• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Leggendo Guccini. Il fascino discreto dell’Appennino

Guccini scrittore, come Guccini autore di canzoni ha una straordinaria capacità maieutica. Con immagini vivide talvolta racchiuse in una sola parola, crea situazioni e atmosfere. Ed ecco che una tavolata di parenti di tre generazioni, ai bordi di un laghetto sul Cimone fra tortelloni e funghi, grigliate e mirtilli mi ha richiamato alla memoria il suo bel libro “Tre cene (l’ultima invero è un pranzo)”, pubblicato un paio di anni fa.

di Gabriele Parenti | 22 Agosto 2023
Buca del Cimone, laghetto stagionale

La montagna, con i suoi ritmi pacati, l’immediatezza dei rapporti umani che caratterizza i piccoli borghi, la ricchezza di prodotti tipici, di  piatti che si richiamano a ricette del passato, ha straordinari momenti di convivialità.

Ecco perché una tavolata di parenti di tre generazioni , ai bordi di un laghetto sul Cimone fra tortelloni e funghi, grigliate e mirtilli mi ha richiamato alla memoria un bel libro di Francesco Guccini pubblicato un paio di anni fa.

S’intitola “Tre cene (l’ultima invero è un pranzo)” : queste serate tra amici si tengono in epoche diverse nell’arco di quasi un secolo  e dove  l’Appennino tosco emiliano non  è un mero scenario ma  quasi  un  coprotagonista.

La prima  cena ha luogo negli anni ’30   nell’Appennino tra Bologna e Pistoia (quindi nell’area di Pàvana)  in  una  notte d’inverno, mentre cade la neve, fino alla prima delle locande dove trascorreranno una notte di buon cibo e molto vino, di risate; una di quelle notti in cui “l’amicizia e la sazietà aiutano a non ascoltare i presagi della vita che corre”.

Le neve e il buio. Quel buio che solo in montagna si può percepite appieno offrono una location suggestiva e mi ricordano alcuni versi di Natale a Pavana: “Ehi, notte, che improvvisa sei discesa / Felina e silenziosa, come il lupo”.

La cena successiva ci racconta  il mondo degli anni  ’70.  L’ultima – che non è in realtà una cena, bensì un pranzo di mezza estate che si protrae fino a un grande falò notturno – si svolge  ai tempi nostri , nel giorno di un’eclissi di sole.

L’autore, avverte: “Non aspettatevi  grandi avvenimenti dalle cose che andrò raccontando!” – ci avverte l’autore-  “fulminanti colpi di scena come agnizioni improvvise o finali drammatici o misteri iniziali che poi, a poco a poco, logicamente sgretolati dalle deduzioni di un abile investigatore, si dipanano e si mostrano in tutta la loro enigmatica chiarezza” .   Ma proprio  qui è il carattere insolito e avvincente di questo libro (da Giunti Editore 2021). Guccini sottolinea, in effetti, che si parla di una cena e di alcuni amici, “una storia di quelle, quasi come le favole che ci raccontavano da piccoli, già sentita tante volte ma che amavamo ci raccontassero ancora e ancora, per il solo piacere di stare lì ad ascoltare.”

E ritroviamo quel gusto della parola di cui Guccini è maestro.  Quando si  raccontano  eventi éclatanti –essi  inevitabilmente  focalizzano  l’attenzione del lettore decolorando tutto il resto. 

Questo libro ,invece, in cui gli eventi della storia restano sullo sfondo, consente di gustare atmosfere di altri tempi che fanno parte dei nostri ricordi o quelli dei nostri genitori o dei nostri nonni.   Quindi, tre storie che divengono una sola

Anche se non ci sono riferimenti espliciti o impliciti leggendo il libro sembra quasi di avvertire l’eco di alcune tra le canzoni-poesie che hanno reso celebre Francesco Guccini. Penso – tanto per citarne solo alcune – a Radici, (senti voci forse di altra età) a Canzone di notte n 2, a Eskimo o a Canzone per Piero (un brano che fu inserito nella prova dell’esame di Stato del 2004 tra le fonti sul tema dell’amicizia come ispirazione poetica nella letteratura). E ci metterei anche Autunno (Le storie credute importanti/ Si sbriciolano in pochi istanti / Figure e impressioni passate / Si fanno lontane e lontana così è la tua estate).

Dalla povertà degli anni Trenta alla disillusa fine del Novecento, passando dalle speranze della modernizzazione che segnò gli anni ’60 e ‘70, nelle tre compagnie di amici che si avvicendano, nei loro scherzi, nelle loro sbronze, nei cibi che scelgono di mangiare ritroviamo il sapore del nostro passato.

Se la prima cena ha la suggestione quasi epica di un tempo perduto, la seconda è forse il momento cloudella narrazione perché attiene a quei contraddittori anni ’70 che segnano un nuovo cambio d’epoca, mischiando speranze e delusioni e mi sono ritrovato a intersecare il racconto con alcuni celebri brani del grande cantautore.

Inoltre, la coinvolgente presenza Appennino tosco emiliano, che non ha ovviamente la maestosità delle Alpi. ma con i suoi boschi, i suoi torrenti, gli antichi borghi ha un fascino particolare, specie nelle aree di confine fra le due regioni dove usanze, tradizioni si amalgamano. E Pavana ne è l’esempio. All’estremo nord del Comune di Sambuca pistoiese è una sorta di enclave toscano incuneato in territorio emiliano.

Guccini sottolinea in modo icastico che nell’Appennino non troviamo monti di rocce né di nevi eterne ma montagne ricoperte di castagni, faggi, abeti e…mirtilli. E troviamo varie e vivaci descrizioni come quella del materiale ferroso che arrivava in Appennino dalle cave dell’isola d’Elba perché qui c’era abbondanza di acqua e di legna per alimentare le fornaci.

Ma ancora di più le vicende umane che fanno emergere il ricordo e le correlate sensazioni ed emozioni.  Incontri conviviali, dove si racconta, si scherza, si fa onore a cibi prelibati dai crostini alla polenta, ai maccheroni e dove il vino è sempre protagonista.

Nel frattempo si narrano le storie dei personaggi che ci portano nell’Italia fra le due guerre, nelle feste paesane con tanto di albero della cuccagna, nella tragedia dell’ Armir e dei dispersi in Russia.

Guccini scrittore, come Guccini autore di canzoni ha una straordinaria capacità maieutica. Con immagini vivide talvolta racchiuse in una sola parola, crea situazioni e atmosfere.

La seconda cena è altrettanto densa di emozioni e di sentimenti. Scherzi e facezie , segnano l’ottimismo che dopo gli anni c.d. miracolo economico sottolineano l’uscita dell’Italia da una endemica penuria e preannunciano una stagione nuova. Ci sono battute tra comunisti e democristiani,(avversari politici ma senza acrimonia), ricordi della Resistenza, aneddoti. Ma poi si giunge al momento della disillusione e il ricordo di quella serata è all’insegna dell’inesorabile passare del tempo e del disincanto.

Lo scenario appenninico aggiunge la dimensione dell’immensità con panorami mozzafiato sui due versanti (pensiamo, ad esempio, alla vetta del Cimone dove lo sguardo spazia dalle Alpi all’Umbria o al Libro Aperto). Ma ad esso si aggiunge il fascino discreto, sottile, dei luoghi riposti, dei piccoli angoli di mondo.

Questo fascino emerge appieno nell’ultimo episodio della trilogia, in un pranzo che dura fina a sera. A Case Bentini una località appartata che i più animosi raggiungono volentieri a piedi.

E’ uno di quei pranzi che in Appennino, nel periodo di Ferragosto, sono consueti: persone che si ritrovano, altre che non conosciamo e che forse non rivedremo più ma che per un momento sono affratellate dalla convivialità.

In questa allegra brigata il cibo è al centro dell’attenzione in un melting pot tosco emiliano

Nel libro di Guccini di parla dei maccheroni sul papero, di cantuccini e vin santo e via dicendo e naturalmente il bere la fa da padrone In quell’occasione c’era anche l’eclissi a focalizzare l’attenzione e a evitare la sottile malinconia che si lega ai ricordi. Ma il finale porta una nuova emozione attraverso l’andamento circolare della narrazione.

Racconta quando  ancora  bambino andava  con i genitori a passare il Natale a Pavèna dove aveva trascorso l’infanzia. ..

E ritrova la casa dei nonni, (uso la traduzione ma la canzone è nel dialetto  di Pàvana)  “col pavimento di tavole di castagno /
e i sacchi ammonticchiati lì di fianco ai muri e l’acqua che scorreva dal bacino per far /  andare il mulino”  […..]

Poi  commenta  (uso sempre la traduzione)  :


Era, era casa mia,
io ero tornato a casa mia,
al mio fiume,
ai miei monti, al mio mondo

Un commento che  è  certamente condiviso non solo da  chi è emigrato in terre lontane ma molti di noi  che hanno lasciato i piccoli centri di campagna per  le città o le aree metropolitane.

Il problema è che spesso  – e non parlo di  Pàvana o dell’Appennino ma piuttosto di quelle aree della Toscana  entrate ormai  nell’ottica della città diffusa – non ritroviamo più quel mondo.. E allora per ricrearlo andiamo  altrove  in località appartate della montagna, in isole semideserte, in borghi abbandonati..  Ma riusciremo mai a trovarlo ? 

Gabriele Parenti

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: anni, atmosfere, bambino, bologna, canzone, genitori, lega, mondo, monti, natale, personaggi, persone, pistoia

Info Gabriele Parenti

Giornalista professionista e scrittore, ha svolto per numerosi anni, all’interno della RAI, attività di progettazione e conduzione di programmi radiotelevisivi per le reti nazionali e per la Sede Rai Toscana.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti