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Le recessioni sono una calamità naturale o giovano a qualcuno?

Ad ogni periodo di sviluppo le banche private ci regalano con grande generosità un periodo di recessione per rifarsi dalle perdite dovute alla difficoltà di convertire i risparmi in finanziamenti a breve o mutui a lungo termine.

di Franco Luceri | 11 Febbraio 2019

Se il Ministro della Sanità fosse un pasticcere, la prima malattia che si affretterebbe a curare e magari pure a debellare sarebbe il diabete, avendo la sua categoria necessità di vendere prodotti dolciari. Ma anche se fosse un banchiere agirebbe da pasticcere: curerebbe l’arricchimento o l’autosufficienza economica altrui come una malattia.
Dovendo smerciare i suoi ” dolciumi ” finanziari, farebbe in modo di accrescere i bisogni, i bisognosi e persino i golosi di credito.
Quindi un popolo produttivo è per le banche un pessimo consumatore (proprio come un diabetico che i dolci al massimo li annusa).
Ecco perché, ad ogni periodo di sviluppo le banche private ci regalano con grande generosità un periodo di recessione per rifarsi dalle perdite dovute alla difficoltà di convertire i risparmi in finanziamenti a breve o mutui a lungo termine.
Insomma per uccidere economicamente e poi fisicamente un popolo basta privatizzare il sistema finanziario. Avendo le banche un interesse opposto a quello delle imprese e relativi dipendenti, ogni volta che il sistema economico produce profitti per le imprese e salari per i lavoratori, produce perdite per le banche e le induce a creare le condizioni di difficoltà per rendere gli imprenditori e di conseguenza anche i lavoratori bisognosi di credito.
A questo problema i popoli hanno una sola soluzione: riprendersi la sovranità monetaria, stampare moneta ed erogare credito onesto alle famiglie e alle imprese che non abbia la funzione di strozzare, impoverire il popolo e portare lo stato super indebitato al default.

Ci saranno anche delle buone ragioni che a me sfuggono per avere banche private e imprese private.

Ma se la politica italiana ha sviluppato uno speciale talento per annegare le imprese (peggio se piccole e medie ) e salvare le banche, capire le buone ragioni della nostra politica finanziaria è da strizzacervelli.

 

Franco Luceri 

Pubblicato in : EditorialeTag: banche, finanziaria, politica italiana, recessione, sanità, sistema economico, soluzione, sviluppo

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Franco LUCERI

    17 Febbraio 2019 alle 09:38

    Signor Pallini, Grazie del suo commento e della interessante domanda conclusiva:
    “Ma per capire, quando c’era la sovranità monetaria non c’erano le crisi?”
    Certo che c’erano le crisi. L’esistenza stessa dell’uomo sulla terra è già una crisi.
    Ma se uno con i denti naturali ha difficoltà a mangiare, non credo che sia intelligente sostituirli con una dentiera per smettere di mangiare.
    Con la sovranità monetaria pubblica avevamo qualche problema di masticazione. Poi l’abbiamo trasferita alle banche private e abbiamo risolto alla grande il problema della masticazione perché non abbiamo più niente da mangiare Buona giornata

    Rispondi
    • luciano pallini

      17 Febbraio 2019 alle 15:58

      con tutta franchezza: è nelle economie chiuse – le uniche dove si esercita al sovranità monetaria – che non si ha non solo la dentiera, ma neanche i denti per mangiare. Il modello perfetto di sovranità è la Corea del Nord. Auguri.

      Rispondi
  2. luciano pallini

    16 Febbraio 2019 alle 21:06

    e che ce ne facciamo della sovranità monetaria in un mondo ormai globalizzato nel quale la rivoluzione dell’ I.A. e della robotocia ed automazione cambiano tutti i parametri di riferimento? Ma per capire, quando c’era la sovranità monetaria non c’erano le crisi?

    Rispondi

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