• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Le origini del debito: Da una sana economia di sopravvivenza all’Italia degli sprechi

di Roberto Fronzuti | 22 Dicembre 2014

Solo sessant’anni fa, i libri di testo della scuola dell’obbligo insegnavano ai bambini che l’Italia era un Paese a prevalente economia agricola. Ai nostri giorni importano tutto.

 

La situazione del nostro Paese, al di là della questione economica del momento e dell’errore di aver

 

adottato l’euro a partire dal 1° gennaio 2002, ci pone un problema di tipo strutturale da affrontare.

 

Solo sessant’anni fa, i libri di testo della scuola dell’obbligo insegnavano ai bambini che l’Italia era

 

un Paese a prevalente economia agricola. Nella maggior parte degli ottomila comuni italiani,

 

l’aspetto positivo era rappresentato dal fatto che le nostre comunità vivevano autonomamente,

 

nutrendosi dei prodotti della propria terra. Tutto a chilometro zero. I paesi più o meno grandi,

 

vivevano con le derrate alimentari che si producevano sul posto. Agricoltura unita all’allevamento

 

di bestiame, per il fabbisogno familiare o per la rivendita. Da fuori, dalla città arrivava solo lo

 

zucchero, il caffe’, il sale e la pasta cosiddetta comprata (ma i più, i maccheroni li facevano in

 

casa). Per contro, gli agricoltori dell’Italia rurale esportavano, vendevano ai cittadini i prodotti

 

eccedenti il fabbisogno familiare (vino, olio, grano, verdura e frutta).

 

Ai nostri giorni importano tutto. L’economia che abbiamo descritto era di sopravvivenza; ma aveva

 

il vantaggio di non pesare sullo Stato. Migliaia di comuni, che costituivano una ricchezza per

 

l’economia del Paese, ora sono diventati un peso. I comuni rurali sono popolati da anziani che con

 

le loro pensioni mantengono i figli rimasti in paese disoccupati (non vogliono fare gli agricoltori),

 

mentre molti ­sbagliando­sono andati ad ingrossare le città, finendo nel terziario. Negli anni ’60

 

inizia l’emigrazione verso il Nord Italia ed Europa. Il Meridione, anche per merito della tanto

 

discussa Cassa per il Mezzogiorno, conosce l’avvio di un processo di industrializzazione, che

 

inizialmente fa bene al Sud fino al momento in cui la crisi e la mancanza di infrastrutture hanno

 

fatto fallire il progetto. Come risultato negativo, ci sono industrie finite in mano alla malavita ed

 

interi quartieri industriali abbandonati. Negli anni ’70 inizia il rigonfiamento dello stato sociale,

 

con pensioni distribuite a pioggia, anche a chi non aveva mai lavorato, mentre fino alla fine degli

 

anni ’50 non c’era neppure l’assistenza medica gratuita. Chi si ammalava e non aveva soldi, doveva

 

vendersi la casa per curarsi oppure indebitarsi. Negli anni ’80, la spesa pubblica subisce

 

un’impennata, per effetto delle pensioni, dei medicinali che ­prima dell’istituzione del ticket­ si

 

buttavano via, ed anzitutto per colpa delle Regioni, entrate in vigore nel precedente decennio, con

 

la conseguenza di far impazzire il debito pubblico. Negli anni ’60 il nostro Paese aveva raggiunto

 

un equilibrio, fra la sopravvivenza degli anni ’50 e l’opulenza degli sprechi. Il grosso danno, che

 

questi ultimi 40anni di ordinaria follia hanno prodotto, è rappresentato dall’abbandono

 

dell’agricoltura, dei campi e delle zone rurali; con pesanti ripercussioni anche sull’ambiente, che

 

non è più governato dalla presenza dell’uomo. Ne conseguono straripamenti di corsi d’acqua e

 

frane. La verità dei nostri giorni è che c’è sempre più gente che mangia i prodotti della terra, e

 

sempre meno persone che la coltivano. Con il risultato della perdita di potere di acquisto dello

 

stipendio, perché le zucchine, i pomodori… sono sempre più cari, mentre lo stipendio rimane lo

 

stesso. Importiamo i limoni dall’Argentina, l’insalata dall’Olanda… Ma ci rendiamo conto del

 

paradosso? Eravamo un Paese a prevalente economia agricola; ora i più sono impiegati nel

 

terziario, che non produce nulla, mentre assistiamo anche a un processo di deindustrializzazione.

 

Tutto questo disastro ha fatto crescere il debito pubblico fino al 135 per cento del pil, a 2.200

 

miliardi di euro. Un debito tale che impedisce ai nostri governanti di poter fare investimenti. Nei

 

piccoli centri, nella maggior parte di essi, non c’è più agricoltura, ma solo persone che vivono con

 

le pensioni, come gli indiani nella riserva; è il risultato di uno stato sociale dissennato, di spreco

 

della nostra ricchezza.

Pubblicato in : Primo piano

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti