Le fusioni tra Comuni sono semplicemente una opportunità che i territori ed i cittadini che li popolano, dovrebbero conoscere per poi decidere, senza obblighi e senza pressioni esterne od interne, di cogliere o di non cogliere.
Può sembrare persino banale ma, le esperienze dei comitati e delle associazioni che hanno creduto e credono in questa, rivoluzione dal basso, raccontano una realtà radicalmente diversa.
La stragrande maggioranza dei cittadini italiani, amministratori locali compresi, non conosce l’istituto della fusione tra Comuni, non ne conosce le modalità attuative, non ne conosce le potenzialità, non conosce l’esistenza della legge dello Stato che le prevede e conseguentemente non conosce le premialità che la norma stabilisce.
Le differenze tra regioni, che peraltro, detengono la competenza esclusiva in tema di fusioni è imbarazzante, alcune (Emilia Romagna e Trentino su tutte, ma anche il Piemonte, la Toscana e la Lombardia) le incentivano sia per l’aspetto burocratico che per quello economico, altre le ignorano completamente, altre ancora le subiscono con malcelato disappunto.
Anche tra i partiti la confusione regna sovrana, conseguenza di una evidente superficialità di approccio, quando c’è…
Nella recentissima fusione che si è realizzata tra Corigliano e Rossano in Calabria, dando vita ad un nuovo Comune di quasi 100.000 abitanti, ad esempio, abbiamo avuto un soggetto politico schierato apertamente per la fusione in uno dei due comuni e l’esatto opposto nell’altro.
Altrettanto incomprensibile l’atteggiamento ondivago di chi da sempre sostiene l’eccessivo trasferimento di risorse locali allo Stato centrale e poi, quando c’è l’occasione di invertire il “flusso” in molti casi si arrocca su posizioni pseudo identitarie.
Per questo abbiamo fondato il ” Coordinamento Nazionale per le Fusioni”. Organismo che tiene assieme tutte le realtà associative del Paese impegnate nello stimolare i percorsi di fusione.
Per questo ripetiamo ad ogni occasione che “questo” è il tempo di affrontare l’argomento, “ora” ci sono le condizioni ottimali: ora sono i cittadini, attraverso il referendum previsto dalla legge, ad avere l’ultima parola. Ora ci sono risorse certe, significative risorse in grado di migliorare sensibilmente la qualità della vita dei cittadini.
Ora possiamo, i cittadini possono, decidere liberamente se unirci e con chi, senza obblighi e senza imposizioni.
Aver messo al centro della discussione politico-sociale il tema del ripensamento della geografia amministrativa del meraviglioso territorio che circonda il lago di Lecco è un primo passo, ora serve un coinvolgimento dei cittadini nella discussione, nell’approfondimento, nella onesta esposizione dei pro e dei contro. L’esperienza mi porta ad affermare che su questo tema i cittadini, se adeguatamente informati e coinvolti, si pongono rapidamente su posizioni molto, ma molto, “più avanti” di quanto gli stessi promotori riescano ad immaginare. Avete l’occasione di migliorare davvero la vita dei cittadini…
Determinazione e forza saranno conseguenti.
Le risorse aggiuntive derivanti dalla fusione tra Comuni
Ai sensi dell’articolo 11, comma 4, della legge 8 giugno 1990, n. 142, al Comune scaturente dalla fusione spetta, per un periodo di 10 anni, un contributo straordinario pari al 20% dei trasferimenti erariali complessivamente attribuiti ai Comuni preesistenti.
Il comma 730 della Legge di Stabilità 2014 prevede incentivi finanziari al processo di riordino e di semplificazione degli enti territoriali, riservando alle Unioni di Comuni (per ciascuno dei prossimi tre anni dal 2014 al 2016) 30 milioni di euro, ed una ulteriore quota di pari importo per i Comuni istituiti a seguito di fusione.
Le regioni che si sono dotate o che si stanno dotando di una legge in materia, prevedono ulteriori risorse e incentivi (a partire dal finanziamento degli studi di fattibilità dei progetti di fusione).
È in questo quadro normativo che si trovano le principali risorse, quelle immediate, previste, disponibili. Senza dimenticare che proprio dal processo aggregativo, si possono produrre ulteriori risorse e opportunità.
Antonello Barbieri (www.mu-me.it)
Presidente Fusione Comuni Coordinamento Nazionale (FCCN)

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