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L’editto

Fare uno spot pro o contro un candidato presidente durante un programma televisivo nazionale all’antivigilia delle elezioni e’ un atto illegale, quanto quello di un attacchino che affigge manifesti fuori degli spazi assegnati o i tempi consentiti.

di Redazione Pensalibero.it | 13 Novembre 2007

Come tutti gli eventi storici anche l’Editto Bulgaro, di cui si e’ scritto in ettari di carta stampata e parlato in interi palinsesti televisivi, puo’ essere oggetto di revisionismo.

Come l’altrettanto famoso Editto di Costantino anche quello bulgaro aveva come tema la liberta’, di religione nel primo caso e di critica nel secondo.

Come e’ arcinoto, l’Editto Bulgaro scaturi’ dal fatto che all’antivigilia dell’elezioni del 2001, Biagi durante una trasmissione da lui condotta, fece “da spalla” a Benigni che si lancio’ in uno spot elettorale anti-Berlusconi. Tale comportamento all’epoca non fu censurato da chi di dovere perche’ il diritto di critica e pluralismo dell’informazione televisiva sono principi assoluti.
Occorre precisare che in genere nel mondo per pluralismo dell’informazione televisiva s’intende che in una trasmissione e’ garantito dal conduttore un equilibrio tra la rappresentazione delle ragioni del pro e contro di una tematica. In Italia invece il pluralismo dell’informazione e’ interpretato diversamente e cioe’ ad una trasmissione faziosa deve corrisponderne un’altra di segno opposto. Questa versione italiana del pluralismo televisivo si chiama appunto par condicio.
Quindi per norme e prassi correnti l’Editto Bulgaro era ingiustificato.
Il problema e’ un altro.
Nelle democrazie occidentali, compresa l’Italia, le elezioni sono disciplinate da rigide norme per garantire a tutti i candidati le stesse condizioni di partecipazione alla campagna elettorale.
Fare uno spot pro o contro un candidato presidente durante un programma televisivo nazionale all’antivigilia delle elezioni e’ un atto illegale, quanto quello di un attacchino che affigge manifesti fuori degli spazi assegnati o i tempi consentiti. L’unica differenza e’ l’enorme disparita’ dell’impatto dei due atti: uno e’ diretto a 3 o 4 passanti non distratti, l’altro a milioni di attenti telespettatori.
C’e’ anche un’altra importante differenza: all’attacchino, colto in flagrante viene comminata una forte multa ed ha la fedina penale sporca, al giornalista famoso una lauta liquidazione. un glorioso martirio con annesso processo di beatificazione.

E. Bigi

Pubblicato in : Primo piano

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