Ancora non ha emesso il primo vagito e già è orfana. Destino crudele quello della nuova legge elettorale, Italicum, che presentata come la legge più bella del mondo, quella che “tutta l’Europa ci invidia”, quella che “finalmente renderà possibile governare”, e via sproloquiando, ora è in una tenaglia che porterà quasi sicuramente al suo decesso per strozzamento, visto che nessuno rivendica più la paternità e tantomeno è disposto a battersi per difenderla. Nell’occasione Matteo Renzi sta sublimando la sua grande capacità di raccontare bugie con una naturalezza inarrivabile. Non è la legge elettorale nostra – più o meno ha detto – ma del parlamento. Se la vogliono cambiare, facciano pure, se trovano una maggioranza.
Ma come? L’ha fatta approvare a suon di voti di fiducia, ha annichilito come un rullo compressore la minoranza interna, ha radunato truppe mercenarie che hanno consentito al governo di sopravvivere e alle decine di transfughi di coprire di dignità le loro capriole, essendo la legge elettorale decisiva per le sorti del governo e dell’Italia: e ora si scopre che eravamo su “scherzi a parte”?
Ma non è solo questo il “contrordine compagni” che caratterizza la tormentata via dell’Italicum verso lo strozzamento in culla. Proprio in questi giorni, infatti, è in atto una campagna di stampa e si rilasciano opinioni di giuristi e politici per suggerire alla Corte Costituzionale che non sarebbe ora il momento migliore per decidere in merito alle questioni di costituzionalità sull’’Italicum sollevate da Felice Besostri ed altri giuristi e accolte, ad oggi dalla magistratura di Messina, Torino e Perugia. Meglio, si fa osservare, sarebbe attendere che si svolga prima il referendum sulle riforme costituzionali di cui, peraltro, ancora non è stata fissata la data. Ricordate quando ad ogni avviso “di garanzia” che usciva puntuale in concomitanza con elezioni o altri eventi importanti, ad orologeria, si obbiettava che la giustizia ha il suo corso autonomo e non può dipendere dal calendario della politica? Ecco, siamo entrati in un altro film.
Per l’Italicum è iniziato il processo di disconoscimento da parte dei più fieri sostenitori. Chissà, tra poco ci sarà anche chi disconoscerà le riforme costituzionali. Magari dopo averci incantato per quanto erano bravi e nuovi perché “noi siamo qui per cambiare l’Italia. Se non ce lo fanno fare, è chiaro che ce ne torniamo a casa”. Facile prevedere che molti la strada per tornare a casa la perderanno.
Tuttocchiali

Se diventassimo un popolo forse qualcosa di bello riusciremo a farlo, Siamo solu una popolazione che “tiene familia” ed è unita (lega nord compresa) solo quando si vince una medaglia o una partita internazionale. Troppo poco no? Anche se il tricolore l’ha sponsorizzato proprio Azelio Ciampi (RiP).
Aggiungo, la sinistra fa pena, ma la destra dov’e’? penso che siamo noi italiani che non siamo capaci di fare gruppo, ci sentiamo tutti unici e super, ma lo siamo davvero?
Non è possibile stare dietro a Matteo, ma non potete scrivere “svariati contrordini COMPAGNI”, perchè. penso che lui non rappresenti nessuno che si possa appropriare il fatidico “COMPAGNO”, l’epiteto che dovremo in seguito adoperare per Matteo, deve essere ancora coniato, occorre tanta fantasia, forse dovremo acquistarla da lui.
Non riesco pure a capire se le BUGIE che dice sono convinte e quindi gli rimangono in mente, oppure inventate di volta in volta, ahhh. allora si che rideremo.
Speriamo di non piangere dopo il Referendum, e se verrà approvato l’Italicum.
attenzione, , , , attenzione….. attenzione: PECORE, diventate con qualche clonazione o trasmutazione, biologica, , , , LUPI, ma non Maurizio.
Saluti da Raffaello da Montepulciano
E cosi’ si dira’ che Il Gattopardo e’ sempre vivo e vegeto.