A poco più di un mese dalla replica conclusiva della Carmen più discussa degli ultimi decenni, torna al teatro del Maggio il melodramma e, questa volta, nel segno di Donizetti, di gran lunga il più prolifico degli operisti italiani dell’800. Infatti, da giovedì 22 (ore 20, repliche il 25, il 28 e il 3 marzo) andrà in scena La favorite, in un allestimento del Gran Teatre del Liceu di Barcellona
(frutto di una coproduzione del medesimo teatro con il Teatro Real di Madrid) e in prima rappresentazione a Firenze nella versione originale francese. La regia è di Ariel García Valdés, ripresa da Derek Gimpel, entrambi con grande esperienza alle spalle in fatto di regie operistiche, mentre sul podio Fabio Luisi, reduce dal successo del suo primo concerto dedicato a Strauss, dirigerà orchestra e coro del Maggio.
La favorite, rappresentata per la prima volta il 2 dicembre 1840 all’Opéra de Paris, è un melodramma in quattro atti su libretto di Alphonse Royer, Gustave Vaêz e Eugène Scribe, ispirato a Les Amours malheureuses ou le Comte de Comminges di Baculard d’Arnaud (1790). La sua genesi è alquanto travagliata, poiché in origine Donizetti avrebbe dovuto realizzare al Théâtre de la Renaissance un’opera intitolata L’ange de Nisida, ma, a causa del fallimento e della conseguente chiusura del teatro che l’aveva commissionata, il compositore bergamasco rielaborò il lavoro originario, decidendo di unire alla base musicale parti da altre sue opere, come l’Adelaide, L’assedio di Calais, Le duc d’Albe, Pia de’ Tolomei, e conferendogli alla fine il titolo di La favorite. La fretta per la consegna portò il musicista a terminare il lavoro il 1 ottobre 1840, quando compose il quarto atto in poche ore, con l’eccezione di una cavatina e parte di un duetto aggiunti durante le prove; eppure proprio il quarto atto, nell’ambito di un’opera non priva di squilibri e di coesione, viene considerato come quello che presenta la maggior unità stilistica e drammaturgica.
La favorite – incentrata sulla passione infelice tra il monaco Fernand, che abbandona il monastero di Santiago di Compostella, e Leonore, la favorita di re Alphonse nella Spagna del XIV secolo – fu accolta da un successo enorme, al punto che agli inizi del ‘900 all’Opéra di Parigi era stata messa in scena ben 650 volte.
Nella rappresentazione odierna il cast dei cantanti comprende Veronica Simeoni (Leonor de Guzman), Celso Albelo / Anton Rositskiy (3/03) (Fernand), Mattia Olivieri (22, 25, 28/02) / Vito Priante (03/03) (Alphonse XI), Ugo Guagliardo (Balthazar) e Francesca Longari (Inez).
Per acquisto biglietti/info si veda www.operadifirenze.it
Luca Summer

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