Quattro edizioni costituiscono un precedente che permette di delineare un primo bilancio del percorso fin qui fatto, soprattutto in termini di: cosa resta, cosa cambia, cosa manca, cosa c’è, cosa ci sarà.

cosa resta: ciò che fin dalla prima edizione ha caratterizzato questo evento e lo ha reso diverso dagli altri, ovvero la grande apertura alla partecipazione, di tutti e senza etichette. Lo scrivemmo il primo anno, lo confermiamo oggi, il cosiddetto popolo della Leopolda è del tutto trasversale per età, estrazione sociale, provenienza geografica e politica, e si riconosce in un unico denominatore comune, che è quello della decisa volontà di riappropriarsi della politica invece di detestarla, ma della politica intesa come soluzione di problemi ed al tempo stesso come luogo di responsabilità individuali e comuni. Chi sale sul palco e parla, non si lamenta, ma espone una esigenza concreta e propone una soluzione. La differenza con i luoghi chiusi del potere e con i rituali dei partiti che in questi ultimi anni, specie nella disgraziata era partitocratica del Porcellum, hanno vissuto come se potessero davvero fare a meno del rapporto con i cittadini, è evidente e spiega bene due cose: perchè qui c’è tanta partecipazione, e perchè gli esponenti dei partiti, quando arrivano alla Leopolda, si guardano intorno con una faccia fra lo sperso e lo sbalordito. Ma, in effetti, gli strani sono loro, chiusi da anni dietro le porte blindate delle direzioni, mica gli altri.
cosa cambia: in positivo, la consapevolezza, la convinzione, la voglia di farcela davvero; quello che al primo appuntamento sembrava un tentativo, quasi un salto nel buio, oggi mostra di avere, almeno nelle convinzioni dei partecipanti – e ci riferiamo sempre ai cittadini comuni – una più radicata forma di sicurezza. Non è ancora troppo tardi, per dare una svolta a questo paese, che ha bisogno di tutto ma, prima ancora, ha bisogno di tutti. In questo senso, è stato molto significativo vedere venerdì sera, durante la discussione ai Cento tavoli dove le persone si confrontavano con pubblici amministratori sui temi caldi delle nostra quotidianità, che il tavolo delle riforme istituzionali era preso d’assalto al pari di quelli sul lavoro e sul fisco, segno che i cittadini sono perfettamente consapevoli della necessità non più rinviabile di riforme che non riguardano solo un settore della vita del paese, ma tutti, nessuno escluso.
cosa manca: quello che è stato l’oggetto della piccola – nel senso peggiore – polemica politica dei soliti noti, ovvero il simbolo del Pd. Che non c’è mai stato perchè la Leopolda non è mai stata una iniziativa del partito, ma una cosa diversa e soprattutto non chiusa in un ristretto recinto. Poi, allargando il ragionamento, si potrebbe dire che non c’era il simbolo perchè non c’era il partito che queste migliaia di persone chiedono e vogliono costruire, o ricostruire, su basi diverse e con un progetto diverso. Il giorno che alla Leopolda ci fosse il simbolo del Pd, solo due potrebbero essere i motivi: la riuscita di una trasformazione vera in un grande partito democrat a vocazione maggioritaria, oppure la sconfitta di questo progetto. Non si danno terze possibilità.
cosa c’è: in questo momento, alla vigilia del Congresso e delle primarie per l’elezione del nuovo Segretario, c’è una spinta molto forte e convinta verso una idea di partito che non è quella degli ultimi due Segretari, e somiglia certo di più a quella di Veltroni, ma meno vaga e più concreta, perchè gli anni passati, le battaglie perse, e la crisi perdurante hanno portato gli elettori – e parliamo sempre di loro – ad essere più pragmatici o, se preferite, più realisti. E l’idea di fondo non è che “con Matteo si vince” ma che con Matteo “si volta pagina”.
cosa ci sarà: dipende. Se Renzi vincerà le primarie, ci sarà la prova dei fatti, ovvero hai voluto il balocco ora dimostra che la tua non era solo una bizza ma sai davvero cosa fartene. E coloro che lo voteranno a dicembre, questo si aspettano da lui, nè più nè meno. Quindi, meno burocrazia interna al Pd, classe dirigente nuova, ed un progetto politico degno di questo nome, in grado di appassionare e convincere gli italiani quando ci saranno nuove elezioni politiche. Se questo banco di prova fallisse, non ci sarà prova d’appello, chè tutto si perdona meno un amore tradito e questo Renzi lo sa benissimo, per cui i prossimi mesi saranno quelli che decideranno davvero del suo destino e del destino del suo progetto. I quattro punti cardine del suo discorso conclusivo – riforme, Europa, lavoro, educazione – sui quali, dopo il Congresso e la sua eventuale nomina a Segretario, ha già annunciato specifiche iniziative per presentare le proprie proposte, a cominciare dalla riforma della giustizia per proseguire con quella elettorale e con il Job Act ed un’altra iniziativa forte sulla scuola, dimostrano che Renzi è perfettamente consapevole del passaggio cruciale che lo aspetta. Ha dato appuntamento all’anno prossimo, alla quinta Leopolda, per verificare il rispetto degli impegni che ha preso ora – a lui, dunque, l’onere di non deludere le aspettative di tante persone, e di tenere vivo lo spirito di questo luogo di incontro e di confronto senza tradirlo.

Paolo, è il fantasma che rifiuta ogni incontro mica io, è lui che si nasconde, mica io, è lui che rifiuta il conforto diretto, mica io, è lui che vive nel virtuale e non nel reale, mica io. Quindi, il tuoi consigli, rivolgili gentilmente a lui, grazie.
Marzio, ogni riga che hai scritto in questo spazio, in un crescendo incontrollato e delirante, grondi di livore, il tuo. Io non ne ho, come non ho bisogno di offendere nessuno, mai, per nessuna ragione – ho le mie di ragioni, gli insulti non mi servono.
Se continuare a dirti che hai costruito un feticcio di me del tutto irreale e che cuoi pire slacciare per vero, e farlo con educazione e ripetendo all’infinito le mie ragioni, è livore, bè allora la tua sequenza di insulti scomposti come la vogliamo definire?! Buona educazione?! Rispetto?! Capacità di comfronto?! E se non reggi la semplice verità, che è quella del tuo essere un fantasma e di rifuggire sempre ogni confronto diretto e personale nella vita vera – cosa che hai fatto mille volte – mentre io faccio io contrario, non è un problema mio.
Sarebbe troppo facile ricambiare la tua volgarissima battuta invitandoti a ricorrere ad uno psichiatra, perchè le tue ossessioni sono evidenti e non posso esserne io il motivo scatenante nè il collettore.
In realtà ti compatisco. Quanto devi odiare le donne, specie quelle libere, per essere caduto così in basso. E questa, ti piaccia o no, è l’ultima volta che ti rispondo, non meriti attenzione se la prendi con simili volgarità.
” E questa, ti piaccia o no, è l’ultima volta che ti rispondo”
Chiara, ti prendo in parola
Chiara, mi dispiace questa tua risposta stizzita, nella quale fai la morale agli altri e sfuggi ancora una volta ad una legittima e semplicissima domanda, dubitare sempre, anche di Renzi e cercar di far capire ai lettori cosa potrebbe non andare, invece di ripetere frasi alla “Santanché” che si ripete com un disco rotto. Ma tant’é, non c’é problema se a un certo punto della vita si fanno scelte che gli altri non condividono, peccato, ma è cosi’!
Parli di vita reale, e fai bene, questo è solo un pc, auguriamoci che la nostra vera vita sia altra e altrove, io infatti non ho neanche un conto Facebook perché le amicizie le ho nella vita reale e non virtuale, e tempo ne ho pochissimo anche per le vere conoscenze.
Non considerare i messaggi di Marzio sproloqui, è un po’ troppo facile e superficiale definirli cosi, forse dovreste solo incontrarvi, ma non alla Leopolda, semplicemente a prendere un caffé, va di moda, anche il Papa stanco dei botta e risposta con Scalfari su “Repubblica” gli ha telefonato e lo ha invitato per parlare a 4 occhi. Voi che abitate a Firenze potreste farlo.
Sappi che la stima per te, nonostante tutto, resta intatta.
Chiara, questo è livore da menopausa, Trovati un buon medico e auguri. Finis,
Ahahahaahaha! Davvero, mi fate ridere, ma parecchio anche. Nicola non ha nessun bisogno do essere difeso, cosa che non ho fatto, ma poichè Marzio emette fatwe arroganti dicendo che “deve” riportarlo sulla retta via, non vorrei che chi legge pensasse sia lui il deus ex machina di questo sito, Dio ce ne scampi ed Allah pure. Riguardo al metterci la faccia, fa parte dell’essere persone, non basta scrivere e non si può ridurre il confronto fra persone alla escissione miserabile che ne fa Marzio, ovvero una misera ritualità sociale fatta di nulla. Se questa è la sostanza della sua vita, lo compatisco. Il dialogo e lo scambio sono vitali, nascondersi dietro una pagina bianca non è vita, è solo una parodia. E dopo aver letto l’ultimo post, sono ancora più convinta che metterci la faccia, sempre e comunque, uscendo dalla pagina per esistere anche nella vita, sia essenziale ed indispensabile.
Quanto a te Paolo, non so se mi fai ridere o piangere, tu che confondi uno sproloquio senza senso con un “mettere a tappeto” e poi, suppongo con lo stesso metro di giudizio, giudichi “chiacchiere” quelle altrui.
Un’ultima parola sull’umiltà: non ho bisogno di inventaria, nè di usarla come alibi o rifugio. Perchè non ho mai avvertito il bisogno di sentirmi superiore agli altri, e provo sempre un senso di gratitudine quando posso confrontarmi con chi mi dà la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo, di impararlo o anche solo di considerarlo da un punto di vista diverso. A me non interessa essere contro qualcosa o qualcuno, a me interessa avere un punto di vista senza doverlo sbandierare come unico. Sarà per questo che le persone esistono nella mia vita, ed io esisto nella loro, invece di essere un fantasma.
Ti ringrazio Paolo, ma inon credo che il problema stia in chi fra Chiara e me la dice o la pensa meglio. Il problema è che io appartengo a una generazione che entrò nell’attuale modernità dalla finestra, da ladro e come tale ne fiuto i valori e sono libero di scegliere cosa rubare ai suoi arredi. Chiara invece, più sfortunata per me ma per altri più fortunata, appartiene a una generazione che entrò nella modernità dalla porta principale, e non può non credere che tutti i suoi gingilli materiali e immateriali siano una conquista illimitata a sua disposizione, Non credo ci sia altro, il resto, Renzi, è un pretetso, un battibecco tra donnette dispettose, lei e io. Il brutto è che il livello di questo basso contendere si trasferisca all’Italia.
Chiara, lo vedi che ti difendi da sola? Ma certo, tener testa a Marzio è cosa ardua, e ahimé, al di là del convincimento o meno nelle sue idee, o in parte di esse, per ora ti stende al tappeto. Quello che dovresti a mio avviso fare, perché sono certo che sei una persona che si batte perché le cose cambino in meglio, è provare a uscire dalla tana e rispondere seriamente, se non a me che con Marzio non posso competere, a lui, perché ti piaccia o meno, anche se espressa in modo cosi colorito, è il pensiero che circola in tantissimi italiani (non li conosco tutti…), ma non c’é nessun amico, o parente che non abbia forti dubbi sulle reali capacità di Renzi tranne quella della parlantina.
Sii seria, non puoi cavartela con quei due dubbietti dei quali parli….quei renziani da TG che sono quotidianamente in TV sono la tua referenza? Personaggi in cerca d’autore, per salire sul prossimo carro che passa, senza un briciolo di ricerca profonda nella persona e nelle idee, solo vuoti slogan, triti e ritriti, che scimmiottano i berluscones del 1994, solo che è cambiato il nome, adesso si chiama Renzi! Ma come, l’esperienza di questi 20 anni non ti ha insegnato nulla?!? Nel 1994 come scusanti eravamo piu giovani, non vi erano stati altri come lui prima, né altri Renzi, almeno aveva il fascino della novità, ma adesso, 2013, ci si puo’ ancora davvero cadere in trappole come queste?!?
Sii critica, pur sostenendolo, otterrai il meglio cercando in lui cosa non va piuttosto che in quello che condividi.
Non so, ma io col tempo non do credito piu’ a nessuno, evito le idolatrie (sebbene sia spesso a contatto con persone che nel mio mestiere sono idolatrati) cerco di guardare le persone a nudo, al di là della maschera che siamo obbligati a metterci ogni mattina.
” Per cui, lascia perdere Nicola, che continui a chiamare in causa del tutto a sproposito, neanche tu fossi il suo ispiratore e, quel che è peggio, l’ispriratore di questo sito. Mettici la faccia, come faccio io, pubblicamente, oppure taci. ” Bella furbizia da Tersite autonominarti avvocato di difensore di Nicola spronandolo al sospetto subdolo che io gli sia rivale, ma Nicola di avvocati come te non ha bisogno perché nessuno lo accusa di nulla, né gli è rivale in nulla. Ma la ciliegina più bella che dà luce al tuo liberalismo è l’invito a tacere se non ci metto la faccia. Chiara, fin’ora la cosa è andata sulla falsariga semiseria annoiando tutti meno te che boccheggi per assenza assoluta di argomenti, rifugiandoti perfino nell’opologia dell’umiltà, pur di uscirne. Tu umile, ma non farmi ridere! Io la faccia la metto scrivendo, e la metto molto più delle flatulenze vocali delle riunioni per ascoltare i preamboli ” oh, carissimo anche tu qua, bene, bene, il nuovo è alle porte! “, e quindi il corollario di chiacchiere, dove la faccia la mettono gli arroganti e i supponenti, appunto i comici, i vanitosi e gli esibizionisti che temo tu non sappia riconoscere, specie gli esibizionisti problematici e umili. Intrisa di retorica partecipativa post sessantottesca che con la democrazia non ha niente a che vedere, mi inviti al silenzio perché non partecipo, ma da passionaria “de noartri”, non ti viene il sospetto che potrei vivere su una sedia rotelle, potrei avere lo corde vocali bruciate, oppure essere persona talmente ripugnante e brutta da vergognarsi a mostrarsi. Tranquilla, niente di tutto questo, semplicemente io credo alla scrittura per quanto oggi ampiamente screditata, perché è nella scrittura che si fissano le idee, non nei vocalizzi da comizio, non nei crocchietti di corridoio, lì non si mette la faccia, lì si fa recita sociale e basta, l’opoteosi delle battute simpatiche o velenose, l’euforia degli slogans dove non si rischia nulla. Quindi continuerò a commentarti, ci metterò la faccia e scriverò e se non replicherai replicherò ancora di più. Sei fuori strada quasi su tutto, Chiara, ma guarda di reggerti in piedi.
Caro Marzio, sono talmente abituata a chiamare le cose con il loro nome, che definire la maleducazione come tale, quando è palese, è esercizio di mera evidenza, come è parso chiaro a tutti tranne che a te. Detto questo, siccome sei maestro nell’arte del fraintendimenti fraudolento, ti chiarisco quanto segue: qui non si censura e non si allontana nessuno, come mi pare evidente, ho semplice te risposto alla tua lamentazione sulla pretesa mediocrità del sito e degli interventi che pubblica rendendoti noto che puoi alleviare le tue sofferenze intellettuali con altre letture. Ed alla fine, vedi, la differenza fra te e me sta tutta in un particolare non trascurabile: io non mi nascondo, esisto oltre questo spazio, sono una persona che si può incontrare e con cui ci si può confrontare faccia a faccia, sempre. Tu sei un fantasma che non compare mai, tutto preso a serbare la sua purezza snobistica e mai disposto a concedersi di persona, non sia mai che ci si possa sporcare le mani e l’anima con un dialogo fra pari. Per cui, lascia perdere Nicola, che continui a chiamare in causa del tutto a sproposito, neanche tu fossi il suo ispiratore e, quel che è peggio, l’ispriratore di questo sito. Mettici la faccia, come faccio io, pubblicamente, oppure taci. Perchè le chiacchiere stanno a zero, e la comodità della turris eburnea ha molti limiti, primo fra tutti non esserci mai quando si discute di persona. Tu sparisci ogni volta. E’ un peccato, ad esempio, che ti nom sia mai comparso quando modero il dibattito annuale con Renzi, ed è aperto, senza rete e senza nulla di preparato; più volte ti ho invitato a farlo, quale migliore occasione per sfoderare tutte le tue critiche e farne argomento di pubblica discussione?! Invece tu, ogni volta, misteriosamente sparisci, chè a quanto pare nel presentati di persona non sei tanto bravo. Quindi, mettiamola così: io continuerò a scrivere quello che mi pare, a pensare quello che mi pare ed a fregarsene altamente delle tue pretestuose affermazioni basate su nient’altro che pregiudizi personali. Quando deciderai di metterci la faccia, ne riparleremo, fino ad allora, che tu sia qui o altrove, a me non cambia nulla, ma eviterò la perdita di tempo di risponderti, perchè tu non dialoghi, esprimi solo dogmi, e perchè sei solo un fantasma. Per tua scelta. A proposito di ipocrisie.
Cara Chiara, sei talmente costipata di politically correct che non accettarne sorrisi e ipocrisia ti sembra maleducazione, e quel che è peggio è che lo sembra a tutti gli amici di Pensalibero, pardon mammole, talmente incartapecoriti da mrzzo secolo di politichese da scambiare il mio linguaggio colorito per poca urbanità. Mi chiedi di cercare altri siti sul web dove scaricare la mia incontinenza, ma è come chiedere a Nicola che Pensalibero cambi nome in Pensapilotato, e non so se gli andrebbe bene. Ti ringrazio infine per continuare a prenderci in giro coi tuoi notevoli distinguo da Renzi, come dire che abbiamo tutti terrore del tumore, ma facendo rima con amore non riusciamo a liberarcene.
Non esiste nessun conto terzi, ma vedo con piacere che la maleducazione non urta solo me.
Come ti ho già scritto nei giorni scorsi, se la “mediocrità” del sito e degli interventi qui pubblicati ti provoca tanta intellettuale indignazione, puoi andare altrove, la Rete offre infinite possibilità di elevarsi.
Di Renzi non mi piace: la sua approvazione al voto palese su Berlusconi e il fatto che il suo addetto stampa sia juventino.
Caro Silla Cellino, se i genitali sono il tuo campo di battaglia preferito accomodati pure. Ma ti sei infilato da solo in questa polemichetta stupida o per conto terzi? Comunque l’ambito degli interventi e dei lettori di Pensalibero si rivela così mediocre, e non certo perché io sia un gigante, che inviterei Nicola a riprogettare finalità, tematiche, visto che la politica non nasce dalla politica, e meccanismi comunicativi del sito, uscendo dal pronvincialismo della firenzina. Aspetto al riguardo di leggere spiritosagini e ancora da Chiara cosa non le piaccia di Renzi.
Tranquillo, signor Siracusa, non ho intenzione di avventurarmi in ulteriori spiritosaggini: quello che ho detto basta e avanza per chi vuol capire.
Cara Chiara, il discorso di Marzio non rientra nell’argomento Leopolda / Renzi, è una sua digressione anche interessante ma che non mi pare appropriata qui. Non c’é da difendere nessuno, poi te ti difendi benissimo da sola!
Non rinnego ne ora ne mai l’amicizia, seppure virtuale, che ci lega ormai da anni e non voglio fare il bastian contrario a priori, solo che sono convinto che il tuo lecito sperare sia riposto nella persona sbagliata, tutto qui.
Le carte in tavola sono gettate, resta da vedere se con l’evolversi degli eventi troverai anche qualche critica, per ora le promesse di Renzi sono quelle del marinaio. Questo “parlare” dei problemi mi pare molto furbescamente ingenuo, vediamo se un giorno sarà primo ministro cosa farà, e poi ne riparleremo.
Giusto rispettare alcune regole minime, Adalberto, ma sia un principio anche per chi prende per i fondelli parlando della Leopolda come fosse l’Atene di Clistene. Quanto all’amico Silla Cellino, direi che un “solito” incollato a tutto farebbe appassire anche Gesù Cristo. E da Chiara aspetto di sapere cosa non le piace di Renzi.
#marziosiracusa du’ palle
scusa il gallicismo, ma non ne posso proprio più, opinione personale
Non mi intendo di calcio. Figuriamoci di pugilato! Ricordo, però, che anche sul ring ( si dice così ? ) non si può andare oltre la quindicasima ripresa ( ricordo male ? ) . E che anche i pugili, pur muovendosi da picchiatori, devono- dovrebbero – rispettare alcune regole minime.
Non potrebbe valere anche per l’ANGOLO di Chi.Bo. ?
Per principio e per educazione leggo tutto, ma francamente comincio ad annoiarmi. Mi succede di solito quando si ripetono sempre le solite cose e mai un’idea che sia un’idea. Ovvio che non è a Chiara che mi riferisco.
Il problema di fondo Chiara è il cortocircuito che ti nasce dal voler far indossare un’opinione a un atto di fede, perché se ti chiedo quale critica hai da rivolgere a Renzi, che non sia il rinvio a un ” si farà “, tu cosa mi rispondi?
Paolo: per ben due volte hai scritto che la gente normale non era alla Leopolda, poi hai aggiunto che i fiorentini che hanno da fare ed hanno problemi non erano alla Leopolda. Nero su bianco, ritrattarlo francamente fa un pò ridere.
Detto questo, è curioso ma parecchio anche che io scriva un pezzo sulle persone che hanno partecipato a questo evento, e voi vogliate trasfigurarlo in un “atto di fede” verso Renzi. Perchè vi fa comodo così, perchè era quello che volevate e se io non l’ho scritto pazienza, perchè se a me interessava raccontare un fenomeno di partecipazione dal basso, a voi non ve ne frega niente, e le parole – mie – si possono ignorare, sostiundeole con le vostre. Ah, per la cronaca, la citazione sul “fanciullino” è del tutto sbagliata, come sapreste se almeno aveste ascoltato il discorso di Renzi, invece di averlo desunto da qualche sciacquatura di piatti altrui. Nel caso aveste un sussulto di buona fede, è proprio l’ultima frase, un minuto del vostro tempo lo potrete spendere almeno per capire che, prima di scrivere invenzioni, sarebbe bene documentarsi.
Non commento il paragone con la Santanchè nè l’insistere sulla mia presunta omofobia, li ritengo solo la prova palese della povertà di argomenti che mi scagliate contro quando oso non scrivere ciò che volete voi.
Ma con un rammarico, caro Paolo Francia. Molti anni fa, ormai, quando cominciasti a scrivermi per e-mail, lo facesti perchè io mi battevo per i diritti civili delle coppie gay, si aprì fra noi un bel dialogo fatto di rispetto e di comune sentire sul tema dei diritti. Il fatto che tu oggi taccia di fronte alla penosa accusa che mi muove Marzio, invece di confutarla, me la dice lunga su chi siano, qui, le persone veramente accecate. Io no, ne sono certa, chè rinnegare rapporti di confidenza e di amicizia non mi appartiene.
E aggiungo che non conoscevo la frase di Renzi ” Risvegliamo il fanciullo che è in noi “, davvero un pascolismo penoso per vendere gelati, ma il grande e umile Zvani non avrebbe mai sfruttato il suo fanciullino per uno slogan politico, nemmeno nell’involuzione ideologica dell’Italia “grande proletaria”,
Lo vedi Chiara, la tua risposta è un atto di fede fanatico, avresti fatto bene l’ausiliaria di Salò, la kamikaze, la Giovanna d’Arco, o la Kenau Asselaer a Haarlem. Ma la cosa più ridicola è che ci si perda a discutere su un Matteo Renzi. No, Paolo il mio discorso non finisce nelle sabbie mobili, solo dico che l’uomo omo resta uomo, passivo o attivo che sia, l’uomo omo non è la femminella di triste memoria su cui i cretini ridacchiano sempre, l’uomo omo è un uomo, mentre la donna omo sfocia in una caricatura perché sradicata dalla terra non ha altro, si priva del suo privilegio biologico di possedere tutto, appunto la terra. Applica il concetto alla donna che si fa suora e capirai perché da duemila anni la chiesa impone il celibato del sacerdote, non proprio per sessofobia. Da qui un ripensamento di tutta l’omosessualità oltre il mito della liberazione delle diversità, mito che fa da apripista cattocomprensiva anche alle diversità criminali che gli si sono furbescamente accodate. I lettori politicamente assillati vorranno perdonare queste digressioni, ma uscire all’aperto per una boccata d’aria ogni tanto fa bene.
Chiara, dai! Mi accusi di non leggere, e poi anche te…..ho scritto che tutti i fiorentini CHE CONOSCO (ne conosco pochi…) la pensano piu’ o meno come me, tutto là!
Non vogliamo, almeno io, che tu scriva cosa si vuole, solo che mi duole constatare che ti stai mutando, forse senza che tu te ne accorga, nella “Santanché” renziana!
Te stai a Renzi, come la Santanché sta a Berlusconi?!? Ora, che i 16.000 fiorentini coi loro tavolini dei problemi sperino che Renzi li risolva, mi fa pensare a VOTANTONIO, e mi scappa una sonora risata alla Toto’!
Se te poi vuoi crederci, ovvio che devi farlo, ognuno qui mi pare sia libero delle prorie azioni e pensieri!
Marzio, non ti impantanare in ragionamenti che non si sa dove vanno, anche se col tempo riconosco che l’uomo e la donna, tra di loro dico, sono proprio diversi, anche nei gusti spesso. Le donne spesso sono piu’ attirate dalla personalità, noi da cose piu’ terra terra almeno all’inizio, a te Renzi non piace politicamente, a me neppure esteticamente, so che puo’ sembrare superficiale, ma siamo anche fatti a questo modo.
la frase finale di Renzi, “risvegliamo il fanciullo che è in noi”…….lasciamo perdere, quello Chiara è il “Kennedy” dei poveri.
Mi spiace solo che siate ridotti cosi male da dover riporre le vostre speranze giuste e sacrosante in persone come quelle, altre purtroppo non ve ne sono e tenete famiglia. Non condivido le tue idee in questa fase, ma sicuramente posso capirti, come posso capire anche Marzio che da buon pessimista, è molto bene informato, Infatti l’ottimista si proietta nel futuro per sfuggire a un presente che gli fa abbastanza schifo, il pessimista ha paura di perdere un presente tutto sommato bello e sa che il dopo raramente riserva sorprese eccellenti, dato che la fine della storia la conosciamo tutti, purtroppo!
Bene, avete superato voi stessi, mancava l’accusa sessista ed omofoba ed ora l’abbiamo, così l’album delle figurine è completo. Naturalmente, non rispondo nemmeno a questa patetica schifezza, ma un paio di cose le aggiungo volentieri.
Paolo: a quanto pare tu conosci una per una “tutte le persone che hanno da fare ad hanno problemi a Firenze” – cito testualmente – oltre che a tutti i fiorentini, sempre uno per uno, che ti assicurano cronache fedeli e veritiere sul sindaco e sui suoi eventi politici. Però questa non è una sciocchezza sesquipedale, come è evidente, infatti sfugge miracolosamente alla raffinatissimo esegesi di Marzio, il quale sostiene che le sciocchezze le scrivo io.
Ora, o io potrei fare una lunga lista di fiorentini che lavorano, hanno da fare e pire problemi che erano alla Leopolda, ma sarebbe inutile, chè bisogna adeguarsi alla opinione di Paolo – che ha la considera universale delle persone, tutte – altrimenti si è addirittura accusati di omofobia. E io sarei quella che scrive cazzate?!
Marzio: tranquillo, io non sono in cerca di nulla, ma le solenni sciocchezze di cui mi accusi fanno buona compagnia alle tue. Il che non mi rallegra ma, come dire, mi fa sentire meno sola.
Conclusione: come vi ho già detto altre volte, non riuscirete mai nel vostro intento, che è quello di fermo scrivere quello che volete voi. Questo spazio è mio e scivo ciò che decido io. Le vie della Rete sono infinite, potete leggere quantità di blog, siti di opinione, persino quello di Grillo, dunque non avete alcun motivo per venire qui, chè se pemsare di avere una missione nel convertirmi alle vostre illuminate
idee, potete pure rassegnarvi. Sono irredimibilmente libera.
Paolo rassegnati. Chiara sa benissimo da persona intelligente che tu ed io abbiamo ragione, ma la sua insistenza sulla gente vera, i sedicimila, meno dei tifosi di una partita di serie B, che ai cento tavolini della Leopolda si confrontano, si esprimono e discutono infervorati dei problemi veri, in una dimensione di umiltà bergogliesca dove qualsiasi frittata si può rigirare alla Casini, ebbene tutto questo piace a Chiara o finge di piacerle, cosa che da un po’ sospetto fortemente. D’altra parte noi siamo due uomini, omo o etero è ininfluente, e lei una donna, quindi si farebbe scannare pur di ammettere di scrivere pure e semplici insensatezze senza capo né coda, in obbedienza a quel progettino tanto piccino quanto fiorentino di fare una plastica facciale al PD senza che i suoi elettori se ne accorgano. Quel PD che evidentemente socialisti, liberali e repubblicani orfani sentono inconsciamente come un padre che prima o poi dovrà riconoscerli. Non so da quale complesso di inferiorità nasca il bisogno di questo riconoscimento, ma tant’è, alla fine le sciocchezze gramsciane sull’egemonia hanno ragione se trovano ventri molli. Allora a Chiara piace tanto Renzi, e lasciamole il suo ometto. E tu Paolo impara che nonostante la recita libertaria i veri nemici delle omo e degli omo sono le donne perché la donna è piantata in se stessa molto più di noi, quel tratto che la piaggeria filofemminista ama chiamare la maggior forza della donna ma che con la forza non ha niente a che vedere. Riconosciamo a Chiara il suo statuto di donna di ieri, di oggi e di sempre. Vorresti parlarle davvero?
Allora non capisci, o fai finta di non capire! Ogni volta che si critica Renzi tu ripeti come un disco rotto che non saremmo informati, vorrei chiederti di cosa poi… del “nulla” di queste riunioni? Ma anche essendo informato, e proprio per questo, esprimo le mie lecite critiche!
Un teatrino puerile e patetico, il “tavolino” per tutti i problemi, quello della scuola, quello dell’aeroporto….ma non farmi ridere che ci sarebbe da piangere!
La gente che ha da fare e ha problemi a Firenze non va a perdere il tempo in queste kermesse, sono passati dal bombolone alla crema che avevi messo in un tuo pezzo, ai vassoi gastronomici, sembrava piu Eataly!
Devo dire che mi deludi, spero che un giorno tu capisca l’errore che stai facendo.
Fai pure la tua propaganda, a me Renzi e le sue Leopolde non interessano, come le vicende del PD (che non ho mai votato).
Fiorentini ne conosco tanti, e tutti mi hanno ripetuto la stessa cosa, solo una grande vetrina per Renzi di mettersi, se possibile, ancora piu’ in mostra, un oceano di banalità ricopiate da Berlusconi, una cosa davvero triste e patetica, e con questo chiudo, mi pare che non ci sai piu’ margine di dialogo su questo argomento.
Paolo, la gente normale, come la chiami tu, alla Leopolda c’era, e in massa: sedicimila persone in tre giorni, a parlare dei loro problemi, a proporre soluzioni. Io non so su quali basi fu esprima la tua idea, ma i fatti non li puoi ignorare, e se mai ti fossi degnato di seguire per una volta questo evento, invece di scriverne senza sapere di cosa stai parlando, avresti evitato di dire qualche sciocchezza oltre che qualche falsità. La Leopolda non è una passerella per politici, nè una kermesse di partito. La Leopolda, fin dalla prima edizione, l’hanno fatta le persone, con i loro interventi e la loro passione civile. La gente normale, quella versa, Paolo, quella che viene qui perchè è l’unico spazio aperto dove può esprimersi e confrontarsi. Fattene una ragione, e prima di scrivere abbi l’umiltà od il buon senso di documentarti sul tema.
Marcello: grazie, ci provo.
brava Chiara, condivido il tuo approccio realistico alla Leopolda, senza pregiudizi, nè fanatismi. Marcello
Un calderone noioso, inutile e costoso, altro che la possibilità di esprimersi, una gran perdita di tempo!
Sono d’accordo con Massimo D’Alema che già si è espresso sulla Leopolda, e penso che se ne sia parlato anche troppo.
Se questo è il “nuovo” ridateci il vecchio, ha apostrofato la Bonino, e faccio mia questa sua frase, la gente reale e coi problemi non se ne puo’ fregare di meno di queste pagliacciate per acchiappare voti e potere, e se ne sono stati ben alla larga.
Se Renzi sarà candidato per diventare primo ministro, daro’ il mio voto a chi lo ostacola, è l’ora di finirla di farsi prendere per i fondelli da questa gente.
Certamente e sicuramente avrai anche ragione, ma partire con il presupposto che se Renzi sarà candidato a primo ministro voterai chi lo avverserà , da la misura della tua maturità politica…..ma se quelli che hanno governato fino ad ora ci hanno portato nel baratro!!!!!!!!!!!!!!! ma per favore rifletti prima di parlare. Parlare di D’Alema che ” si dimenticò le carte nel cassetto per il conflitto d’interessi di Berlusconi ” ma sarà l’ora di finirla con questi fanatismi…….
Valerio ha ragioni da vendere, il fatto è che sulle singole proposte concrete e operative, i Renzi, i Grillo e gli altri comici d’ogni colore e partito sono fumosi, urlano grandi e vecchie proposte che per restare nel generico della battuta accattivante non entrano mai nella realtà minuta della loro attuazione, probabilmente nella speranza che i tecnicni e i manager ministeriali tolgano le castagne dal fuoco. A questo punto rivalutiamo Monti.
preferirei leggere di divisioni o condivisioni su singole concrete proposte operative, di Renzi o eventuali altri
Va bene, va bene, hai ragione tu…
Caspita, un giorno mi insegnerai come si fa a pensar così bene di sei stessi e così male degli altri. Anzi, meglio di no. Se pensare fa così male, preferisco restare nella mediocrità dell’opinione.
Anche per il gusto di vedere la Costa Concordia boccheggiante andarono in migliaia al Giglio, come in migliaia alla Leopolda, e non parliamo dei milioni che santificavano il Duce alla radio. Il fatto Chiara è che l’opinione ha alle spalle l’attualità e muove tanti, un pensiero cerca di venire dalla storia e muove pochi, e non si può nemmeno dire che un pensiero sia fatto di tante opinioni, un pensiero porta una storia a conseguenze e non sarà spocchia se non si perde con l’attualità. La storia è bloccata da quasi un secolo perché vegeta nel vermicolio delle opinioni, il giudizio mio su Renzi nasce dalle inadempienze critiche verso quella paralisi, che l’ometto della Leopolda porta all’acme facendo credere di superarla. E poi, scusami, ma rifugiarsi nelle gioie repentine dell’umiltà è davvero un brutto vizio da funamboli dell’opinione che va e viene, il delirio di sé, poi il pentimento di sé, la scoperta che l’altro è un cristo come te e subito dopo uno stronzo, e così via. Le opinioni si adattano bene a conciliarsi con un cattolicesimo parolaio usa e getta. A te danno vita le opinioni, a me i pensieroni, tu sei nell’effervescenza dell’attualità, io nelle latebre d’una cantina. Ma se dovesse farsi giorno sarà io a dirtelo.
P.s. Alla lunga lista delle mie manchevolezze, puoi aggiungere quella di aver scritto per un paio d’anni su l’Opinione. Opinare e pensare sono cose diverse, vero, ma esprimere una opinione significa esprimere una posizione e, dunque, fare anche una scelta; esprimere una opinione significa esporsi ed accettare il confronto. Cosa che a me piace fare – ognuno coltiva i propri vizi, io ho questo. Che ci vuoi fare?!
Lo scrivo una volta sola, e spero che basti. Opinione è anche la tua, quella che hai su Renzi ma anche su chi lo sostiene: legittima, libera, ed insindacabile, ma pur sempre opinione. Detto questo, quanto ho scritto in questo pezzo nasce dai seguenti presupposti:
– nessun politico va lontano senza il sostegno, prima, ed il voto, poi, degli elettori
– la Leopolda non è fatta da Renzi, chè se ci fosse solo lui se la farebbe nel salotto di casa sua, ma dalle persone. Che ti schifano, è chiaro, per una tua concezione purista secondo la quale la poltiica è cosa troppo alta per poter essere di tutti, mentre io, al contrario, penso che il male di questo paese sia, tra l’altro, nella mancata comprensione della poltiica come responsabilità individuale, e non come una delega in bianco.
– come ripeto in ogni paragrafo del pezzo, la mia analisi è stata fatta sulla base delle sedicimila persone che in tre giorni hanno partecipato ai lavori, perchè se vuoi davvero capire un evento, secondo me, devi partire dalle ragioni di chi lo muove e lo anima, e se la partecipazione a te non interessa, a me invece pare un’ottima cosa, non soffrendo io di tic elitari.
– può darsi, come tu sostieni, che io sia patetica, porterò questa croce in silenzio. Ma accecata, vedi, no. Perchè ascolto, guardo, rifletto e ragiono con la mia testa, e non mi muovo mai sulla base del pregiudizio nè intellettuale nè di alcun genere. E quando leggo ciò che scrivono gli altri – chiunque essi siano – cerco di capire con oggettività le ragioni di ciò che scrivono, invece di liquidarli a priori come “patetici” solo perchè raccontano una realtà che io preferisco non vedere.
Concludendo: io non pretendo che tu la pensi come me, ci mancherebbe. Ma apprezzerei se tu avessi meno spocchia verso tanta gente che ha ancora voglia di impegnarsi – perchè a prescindere dalle tue idee e dalle loro, è un rispetto dovuto.
brava Chiara, condivido il tuo approccio realistico, all’evento-Leopolda, senza fanatismi nè pregiudizi.Marcello
Ti rispondo ora sui precedenti. Guarda Chiara che le opinioni sono solo banderuole al vento, e per indirizzarle ad un approdo sicuro diventano per forza etichette se dentro non hanno un briciolo di pensiero che non sia il beverone sul nuovo. Brutta piega prese il vecchio PLI quando reintitolò il suo foglio ” L’opinione “, tanto simile nella sostanza a un generico “Bo!?!”, perché una cosa è opinare, altra pensare. Renzi è una macchinetta per tritare opinioni come salsicce, un caleidoscopio di etichette su due gambe, come la Bindi o Fassina, verso cui ti immaginani mie simpatie inesistenti. Del resto il tuo accecamento ormai è patetico: quando denunci ciò che mancava alla quarta puntata della Leopolda, uno spera di leggere un briciolo di critica, che so, che Matteo imita male Fonzie quando siede sullo sgabello dello snake che non c’è, e invece ciò che manca, i simboli del partito, per te è sono un progresso, perché, come disse Lui cara lei, i simboli non contano, contano i voti. Ma i voti su quale simbolo di scheda andranno? Faremo un listone senza la squadraccia all’uscita dal seggio come nel 1925, ma sarà sempre un listone simpatico e piacione? Siamo quindi al cospetto d’un altro ometto del destino che deve sospendere le ideologie per raccattare a destra e a manca. Uomo del destino simpatico, ironico e piacione, ma così intinto di neomussolinismo telematico, da fare realmente senso, per non dire peggio. Di una cosa sono contento, se l’ometto del destino ha tanto successo nel popolaccio dei cattocomunisti arricchiti che si rifanno la verginità con le opinioni, e vanno a braccetto con i vecchi opinionisti come te stanchi di mezzo secolo di emarginazione, vuol dire allora che la sinistra, pardon la neo destraccia, è davvero al capolinea, qualsiasi sfumatura essa assuma, compresi le Bindi e I Fassina che di rincalzo non vedrei male. Ma ora occorre gente che paghi il conto per l’Italia, e con la tua retorica delle passioni politiche e delle partecipazioni giocate con le opinioni, non immagini lontanamente Chiara, quanto quel conto sia salato e cosa comporti di molto poco piacevole, fisicamente e intellettualmente. Il tempo per saltellare nelle opinioni fingendo che un po’ di rabbia ne faccia idee e passioni, quel tempo è finito.