
di Riccardo Benotti*
“Il mondo non ha bisogno di un’intelligenza artificiale che diminuisca l’umanità; ha bisogno piuttosto di un’intelligenza umana illuminata dalla sapienza, di un’autorità politica guidata dalla coscienza e di un’innovazione tecnologica orientata dalla carità”. Lo ha detto Papa Leone XIV, in lingua inglese, ricevendo questa mattina nella Sala Clementina i partecipanti al XVII Incontro annuale dell’International Catholic Legislators Network, riuniti sul tema “Dignità umana e intelligenza artificiale: sfide, opportunità e controllo”. Ogni conquista tecnologica, ha osservato il Papa, pone all’umanità una domanda morale: “non semplicemente che cosa possiamo fare, ma che cosa dovremmo fare”. Come scritto nell’enciclica “Magnifica humanitas”, ha ricordato il Pontefice, “possiamo essere tentati di costruire una nuova torre di Babele, dove il potere, l’efficienza e il controllo oscurano il volto della persona umana, oppure possiamo costruire una civiltà in cui la tecnologia serve lo sviluppo integrale di ogni persona”. La domanda decisiva resta la stessa: “la tecnologia aiuta le persone a diventare più fraterne e responsabili verso sé stesse e verso gli altri?”. Solo così, ha concluso Leone XIV, l’intelligenza artificiale diventerà “non una rivale dell’umanità, ma una serva del bene comune”.
Riccardo Benotti
*Agenzia Sir

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