• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Le radici dell’Uomo

E’ diventata una «moda», un urgente costume, quello di appellarsi alle «radici cristiane» dell’Europa e dell’Italia; un costume che venne assunto da personaggi in cerca d’autore.

di Rosario Amico Roxas | 8 Gennaio 2017

In questa Europa  è stato sancito il primato religioso del cattolicesimo con quel libercolo firmato a quattro mani dall’allora cardinale Ratzinger e dal ragioniere, filosofo, ateo e razzista Marcello Pera, “Sena radici”, in cui si vorrebbe esaltare razionalmente il cattolicesimo, sotto la spinta di una cultura pan germanica che non contempla la carica umanistica dell’originalità delle parole di Cristo.

“Senza radici” sarebbe l’Europa multirazziale e relativista; l’Europa progressista che vuole adeguarsi alla evoluzione dei tempi che non permettono più discriminazioni di razza, pelle, religione. Questa apertura, che fu del Concilio Ecumentico Vaticano II, viene rigorosamente rigettata sia dal rag./prof. Pera che dall’allora cardinale Ratzinger.

L’itinerario non si interruppe, come non si è interrotta la connivenza fra i due, si è anzi rinforzata con l’elezione al pontificato di Benedetto XVI, al punto da far diventare Pera un “cardinale ateo e  laico”, portavoce ufficioso del pontefice. L’apertura all’adeguamento dei tempi voluta e sancita dal Concilio Vaticano II°,  venne rinnegata per riportare la Chiesa al conservatorismo di stampo post medievale.

Tale conservatorismo si evince dalle stesse parole usate “senza radici”, perchè si guarda al passato come qualcosa non suscettibile a evoluzione alcuna.
Il progressismo verso i tempi nuovi di dialogo  valuta i frutti che quelle radici hanno prodotto e utilizza anche innesti diversi per migliorare i frutti; innesti di altre culture, di altre religioni, di altre razze, tutti unificati dalla vocazione di proiettarsi avanti.
Dalle radici di Pera/Ratzinger sono nati i frutti del male, le discordie, la presuntuosa pretesa di un primato occidentale che finisce con il volersi imporre forzando l’uso dei mezzi più cruenti.
Con  il Viaggio Apostolico in Brasile in occasione  della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi (9-14 maggio 2007)Benedetto XVI  perfezionò il suo ruolo di capo dello Stato vaticano che disprezza e mortifica i popoli della fame, gli esclusi, le vittime, indossando paramenti con 18 km. di fili d’oro  e 16 km. di filo d’argento, cuciti da suore di clausura brasiliane e con lo sfarzo degli ermellini: un viaggio diplomatico, quindi e non un pellegrinaggio apostolico per confortare gli abitanti delle favelas e i bambini  viados, che furono fatti sparire dalla visibilità delle strade per non “urtare” la sensibilità del sovrano assoluto dello Stato città del Vaticano.
Ma si parla di radici…. E sono le radici che portarono Bush in Vaticano, con quella scampagnata nei giardini vaticani, quando Benedetto XVI chiese e ottenne da Bush l’immunità, in quanto capo di Stato in carica in vista dell’imminente viaggio negli USA, essendo stato posto sotto accusa da una corte del Texas per “ostacolo alla Giustizia”, con quella lettera ai vescovi americani “Crimen sollicitationis”, nella quale imponeva, pena la scomunica, il silenzio sui fatti di pedofilia, che dovevano essere affrontati e risolti nella penombra delle sacrestie, assolvendo i colpevoli e condannando le vittime; furono le radici che legarono, in una unione innaturale, il Vaticano alle lobbyes piduiste, berlusconiane, con il tramite di Pera che faceva l’ambasciatore di Berlusconi in Vaticano.
E’ diventata una «moda», un urgente costume, quello di appellarsi alle «radici cristiane» dell’Europa e dell’Italia; un costume che venne assunto da personaggi in cerca d’autore, incerti tra il loro stesso modo di essere e di vivere e l’esigenza di dover apparire per conquistare i consensi del pianeta cattolico.
Chi utilizzava questi termini non possedeva alcuna sensibilità religiosa, non «serviva» la causa religiosa, ma «si serviva» della religione per recuperare facili e gratuiti consensi e promozione di una immagine falsamente populista.
Da credente non ho mai permesso di essere rappresentato da questi squallidi personaggi. Ho riletto più volte le Sacre Scritture, senza  trovare da nessuna parte l’urgenza di difendere le radici della fede (qualunque essa sia).
Questa rinnovata esigenze mi riporta indietro nelle pagine della Storia; poche pagine indietro che però rappresentano un ’abisso in termini di sviluppo del pensiero sociale. Mi riportano alla Controriforma, al Concilio di Trento, alla Santa (!) Inquisizione, alla caccia alle streghe e agli alchimisti, a Giordano Bruno, a Galileo, e, quindi, alle Crociate che hanno insanguinato oltre due secoli.
Oggi torna la volontà di difendere le «radici», ma dove sono i frutti che queste radici hanno generato e procurato ?
Il frutti del cristianesimo, ben coltivati dallo sviluppo sociale della Chiesa, iniziato con l’enciclica Rerum Novarum e proseguito con un crescendo sociale fino alla Centesimus Annus, si sono concretizzati nella «Sociologia del Nuovo Umanesimo».
Ma sono arrivati i professionisti della parola, incoraggiati dalla massima autorità dello Stato Città del Vaticano, irriconoscibile come pastore della Chiesa Universale i quali, ignorando tutto, pretendono di farsi difensori delle ”radici cristiane” soltanto per potere giustificare il desiderio di rappresentare una parte di elettorato, non certo una parte dei credenti.

La nostalgia del passato mal si coniuga con l’adesione allo sviluppo del magistero sociale della Chiesa, come non si coniuga con la condanna delle stragi terroristiche compiute in nome di Dio. Anche il cattolicesimo si macchiò del medesimo peccato, infervorando le masse nelle guerre di religione che furono le crociate al grido “Deus vult”. Si accusano gli islamici di essere in debito con la storia per almeno 600 anni, ma si manifesta nostalgia proprio di quel passato quando imperversavano le guerre di religione e i processi inquisitori che concludevano il loro itinerario in una pira di fuoco purificatore.
Se le radici del cristianesimo hanno prodotto questi frutti e queste lacerazioni, allora non meritano di essere difese, perchè hanno prodotto frutti amari, deleteri per la civile convivenza tra i popoli.

L’uomo precede la sua religione e la sua fede, per cui, se di radici vogliamo parlare dobbiamo farlo riferendoci alle «radici dell’uomo», le sole che accomunano l’intera specie umana; alla centralità dell’uomo e di tutti gli uomini, senza alcun immeritato primato.

Il pontificato di Benedetto XVI si è concluso con una ineludibile dimissione, stante la constatazione del fallimento di una teologia razionalista e poco spirituale; è iniziato il pontificato di Papa Francesco, con un diverso approccio alla Fede, combattuto dall’interno dai medesimi cardinali elevati alla porpora dal pontefice precedente e dimissionario; un pontificato proiettato verso il mondo unificato dalle “radici dell’uomo” senza esclusioni per motivi religiosi, culturali e razziali.

 

Rosario Amico Roxas

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, berlusconi, brasile, bush, capo dello stato, chiesa, convivenza, fallimento, mondo, personaggi, populista, religione, sviluppo, usa

Info Rosario Amico Roxas

La parte più significativa della mia vita lavorativa l’ho trascorsa in Tunisia, quale consulente presso il locale ministero per lo sviluppo economico. Dopo 15 anni di Tunisia, avendo anche girato in lungo e in largo per l’Africa settentrionale e sub-saharana, nonchè Vicino Oriente, ho conosciuto profondamente l’Islam e la mentalità araba, elementi che hanno rafforzato taluni convincimenti appresi nei miei studi di filosofia a La Sapienza di Roma, ai tempi di U. Spirito, Lombardi, G. Calogero etc.etc. In Tunisia, a seguito del lavoro svolto al ministero, sono stato incaricato di tenere alcuni corsi di marketing sociale, presso l’Università La Mannouba.
Mi sono occupato, anche con pubblicazioni, del Magistero sociale della Chiesa, con analisi dettagliate di varie encicliche.
Adesso a 74 anni, faccio il nonno in servizio permanente effettivo, anche se non disdegno di scrivere ciò che penso, con la speranza di essere utile a qualcuno, senza nuoceve a nessuno.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti