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Leone XIV: ai cardinali, “ho bisogno del vostro appoggio forte”

“La guerra non è mai degna dell’uomo, e non è mai benedetta da Dio, perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi ipertecnologiche”. Insieme ai cardinali, radunati attorno all’altare della Cattedra, Leone XIV apre il suo secondo Concistoro straordinario con un monito per la tragica situazione attuale, che esige di continuare sulla strada della “civiltà dell’amore” indicata da Paolo VI in un mondo segnato, allora, dalla Guerra fredda, dalla corsa agli armamenti e da forti squilibri economici. “L’unità della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati”, il primo monito del Papa, che auspica “una via alternativa all’opposizione ideologica tra sistemi, immaginando un ordine sociale in cui giustizia e carità si intrecciano”.

di Agenzia Sir | 27 Giugno 2026

di M.Michela Nicolais*

“La guerra non è mai degna dell’uomo, e non è mai benedetta da Dio, perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi ipertecnologiche”. Insieme ai cardinali, radunati attorno all’altare della Cattedra, Leone XIV apre il suo secondo Concistoro straordinario con un monito per la tragica situazione attuale, che esige di continuare sulla strada della “civiltà dell’amore” indicata da Paolo VI in un mondo segnato, allora, dalla Guerra fredda, dalla corsa agli armamenti e da forti squilibri economici. “L’unità della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati”, il primo monito del Papa, che auspica “una via alternativa all’opposizione ideologica tra sistemi, immaginando un ordine sociale in cui giustizia e carità si intrecciano”.

La prima indicazione ai cardinali, all’insegna della sinodalità e della collegialità, viene dalla basilica: “l’aiuto che potrete darmi, nell’esercizio del ministero petrino, trova in me chi chiede, non chi comanda”, perché “l’autorità del primato è propria di chi ascolta e solo perciò guida, di chi apprende e solo perciò insegna, sempre alla sequela dell’unico Maestro”. La seconda arriva invece dall’Aula Paolo VI, all’inizio dei lavori: “Il ministero del successore di Pietro non può essere vissuto da solo, ha bisogno della vostra esperienza pastorale e della conoscenza delle chiese e dei popoli che vi sono affidati”.

“Conto sudi voi, perché mi aiutiate a discernere ciò che lo Spirito Santo dice oggi alla Chiesa”, le parole rivolte ai cardinali giunti a Roma da ogni parte del mondo: “Ho bisogno del vostro appoggio forte, esplicito e pubblico.

Ho bisogno di essere sostenuto da voi come da fratelli. Vi chiedo di accompagnarmi non soltanto o in questi giorni di lavoro, ma anche nel servizio quotidiano alla comunione della Chiesa universale.  Aiutatemi ad ascoltare ciò che emerge dalle chiese, a riconoscere i segni di speranza che spesso crescono silenzio, ma anche a non ignorare le fatiche, le incomprensioni e le resistenze che possono rallentare cammino. Ho bisogno della vostra libertà, della vostra franchezza e della vostra lealtà. Un consiglio sincero è sempre un atto di comunione”. “Sostenere, ciascuno nella propria chiesa e nel proprio ministero, questo stile di discernimento ecclesiale”, l’altro invito di Leone XIV: “So che richiede pazienza e talvolta suscita interrogativi, tuttavia sono convinto che il Signore ci stia insegnando la maniera più evangelica di vivere insieme la responsabilità che ci ha affidato. Anche da questo dipende la credibilità della nostra testimonianza e la fecondità della nostra missione”.

La “prospettiva missionaria” è ciò che unifica i lavori del Concistoro, che comincia oggi in Vaticano, in continuità con quello del gennaio scorso. “Non siamo qui anzitutto per riflettere sulla vita interna della Chiesa”, precisa il Pontefice:

“Tutti i temi che affronteremo – lo sguardo sul mondo, la pace, il bene comune, la sinodalità – convergono in un’unica domanda: come possiamo aiutare oggi le nostre chiese ad annunciare il Vangelo con maggiore fedeltà, libertà e credibilità?”.

“La missione non è uno dei molti compiti della Chiesa. E’ la sua ragione di esistere e, proprio per questo, diventa anche  il criterio che orienta il nostro discernimento”,  afferma Leone, secondo il quale “quando impariamo ad ascoltarci, a portare insieme le responsabilità, a riconoscere l’azione dello Spirito nelle diverse chiese, non stiamo soltanto migliorando il nostro modo lavorare: stiamo diventando una Chiesa più capace di incontrare gli uomini e le donne del nostro tempo e di testimoniare loro la gioia del Vangelo”. “Anche noi, come tutta la Chiesa, impariamo camminando”, il riferimento allo stile sinodale”.

“Essere costruttori della comunione di Cristo,

una comunione che prende forma in una Chiesa sinodale nella quale tutti cooperano alla medesima missione, ciascuno secondo il proprio carisma e il proprio ministero”, il compito dei cardinali, spronati in primo luogo a “contemplare il mondo nel quale la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo”. “Prima di domandarci che cosa fare, occorre sostare davanti alla realtà, guardandola con gli occhi della fede e lasciandoci interrogare dall’ascolto dei fratelli”, suggerisce il Papa a proposito del tema della prima sessione dei lavori. “Non siamo custodi di interessi particolari”, precisa.

 “Molti di voi provengono da terre segnate dalla guerra, dalla violenza, dalla polarizzazione sociale o religiosa”, lo sguardo ai porporati: “Ma nessuno di noi è estraneo alle molte forme di conflitto, di sopraffazione e di frattura che attraversano oggi le nostre società”,

che richiedono un discernimento a partire dalla Magnifica Humanitas, perché un’ enciclica “continua il suo cammino quando viene accolta, interpretata e incarnata nella vita concreta delle Chiese”.

In un tempo in cui “cresce la tentazione della frammentazione e prevalgono facilmente interessi particolari”, il bene comune “non nasce spontaneamente”: servono “responsabilità condivise”, che richiedono un’attenzione “al modo in cui si prendono le decisioni e si esercitano le responsabilità, nella trasparenza, nella valutazione e nella corresponsabilità”. “Di fronte alle ferite del mondo, alla costruzione del bene comune e alla missione della Chiesa”, la sinodalità – tema dell’ultima sessione di lavori – “non è anzitutto un insieme di procedure”, ribadisce il Pontefice: “è un atteggiamento, un’apertura, una disponibilità a comprendere”.  Non è una diminuzione dell’autorità, ma “ci aiuta a comprendere più profondamente il significato dell’autorità stessa, che esiste per custodire la comunione, favorire la partecipazione di tutti e orientare il cammino comune della Chiesa”.

M.Michela Nicolais

*Agenzia Sir

Pubblicato in : Editoriale

Info Agenzia Sir

L’Agenzia S.I.R. (Servizio Informazione Religiosa) nasce nel 1988, per iniziativa della Federazione Italiana Settimanali Cattolici e con il sostegno della CEI.
Il primo numero del SIR settimanale (l’attuale Fatti e pensieri) porta la data del 13 gennaio 1989. Il 20 settembre 1995, l’Agenzia lancia il proprio sito Internet: si tratta di uno dei primi servizi web cattolici in Italia. Il sito verrà rivisto graficamente e nei contenuti nel 1998, nel 2003, nel 2005, nel 2010.
Nel 2001 prende avvio, d’intesa con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee, SIR Europa: servizio d’informazione europea che concentra la sua attenzione su diversi temi e aspetti del nostro continente.

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