L’Assemblea del PD che si tiene il 6 ottobre dovrebbe, a maggioranza semplice dei 950 delegati, innanzitutto derogare allo Statuto e consentire la corsa di Renzi alla nomina per Palazzo Chigi.

Potremmo allora chiederci, cosa c’è oggi nel destino del Pd?
Le primarie? Forse si, forse no! Perché, in effetti, l’Assemblea del partito che si tiene il 6 ottobre p.v. dovrebbe, a maggioranza semplice dei 950 delegati, innanzitutto derogare allo Statuto e consentire la corsa di Renzi alla nomina per Palazzo Chigi. In secondo luogo, ammessa la deroga, stabilire le norme in merito sia alla proposizione della candidatura che allo svolgimento delle primarie stesse. E poi, primarie di partito o di coalizione? Competizione a due, tra Bersani e Renzi, o aperta anche ad altri, e in particolare a Vendola?
D’Alema e altri esponenti di vertice del partito preferirebbero ancora che le primarie non si svolgano, se non altro in virtù del fatto che, si diceva, lo Statuto del partito non le prevede ai fini della scelta del candidato a premier del paese. E tuttavia va dato atto a Bersani, in qualità di Segretario in carica, di averle volute a riprova dei valori di par-tecipazione e demo-crazia su cui il Partito democratico si fonda (nomen omen). D’Alema ha detto anche, nel corso della trasmissione Otto e mezzo in onda su La7, di temere “che se vincesse Renzi a quel punto non ci sarebbe più il centrosinistra perché non ho capito con chi dovremmo governare il paese. O Renzi pensa di ottenere la maggioranza assoluta? (…) Non ho nulla da dire contro Renzi (…) ho solo la preoccupazione che queste primarie diventino una rissa e dopo le risse non è facile comporre l’unità di un partito e di una coalizione che vogliono governare il paese”.
In generale, voglio dire a D’Alema:
– chi crede che sia e cosa crede che rappresenti Renzi, visto che è stato presidente della provincia ed è attuale sindaco di Firenze in rappresentanza sempre del Pd?
– è proprio convinto che se vincesse Renzi non ci sarebbe alcuno disposto a governare con lui il paese, cosa che non è accaduta in passato nè accade nel presente in quel di Firenze?
– si riferisce a Renzi quando immagina che possano sorgere risse nel corso delle primarie e successivamente per la realizzazione dell’unità del partito e di non si sa almeno ad oggi quale coalizione, episodi di cui peraltro non ci sono nemmeno tracce relative alle esperienze di governo finora vissute dal rottamatore?
Onorevole D’Alema, si sarebbe detto una volta che le sue tesi appaiono semplicemente poco o per nulla convincenti. Ma, mi permetta soprattutto di aggiungere: non crede, viceversa, che il sindaco di Firenze possa rappresentare piuttosto un’occasione, un’opportunità, addirittura la classica via d’uscita, in ordine a quella che è la crisi odierna della politica, soprattutto nel nostro paese, come i clamorosi fatti recenti, dal Lazio alla Lombardia ed altrove, dimostrano?
Certamente né io e né lei eravamo già nati, allorchè il saggio Pirandello scriveva: “Chi poteva curarsi, in tale animo, delle elezioni politiche imminenti? E poi, perché? Nessuno aveva fiducia nelle istituzioni, né mai l’aveva avuta. La corruzione era sopportata come un male cronico, irrimediabile; e considerato ingenuo o matto, impostore o ambizioso chiunque si levasse a gridarle contro” (da I vecchi e i giovani). Come Bersani, non crede che il giovane Renzi abbia diritto ad almeno una possibilità?
Mi sembra però di capire che lei non lo voglia affatto! Eppure, ci sono precedenti, anche abbastanza recenti, che riguardano fatti e persone genericamente di gran lunga più importanti, che dimostrano come le cose a volte semplicemente accadono per il solo fatto che non possono non accadere; ed è proprio quello che si diceva, il de-stino!
Onorevole D’Alema, aveva lei immaginato, nella primavera del 1985, inpiena glasnost gorbacioviana, che il PCUS sarebbe stato travolto dal capitalismo, e che di lì a poco si sarebbe manifestata la fine del monopolio del Partito, definito l’ “Ordine dei portaspada”!(J. M. Chauvier)? Ci rifletta attentamente tutto il Pd, e Bersani per primo: credo proprio che il giovane Renzi abbia diritto a ben più di una possibilità! Si dirà anche: a patto che se ne dimostri capace! Staremo a vedere!, ma nel frattempo, se non c’è davvero altro (!?), questa è cosa che a quanto pare finora sembra proprio aver fatto.

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