• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Le troppe “educazioni” richieste alla scuola italiana

La scuola italiana continua a caricarsi di nuove “educazioni”, spesso frutto di battaglie ideologiche, mentre si riducono tempo e spazio per le materie fondamentali. L’ultimo caso riguarda l’educazione sessuo-affettiva, limitata alle scuole superiori e solo con il consenso dei genitori. La polemica politica nasconde però un interrogativo più profondo: di cosa parliamo davvero quando parliamo di educazioni obbligatorie? tra contenuti, competenze richieste e ruolo della scuola. Come ricorda Plutarco, l’obiettivo non è riempire vasi ma accendere menti: il rischio è che, sommando obblighi e precetti, l’istruzione perda la sua missione primaria — formare conoscenza, disciplina e senso civico — come avveniva nell’Italia che, per costruire la sua identità, chiedeva ai giovani semplicemente di imparare, crescere e diventare cittadini.

di Sergio Casprini | 31 Ottobre 2025

La mente non ha bisogno come un vaso di essere riempita, ma piuttosto come legna di una scintilla che l’accenda e vi infonda l’impulso della ricerca e un amore ardente per la verità. Plutarco, Moralia

Mercoledì 15 ottobre la Commissione Cultura della Camera ha dato il via libera a un emendamento della Lega che introduce regole restrittive sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane. Si stabilisce infatti che potrà essere impartita esclusivamente negli istituti superiori e solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione esplicita dei genitori. Non solo: le famiglie dovranno essere preventivamente informate sui contenuti che verranno trattati e sul materiale didattico che sarà utilizzato durante le lezioni. Nelle scuole primarie e nelle secondarie di primo grado, invece, viene introdotto un divieto categorico: niente educazione alla sessualità in aula e, soprattutto, nessun intervento da parte di “attivisti ideologizzati” o “esperti esterni“. Subito a sinistra il Pd ha gridato allo scandalo (“Torniamo al Medioevo”) e anche la Cgil Scuola ha dichiarato la “grave ingerenza in materia di autonomia scolastica e libertà di insegnamento, lesiva del diritto di bambine, bambini e adolescenti ad una formazione finalizzata allo sviluppo globale della personalità”.

Al di là delle polemiche politico-ideologiche di destra e sinistra su tematiche pedagogiche, resta il vero problema posto dallo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, che in un’intervista rilasciata al giornale “Il Tempo”, si è domandato: “Ma cosa siintende al di là dello slogan? Per dire: nei temi c’è un titolo e poi c’è uno svolgimento. Qual è lo svolgimento? Cosa vuole dire l’educazione sessuale-affettiva obbligatoria alle scuole medie? Chi va a insegnare e con quale curriculum? L’educazione di questo tipo ai ragazzi la fa il prete? Oppure l’insegnante di biologia? O un altro? Chi?”

Tra l’altro questo argomento si aggiunge a una molteplicità di “educazioni” che nel corso degli anni sono state introdotte nelle scuole e che tolgono ore di lezione alle materie curricolari, cioè quelle fondamentali per la formazione culturale e professionale che caratterizza ciascun indirizzo di studio. Tutto questo sembra non tenere conto che il numero delle ore di scuola rimane lo stesso; quindi, qualche argomento curricolare dovrà essere sacrificato. Aggiungiamo anche il ritorno dell’Educazione Civica, che, un tempo monopolio dell’insegnante di lettere, “spalmata” su tutti i docenti, che dovranno suddividersi gli argomenti del programma, a scapito delle proprie discipline. Le ragioni di questo stravolgimento della didattica con il proliferare di molteplici urgenze educative stanno in primo luogo nell’aver affidato una funzione salvifica alla scuola rispetto alla società con le sue contraddizioni e i suoi mali, dalla guerra al femminicidio. Si tratta invece di rispettare la crescita cognitiva degli allievi, non considerandoli (cito Plutarco) un vaso da riempire con prescrizioni e precetti, ma piuttosto legna da accendere con una scintilla per creare in loro il desiderio di conoscenza, tramite il rigore e la disciplina dello studio.

È bene infine ricordare che, per poter svolgere pienamente i suoi compiti formativi, la comunità scolastica ha bisogno di comportamenti corretti nel rapporto fra gli studenti e tra gli studenti e i docenti; e non a caso negli ultimi tempi è tornato a valere il voto di condotta per sanzionare eventuali trasgressioni. Stare in modo rispettoso a scuola vuol dire di fatto sviluppare il senso civico tra gli allievi e di conseguenza il senso di appartenenza alla comunità scolastica e quindi poi alla comunità nazionale. E far rispettare le regole, questo sì è bene che lo facciano tutti docenti.

Proprio per queste ragioni, negli anni della costruzione della nazione italiana, di fronte all’alto tasso di analfabetismo e al monopolio dell’istruzione da parte della Chiesa cattolica, il giovane Stato italiano progressivamente promosse l’obbligo scolastico, istituendo la scuola pubblica a partire da quella elementare. E non esisteva allora l’aggiunta delle mille “educazioni”: si chiedeva solo ai giovani italiani di diventare dei buoni cittadini, di riconoscersi nei valori costitutivi della loro Patria, di “saper scrivere e far di conto” e di conoscere la storia del loro paese.

Sergio Casprini

Pubblicato in : Editoriale

Info Sergio Casprini

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti