La studentessa bolognese che per due volte ha fatto saltare la lezione all’università perché priva di green pass e, verosimilmente non vaccinata, crede di essere dalla parte della ragione. Lamenta di essere stata presa a male parole dagli altri studenti e, la seconda volta si è presentata assieme ad un gruppo di altri sodali costringendo nuovamente la professoressa a sospendere la lezione. I compagni di corso che avevano rispettato le regole ed erano muniti di green pass, secondo quanto riferiscono i giornali, hanno chiamato la polizia onde evitare guai maggiori, ma intanto erano stati privati nuovamente del loro diritto alla lezione. Le cronache hanno riportato la notizia puntando l’attenzione sui lamenti della ragazza priva del documento indispensabile per l’ingresso e sul suo comizietto-lamentazione ad una manifestazione di no-pass. “I miei compagni hanno urlato perché me ne andassi. Non fossi stata femmina mi avrebbero picchiato”.
Non si sa da cosa abbia potuto trarre questa deduzione, visto che nessuno l’ha picchiata la prima volta e nemmeno la seconda. Sarebbe al contrario giusto sapere perché l’attenzione della ragazza e soprattutto quella delle cronache, non si siano minimamente preoccupate di indagare sui sentimenti degli studenti privati del loro diritto di assistere alla lezione. Quali storie personali? Venivano tutti da Bologna? Da altre città? C’erano fra loro studenti lavoratori costretti a saltare il lavoro, e la relativa remunerazione per essere presenti alla lezione?
Ora, proviamo ad allargare l’orizzonte per inquadrare analoghe situazioni. Gli infermieri e gli OSS non vaccinati che fino al 15 ottobre potevano lavorare, per la impossibilità dei controlli, negli Ospedali e nelle RSA hanno provocato disastri. Hanno infettato decine di migliaia di assistiti e costretto le strutture sanitarie a peripezie indicibili per garantire il servizio: isolamento dei malati e dei colleghi operatori sanitari, turni di lavoro da smontare e rimontare, sanificazioni, blocco degli accessi, etc. Cose analoghe si sono verificate in ogni luogo di lavoro, quale che fosse l’attività svolta. Persone ammalate, vite spezzate, profitti in fumo e spese tanto rilevanti da mettere a serio rischio i bilanci delle aziende. Tutto questo sfugge alla vispa Teresa aspirante filosofa della università di Bologna. Sfugge ai no vax e no pass tutti ripiegati nel loro egocentrismo asolidale. E sfugge, purtroppo, alla stampa che dedica tutta la sua attenzione alle ragioni di una piccola minoranza e trascura la quasi totalità del popolo italiano che ha ben compreso quale sia la via da percorrere per uscire dalla pandemia e imboccare quella della ripresa economica.
Tuttocchiali

Non fa una grinza, Ma ormai abbiamo perso la testa ed i tuttologi che un tempo si limitavano ad essere Allenatori di calcio e spesso anche Presidenti della Repubblica e del Consiglio, si sentono autorizzati a redarguirci, perché noi VACCINATI abbiamo rtischiato di ammalarci per aver ascoltato i nostri medici ed i virologi. Un tempo si guardava l’erba dalla parte delle radici. Ora ormai ci attrae di più il Mondo alla rovescia. Ma guarda te!
se l’avessero presa a schiaffi fisici gli avrebbero reso e solo in parte gli schiaffi morali che, mi par di capire, per ben due vote lei e per prima a rivolto alla maggioranza. dunque?