov dalla flotta militare russa. La situazione è di quelle che hanno una grande rilevanza internazionale, cui il governo l’Italiano e i media volutamente ignorano, spinta anche dalla situazione politica georgiana in fermento. Qui, il Parlamento è stato preso d’assedio con manifestazioni contro la Russia e la richiesta di elezioni anticipate a causa di un incidente parlamentare dove sullo scranno dello speaker si è seduto un delegato russo invitato per tutt’altro motivo in Georgia, che aveva parlato in favore della Russia in lingua russa. Questo è un altro motivo, che sottolinea la grande pressione e le preoccupazioni verso uno storico nemico georgiano fin dai tempi dello Zar Alessandro I. Ma in cima a questa delicata situazione che ricorda da vicino quella sovietiva del 1939, in questo mese di luglio ci saranno le prossime elezioni parlamentari in Ucraina. Kyiv si rinnova, Mosca, no. E un paese non democratico, dopo i fatti in Moldavia di cui una parte è occupata dall’esercito di Putin, non ha diritto a partecipare alle assemblee dell’APCE.
Enrico Martelloni

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