
Ciao Pier, buone feste e buon Natale.
Buone feste a te che non fai il pranzo di Natale. A te che non cerchi regali. A te che ti basta uno sguardo buono per regalo A te che oggi lavori come tutti gli altri giorni in un ospedale a consolare nonne e vecchietti che non sanno se a domani arriveranno, a te che non hai una famiglia con cui brindare, a te che hai mamma in Venezuela e papà a Venezia con un’altra moglie e non ti hanno chiamato. A te che lavori a Natale, a Santo Stefano e hai lavorato alla Vigilia di Natale perché è meglio così perché è più importante cambiare i pannoloni e i pannolini che fare i festini.
A te Pier che hai sguardi di infinito nella storia così apparente di noi finiti a calici e volauvent.
A te che sarai a cambiare pannoloni e pannolini anche a fine anno, quando tutti stapperanno, la mia profonda inaudita ammirazione.
Tu sei una festa, una vera festa, per chi ti incontra. E noi da ultimi lo sappiamo. Buone Feste , Pier, tu sí che onori questa luce arrivata, improvvisamente, nel mondo.
Fabrizio Binacchi

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