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Legge, educazione e maranza…

Platone prese un grosso granchio quando propose che fossero i filosofi a governare la città. Freud si guardò bene dal proporre gli psicanalisti. Certamente escluderei dai Ministri Massimo Ammaniti, uno psicoanalista tra i maggiori specialisti dell’età evolutiva. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera di domenica 26 luglio afferma che l’imputabilità dei ragazzi abbassata dai 18 ai 14 anni “non serve”.

di Giovanni Cominelli | 6 Agosto 2026

Platone prese un grosso granchio quando propose che fossero i filosofi a governare la città. Freud si guardò bene dal proporre gli psicanalisti. Certamente escluderei dai Ministri Massimo Ammaniti, uno psicoanalista tra i maggiori specialisti dell’età evolutiva. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera di domenica 26 luglio afferma che l’imputabilità dei ragazzi abbassata dai 18 ai 14 anni “non serve”.

Sono in ballo tre questioni: la sicurezza dei cittadini, la responsabilità/imputabilità di chi compie atti violenti, la pena da irrogare.

Se una persona viene fatta oggetto di comportamento violento, essa è la prima da difendere. Per quanto possa essere pervasiva la presenza delle forze dell’ordine sul territorio, è impossibile che tutti possano essere singolarmente protetti dagli altri. Perciò, la violenza accade, c’è sempre una vittima. Dopo la violenza, la vittima deve essere risarcita.

Giustizia è, appunto, tener conto delle ragioni della vittima e risarcirla, direttamente, se è viva, indirettamente, se morta. Il risarcimento significa, in primissima istanza, l’individuazione del colpevole. Tale individuazione ha un’implicazione sociale e civile: solo lo Stato può “risarcire”.

Procurato dalla vittima o da suoi amici e parenti, il risarcimento resterebbe al livello della vendetta privata. L’intervento dello Stato segnala che “la vendetta” è suo monopolio. Se il riconoscimento della vittima in quanto tale è il fondamento delle relazioni di reciprocità nelle società umane, esse incominciano ad essere “civili” solo quando la vendetta da privata è diventata “vendetta di Stato”.

Individuato il colpevole, risarcire significa punirlo secondo la Legge. Se una fascia di cittadini italiani, che compiano atti di violenza tra i 14 anni e i 18 anni, non è imputabile, che cosa racconta lo Stato alla vittima? Che non esiste il colpevole? Se non esiste il colpevole, la vittima diventa tale per evento naturale come il fulmine o il terremoto?

Se, secondo Ammaniti, “gli ormoni (degli adolescenti) agiscono in particolare sul cervello emotivo che viene maggiormente attivato rispetto ai lobi frontali e prefrontali, dove vengono invece valutate le conseguenze delle proprie azioni” e se, pertanto “la rabbia degli adolescenti, la violenza, l’insofferenza, sono legate a questi processi”, se “essere consapevoli di sé e del pericolo, così come il controllo, sono abilità che maturano completamente verso i 25 anni”, nell’attesa di questa maturazione che si fa?

Poiché qualcuno deve essere imputato quale colpevole – lo dobbiamo alla vittima! – allora mettiamo in prigione i suoi genitori, nonni, insegnanti?

Poiché la base della morale sociale non sta nei lobi frontali e prefrontali, ma nella tradizione/trasmissione di modelli di comportamento, che i filosofi morali chiamano “valori”, a meno che Ammaniti sia seguace del peggior freudismo positivistico e deterministico, allora i genitori-nonni-insegnanti che non hanno compiuto il proprio dovere educativo paghino per le malefatte degli adolescenti!

Se “pagare” è il fondamento delle relazioni di reciprocità tra gli esseri umani, una società in cui chi “rompe non paga” non sta in piedi. Si danno già in giurisprudenza e nella realtà casi di coinvolgimento diretto dei genitori in “colpabilità”, ma con tutta evidenza non può essere la norma generale.

Qui riemerge fatalmente la questione della responsabilità personale dell’adolescente, in un contesto socio-economico e tecnologico, nel quale l’età dell’adolescenza è biologicamente sempre più in anticipo. Gli ormoni si mettono in movimento assai prima, per ragioni connesse all’alimentazione, ma, soprattutto, alla stimolazione di invasive tecnologie della comunicazione, che stanno producendo effetti enormi sui neuroni.

Tra questi effetti, uno riguarda la precoce autocoscienza intellettuale e morale di ciò che si sta facendo e commettendo. Chiunque abbia la fortuna di avere figli o nipoti in età adolescenziale sperimenta quotidianamente questa nuova condizione dell’adolescenza. Che questo mutamento antropologico implichi una revisione dei paradigmi educativi e giuridici pare evidente.

Quanto a quelli educativi, continua a rimanere un logoro luogo comune, ripetuto in ogni ambito, soprattutto degli psico-pedagogisti, quello per cui l’educazione è una cosa e la punizione è un’altra. La repressione/punizione appartiene al processo educativo come necessario accompagnamento al controllo delle passioni, che Spinoza chiamava “conatus”. Poiché tutti gli esseri umani sono “conatus”, a volte entrano in relazione cooperativa a volte conflittuale, fino a estreme conseguenze.

Se questa faticosa combinazione di Sì e di No “repressivi” non avviene in casa, finisce che il NO lo deve dire la Polizia o la Magistratura. È troppo tardi, ma lo deve dire. Certo, è assai più facile “educare”, assecondando ogni “conatus” del pargolo, alimentandone il naturale narcisismo. Finché, non corretto in casa, può esondare, come spiega lo psicoanalista, nella violenza dei maranza.

Sul piano giuridico, una nuova legge, se per un verso deve prendere necessariamente atto dell’anticipo delle tappe dell’età evolutiva, non perciò va confusa con l’annuncio di chissà quale Eden in arrivo della sicurezza o di chissà quale catastrofe educativa. Tocca alla magistratura, nella sua attività concreta e quotidiana, valutare caso per caso, essendo ciascuno immerso nella rete delle proprie circostanze.

La propaganda è una pessima consigliera.

Giovanni Cominelli

https://giovannicominelli.substack.com/p/legge-educazione-maranza?utm_source=post-email-title&publication_id=2672075&post_id=208803999&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=6ooru&triedRedirect=true&utm_medium=email

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