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L’economia della produttività

Crisi e ripresa. Detassazioni e incentivi sono necessari per scongiurare altri anni di recessione

di Enrico Cisnetto | 7 Ottobre 2016

Problemi gravi e da troppo tempo irrisolti richiedono soluzioni drastiche. E per rilanciare l’economia italiana, che due anni di ripresina è tornata a crescita zero e rischia di riscivolare in recessione, servirebbe molto più coraggio di quello che si profila con la manovra di bilancio prossima ventura. Infatti, nella nota di aggiornamento al Def, licenziata dal Governo non senza affanno, ci sono molti dubbi e poche (tristi) certezze. Intanto, vengono ridotte le stime di crescita del pil (da +1,2% a +0,8% per il 2016 e da +1,4% a +1% per il 2017), mentre viene rivisto in aumento sia il deficit (di un decimale quest’anno e due nel prossimo, quando si arriverà al 2% del pil) che il debito (da 132,4% a 132,8% e da 130,9% a 132,2%). Una certificazione del quadro negativo che tuttavia appare ottimistica, visto che il trend a partire dal secondo trimestre di quest’anno rende molto difficile nel 2017 raggiungere i target previsionali. Inoltre, di fronte all’enorme montagna di debito pubblico che continua a salire, è evidente che servirebbero crescita reale e nominale assai più sostenute – uno slancio che si avrebbe solo con massicce dosi di investimenti pubblici e privati, che a loro volta richiedono margini di bilancio assai più ampi – ma soprattutto interventi straordinari di riduzione dello stock, di cui continua a non esserci traccia. Non sappiamo quali saranno le “concessioni” di Bruxelles sulla flessibilità, e sarebbe inutile fare i conti senza l’oste, ma in ogni caso la cifra non sarebbe mai tale da consentirci un vero rilancio.

Ci sarà tempo per valutare la manovra in parlamento (da quest’anno si chiama legge di Bilancio), aspettando qualche effetto positivo dal piano Industria 4.0. Ma la situazione è talmente incancrenita, con un declino ventennale aggravato da una crisi in cui abbiamo perso quasi il 10% del pil, il 25% della produzione industriale e il 30% degli investimenti, che è innanzitutto necessario buttare il cuore oltre l’ostacolo. Come? Per esempio la produttività, fattore decisivo nella competizione mondiale, è ferma da 15 anni e non è un caso che il reddito complessivo del 2016 sia uguale a quello del 2000. Nel Def, a pagina 80, viene dichiarata l’intenzione di modificare la detassazione dei premi di produttività. I rumors dicono che l’aliquota agevolata del 10% si potrà applicare per premi di produzione fino a 5 mila euro (ora è a duemila) e per redditi fino a 80 mila lordi l’anno (ora è a 50 mila). Sarebbe un ottimo inizio, tanto più se legata a forme di welfare e previdenza integrativa. Poi va aggredito il costo del lavoro. Gli sgravi contributivi hanno fatto esplodere le assunzioni (da 1,3 milioni nel biennio 2013-2014 ai 2 milioni del solo 2015), senza tra l’altro diventare una “perdita secca” per il bilancio pubblico, perché le imprese hanno proceduto in assunzioni che altrimenti non avrebbero fatto, scommettendo sul miglioramento del contesto economico e, quindi, corroborando il ciclo. Ora, con la riduzione degli incentivi, questo trend si è interrotto, segno che i messaggi concreti – e non solo annunciati – vengono colti. E’ evidente allora, che una riduzione strutturale del cuneo fiscale, oltre a favorire competitività e produttività del lavoro, restituirebbe fiducia al sistema, alimentando occupazione, domanda interna e consumi. Un primo, grande, passo. A poco prezzo.

Enrico Cisnetto

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, assunzioni, bce, bilancio pubblico, bruxelles, conti, costo del lavoro, crisi, debito pubblico, def, deficit, economia, euro, governo, governo Renzi, lavoro, Legge di stabilità, manovra, parlamento, polotiche finanziarie, produzione industriale, recessione, ripresa economica

Info Enrico Cisnetto

Editorialista economico e opinion leader, da anni studio e descrivo i processi di cambiamento del capitalismo italiano e internazionale, soprattutto in relazione alle dinamiche politiche. Già direttore di diverse testate della Rusconi, vicedirettore del quotidiano l’Informazione e vicedirettore del settimanale Panorama, svolge un’intensa attività di editorialista per Il Messaggero, Il Foglio, Il Gazzettino di Venezia, La Sicilia di Catania, Liberal e Il Mondo. Cura una rubrica quotidiana nella trasmissione radiofonica Zapping (Rai Radio1) ed è spesso ospite delle trasmissioni di approfondimento e telegiornali di Rai, Mediaset, Sky, La7. Presidente di “Società Aperta”, è direttore responsabile del quotidiano on-line TerzaRepubblica.it

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