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Le invenzioni del ‘700 (3°)

Le “invenzioni” del ‘700 (3°) Alla scoperta delle grandi novità che hanno cambiato l’opera nel ‘700, guidati nel percorso da Umberto Zanobetti

di Umberto Zanobetti | 22 Settembre 2005

Dall’intermezza all’Opera Comica

Abbiano visto come il Settecento portò nuove prospettive nella struttura musicale dell’opera e come nella divisione tra l’elemento drammatico ed il buffo sia nato un nuovo tipo di intrattenimento: l’Intermezzo.
Il grande successo riscosso dalle rapide ma incisive apparizioni sulle scene di brevissime storie comiche, posero immediatamente i presupposti per l’approfondimento di tutta una serie di elementi nuovi che si sarebbero, di li a poco, tradotti nell’opera comica: come esprimere la comicità con la musica, se fosse possibile l’ideazione di nuovi modelli di canto, lontani dalle fioriture e gli estetismi, la creazione di nuove ambientazioni sceniche che non fossero i paesi incantati dell’antica Roma o della saggia Grecia.
Anche per l’opera comica il successo e la diffusione furono immediate, condotte normalmente in più atti dettero ai numerosi librettisti che si infilarono nella nuova moda, la possibilità di introduzioni fantasiose, geografie straordinarie condite da personaggi diversi, estratti dalle più svariate classi sociali. Tipi bizzarri, furbi, ingordi, iracondi, ingenui; caricature ci riportarono inesorabilmente alla nostra vita quotidiana, spesso alla realizzazione di quei piccoli sogni che ognuno ha dentro il proprio cassetto; anche il linguaggio si trasformò, scendendo dal piedistallo degli eroi a quello di comari impiccione, servi dal gomito facile, untuosi faccendieri.
Si cantò in modo diverso anche l’amore, fino a quel momento trattato in maniera trascendente, puro sentimento privo di un inizio terreno e che solo la morte poteva sciogliere, destinato ai grandi eroi, ricco di abbellimenti ed elevazioni morali. Ora l’insinuante attrazione motrice tra gli innamorati esce sulla scena, i segnali complici, i rituali da pavone, la correità di situazioni economiche e sociali favorevoli, si insinuano nei libretti, la gelosia piccola e un po’ meschina si fa parte trainante di azioni spesso esilaranti, riportando alla nostra realtà tutta una gamma di sensazioni e sentimenti mai esplorati nel teatro lirico prima di allora.
Anche dal punto di vista musicale nuova rivalutazione lo ebbero tempi come l’allegro ed il presto, che facilmente si prestarono a situazioni buffe e dinamiche; i minuetti si elevarono ad accompagnare barocchi corteggiamenti, le arie persero il loro rigore costruttivo per andare a descrivere minuzie e pensierini di dolci ed ingenue (?) fanciulle.
Una vera rivoluzione, che portò nel teatro un effetto stimolante, pieno di novità, come in pochi altri momenti della storia musicale.

Umberto Zanobetti

Pubblicato in : Musica

Info Umberto Zanobetti

Umberto Zanobetti, fiorentino, imprenditore nel turismo da oltre 15 anni e socio della Dataflorence, società informatica che opera nel settore dell’ e-commerce e dell’indicizzazione web.
Giornalista per il quotidiano L’opinione, del quale segue anche lo sviluppo grafico e l’impaginazione, e per il gruppo Metropoli; scrivendo di politica, commercio e musica classica.
Padre di Margherita, coltiva l’hobby del giardinaggio ed è appassionato ascoltatore di opera lirica.

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