Assessorato alla Cultura Comune di Firenze
LEGGERE PER NON DIMENTICARE ciclo d’incontri a cura di Anna Benedetti
Biblioteca delle Oblate (Comunale Centrale)
Via dell’ Oriuolo 26 – Via S. Egidio 21
Firenze
Mercoledì 20 maggio 2009 – ore 17.30
INCONTRO CONCLUSIVO
XIV STAGIONE
AA.VV
La Storia Siamo Noi
Racconti (Neri Pozza, 2008)
Interverranno:
Giosuè Calaciura, Leonardo Colombati,
Mario Desiati, Giancarlo Liviano D’Arcangelo, Laura Pariani, Sandra Petrignani
Introduce: Enzo Golino
Sarà presente il: SINDACO LEONARDO DOMENICI
Alcuni dei migliori autori italiani hanno scelto di narrare di nuovo la nostra storia, una storia d’ Italia in quattordici racconti, dal 1848 a oggi
Quattordici scrittori di generazioni diverse affrontano la Storia d’Italia, dall’Ottocento fino ai nostri giorni. Si immedesimano nelle grandi figure, da Garibaldi ad Agnelli, o nei destini individuali, una studentessa del Sessantotto, un soldato che rientra in patria al termine della guerra, una moglie picchiata con ferocia alla fine degli anni Settanta. Immaginano i grandi eventi – le Cinque giornate di Milano, la battaglia di Montecassino, la tragedia di Ustica, il caso Moro – con impegno e gusto letterario, coraggio e discrezione. Per narrare e rivelare i sentimenti collettivi, i cambiamenti epocali, i sogni e gli amari risvegli di una nazione che ha ancora tutto da raccontare. I momenti che hanno segnato la nascita e lo sviluppo dell’Italia moderna sono stati raramente rappresentati nelle pagine di romanzi e racconti. Lo stesso vale per le personalità che hanno attraversato le vicende della politica, dell’economia, della cultura, e per le circostanze contraddittorie e dolorose del recente passato. Oggi il resoconto più fedele, lo sguardo più attento sulle storie d’Italia sembra appartenere ai giornalisti, ai reporter, alle inchieste televisive. Eppure la letteratura ha sempre saputo scrutare nel profondo della realtà, nel mistero degli eventi e degli individui, descrivendo epoche e avvenimenti con una sensibilità e una verità che a volte appare irraggiungibile per gli storici o per il cronista. È l’arte e il paradosso della finzione, capace di sfiorare il nucleo profondo dei fatti, delle trasformazioni, dello spirito dei tempi.

Che le eterne verità della vita possano innestarsi e fare da traino alla storia lasciamolo al calibro di altre penne, in Italia mai esistite, nemmeno col sur Lisander. Quanto alla formuletta, tanto accattivante quindi poco convincente, mi chiedo da anni cosa non si dovrebbe dimenticare grazie al leggere dal momento che le eterne verità della vita sperano di far propria la storia giusto per dimenticarla e non affossarcisi. Non sarà che la formuletta “leggere per non dimenticare” risenta d’un comodo tic generazionale, quell’eterno giocare agli anni settanta in cui i cervelli vegetano? Allora ripropongo la mia formuletta:
STUDIARE PER DIMENTICARE!