
In Ucraina e a Gaza le atrocità della guerra si intensificano.
Putin bombarda su Kiev con un’azione pesante come mai finora.
Netanyahu continua la strage di palestinesi innocenti.
La politica dei due criminali di guerra ha il sopravvento.
La promessa di Trump che avrebbe riportato la pace tra Russia e Ucraina in 24 ore si rivela una mera boutade elettorale.
Il presidente americano ha concluso i suoi affari e ora sembra intenzionato a tirarsi fuori: la guerra -dice- l’hanno iniziata quando era in carica Biden.
In realtà le pressioni su Putin non funzionano senza un coinvolgimento pieno della Cina e i tentativi di pace perseguiti dai soli Stati Uniti non hanno gli effetti attesi.
In modo negativo pesa anche la politica bellicista europea che corre alle armi, quando dovrebbe lavorare per spegnere l’incendio e invece finisce per alimentarlo.
Zelensky, da parte sua, non sembra affatto pronto a soluzioni diplomatiche e, ad ogni occasione, rilancia lo scontro puntando ad ampliarlo con l’appoggio diretto dell’Europa.
Quanto ad Israele, la situazione non è mai stata così drammatica con un presidente Trump apertamente amico e alleato di Netanyahu.
Solo una grande opposizione mondiale e di popolo alla guerra può fermare questo andamento catastrofico.
In Italia si sta discutendo a sinistra per organizzare una grande manifestazione nazionale contro lo sterminio a Gaza.
Bisogna avere il coraggio di fare un passo in più e di chiedere anche l’Europa elabori una proposta diplomatica e di pace per il conflitto in Ucraina.
Infine, speriamo che la Chiesa di Papa Leone XIV continui e intensifichi il suo impegno a favore del dialogo e contro le armi.
Ormai sono centinaia di migliaia le vittime innocenti dei due conflitti in corso nel vicinato dell’Europa.
Le guerre possono e devono cessare e gli esiti catastrofici devono essere evitati nel superiore interesse dell’umanità.
Nel contesto che viviamo oggi, un’azione coerente e forte per la pace è l’unica scelta razionale a livello personale e a livello politico e collettivo.
È in questa direzione che bisogna impegnarsi e far sentire la nostra voce.
Enrico Rossi

Lascia un commento