
Si registrano fortissimi aumenti in ogni settore dovuti alle guerre, soprattutto dall’Ucraina al Medioriente.
Ma, secondo il Codacons l’impatto dei rincari non è uguale per tutti: “dipende dal lavoro e da com’è composta la famiglia”.
Ad esempio, per un pensionato 667 euro in più del 2025 a parità di consumi. Per un single under 35 l’aggravio di spesa è di 704 euro, una coppia senza figli: +1.167 euro, una famiglia monogenitoriale: +976 euro, +1.281 euro per coppia con figlio e +1.415 euro con 2 figli.
Per i carburanti, la Cgia segnala: “Su base annua +13,6 mld per pieno, rincari top a Roma”.
La Cna lancia un altro allarme: “luce e gas, +16,5 mld”.
Per oltre trent’anni il costo della vita è rimasto fermo, i mutui hanno avuto tassi accettabili e l’inflazione sembrava appartenere alla nostra storia passata. Improvvisamente, nell’estate del 2021 i prezzi hanno cominciato a crescere in maniera esponenziale e senza controllo. Un aumento che non dipende da un incremento dei consumi e neppure da una carenza di produzione.
Ma allora cosa ha prodotto questa inflazione? Secondo alcuni, la risposta è semplice e diretta: la finanziarizzazione, il fatto che i prezzi non sono più determinati dall’incontro tra l’offerta e la domanda reali (teoria che sarebbe ormai stata accantonata) ma dalla speculazione finanziaria. Il capitalismo finanziario, guidato dai grandi fondi speculativi, sta così divorando il mercato, che ha perso la capacità di definire prezzi vicini al valore reale e quindi di fare il suo più tradizionale mestiere.
Riempire il carrello della spesa e pagare le bollette è così divenuto un lusso determinato dalle manovre alla Borsa di Amsterdam, dalle strategie dei fondi hedge, dalle dinamiche della speculazione. Ma quali sono le possibili conseguenze di questa iperinflazione? Quali le soluzioni da adottare? Una mappa sintetica per orientarsi in un cambiamento epocale in pieno svolgimento, e per prendere posizione, l’ha fornita qualche anno fa Alessandro Volpi con il suo libro pubblicato dall’Editore Laterza.
Oggi assistiamo a una nuova ondata di proteste in tutta Europa. In Italia sono scesi in campo gli agricoltori. Un agricoltore toscano spiega: “Il gasolio agricolo è arrivato a 1,70 euro, i fertilizzanti sono più che raddoppiati e il nostro prodotto è dimezzato.
Il grano è quotato 20 centesimi contro un aumento del pane a quasi 4 euro. Il ministro Lollobrigida era venuto a fare delle promesse due anni fa alla protesta sulla Nomentana ma non è successo niente. Siamo esasperati”. La protesta infatti porta avanti le rivendicazioni del 2024 quando centinaia di trattori avevano paralizzato la Capitale fino all’incontro con il ministro dell’Agricoltura.
Un altro agricoltore, Salvatore Fais che da anni si batte per il riconoscimento del giusto prezzo dei prodotti agricoli, spiega: “Se ci fosse riconosciuto il prezzo del nostro prodotto saremo in grado di sostenere il costo del carburante ma così non è”. Poi, sulle prossime mosse del movimento di protesta aggiunge: “Siamo pronti ad arrivare a Roma ma ci vuole l’aiuto di tutto il popolo perché la nostra battaglia è per il giusto prezzo all’agricoltore ma anche al consumatore finale perché ricordiamoci che la maggior parte del guadagno rimane alla grande distribuzione”.
La protesta degli agricoltori alle porte di Roma contro il caro dei carburanti e per il giusto prezzo dei prodotti della terra è in corso e non solo in Sicilia. Sulla Via Aurelia, altezza Torrimpietra, circa venti trattori hanno bloccato parzialmente la circolazione del traffico per segnalare al governo lo stato d’emergenza della categoria con lo slogan: “Sono quattro anni almeno che subiamo rincari”.
A questa situazione si aggiungono i prezzi degli affitti. Per esempio, affittare casa a Monza costa sempre di più. A settembre 2026 i canoni richiesti hanno raggiunto un nuovo massimo storico sia nel capoluogo sia nel resto della provincia, secondo i dati elaborati da idealista sugli immobili pubblicati sulla piattaforma.
Nel capoluogo il valore medio è salito a 14,2 euro al metro quadro al mese, mentre nell’intera provincia di Monza e Brianza si attesta a 13 euro. Applicando semplicemente queste medie a un appartamento di 70 metri quadrati, si arriva a circa 994 euro al mese a Monza e 910 euro nel resto della Brianza, ai quali vanno aggiunti le spese condominiali e altri costi.
A tutto questo non c’è politica monetaria che possa reggere di fronte all’avanzare di queste forme di speculazione messi in piedi prima dalla pandemia del Covid e subito dopo dalla messa in campo dei conflitti che di fatto nessuno vuol fare cessare per tenere in piedi questo sistema speculativo, ma anche di strategia per l’annullamento di diritti umani e principi sociali che sono la base di un patto sociale condivisibile.
Ma quale è in Europa la risposta politica a questa crisi se non quella di convertire la produzione industriale in fabbriche d’armi? Cui prodest? Non certo all’umanità che ormai è vittima dell’ingordigia di un capitalismo vorace e senza scrupoli. Di fronte a questo scenario, quali sono le proposte politiche che avanza l’opposizione rispetto a queste tematiche che stanno sconvolgendo il mondo in un percorso sempre più avviato verso l’apocalisse? Nessuna proposta.
Ma allora senza prospettive e speranze come può pensare l’opposizione di sconfiggere l’attuale coalizione di governo? Si continua il gioco degli incapaci che furbescamente aspettano il passo falso dell’avversario per dare addosso all’untore. Ma non è così che si risolvono i problemi, non è così che si fa politica seriamente. Non basta cambiare i suonatori se la musica è sempre la stessa. Lo dice la maggioranza degli italiani che non va più a votare manifestando la sfiducia alla classe politica, sia di centro destra, di centro sinistra o di qualcos’altro di questo nostro Paese dove sono tornati d’attualità i lamenti danteschi : ”Ahi, serva Italia di dolore ostello, non donna di provincia ma bordello”.
Toccherebbe al gruppo dirigente del PSI, per la sua tradizione storica, dare una risposta politica credibile agli italiani per conquistare il consenso, mettendo in disparte le inciuciate con le altre forze politiche per confrontarsi esclusivamente e liberamente con i cittadini e gli elettori sulla base di proposte politiche concrete.
Salvatore Rondello

Lascia un commento