
A sinistra quanto basta, a destra quel tanto che la “necessità” renda lecito: il nuovo Pontefice romano -già entrato nel cuore di molti fedeli per la sua umile e fiera timidezza- ha le impronte (e la determinazione) di un Papa democristiano!
Ancora una volta, lo Spirito Santo (per chi crede) o, più pragmaticamente, la sapienza ed il discernimento della millenaria storia della Chiesa Cattolica incarnata dai 133 eminenti elettori, sembra aver visto molto lontano donando al mondo il Papa “giusto”.
Financo un Papa necessario!
Quel Papa che il mondo attendeva dopo l’austerità professorale di Benedetto e l’ondata fresca e generosa (ma anche, per taluni aspetti- disorientante) di Francesco.
Chi sarà Leone XIV e quale portata spirituale, culturale e politica donerà al mondo il nuovo pontificato lo dirà il tempo sebbene alcune “pietre angolari” siano già state posizionate e, decisamente, ben assestate.
Innanzitutto “l’invocazione supplichevole della pace”: bene e (e precondizione) inalienabile per la salvaguardia della dignità di ogni persona umana e méta da conquistare attraverso il disarmo delle menti e dei cuori, delle parole come delle penne, dell’informazione e della comunicazione.
Poi “l’ipocrisia” e il “lassismo” sui valori del Vangelo germi -anche nella Chiesa- di quell’ateismo di fatto che porta a considerare il Cristo un superuomo, un leader carismatico, una star e non già il figlio di Dio.
Infine “l’abbraccio universale”: tutti -sottolinea Leone decimoquarto- tutti siamo amati da Dio. Nessuno è escluso. Mai! Tantomeno i giovani a cui grida -nell’imitazione superba del Papa polacco: “non abbiate paura”.
Capisaldi che delineano chiaramente la cifra ma anche il piglio potente e dirompente di un pontificato che si annuncia novità nella continuità; apertura nella tradizione, unità (spirituale) nella diversità umana, culturale, ideale e politica.
Non: o di qua o di là come pretenderebbe un progressismo o un conservatorismo tout-court! Ma un combattivo, caparbio e sincero: di qua (al fianco degli immigrati) e di là (con una netta distinzione tra la famiglia e le altre forme di convivenza) nel solco dell’insegnamento evangelico e della dottrina sociale della Chiesa per un mondo aperto al futuro.
Democristiano, appunto!
Daniele Marchetti

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