• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Le elezioni in Polonia una svolta che rafforza l’Europa

Le recenti elezioni in Polonia, seguite a distanza di due mesi, dalla nascita di un nuovo governo, guidato dall’europeista Donald Tusk hanno segnato una svolta nella storia recente polacca. Si tratta del terzo governo di Tusk, dopo quelli del periodo 2007-2011, e  con un positivo riequilibrio moderato delle politiche internazionali della Polonia

di Leonardo Dini | 28 Dicembre 2023

Le recenti elezioni in Polonia, seguite a distanza di due mesi, dalla nascita di un nuovo governo, guidato dall’europeista Donald Tusk hanno segnato una svolta nella storia recente polacca. Si tratta del terzo governo di Tusk, dopo quelli del periodo 2007-2011, e  con un positivo riequilibrio moderato delle politiche internazionali della Polonia

Nei giorni della svolta post elettorale siamo stati a Cracovia in Polonia e abbiamo attraversato l’oblast di Malopolska, quello di Cracovia.

In tale contesto abbiamo anche valutato nel confronto con vari precedenti viaggi a Cracovia, l’impatto iniziale sulla società civile polacca e sulla dimensione sociale, del nuovo cambiamento politico.

Abbiamo visto al difficile confine di Medyka con la Ucraina il caos e le interminabili file di Tir, con il blocco in prossimità del varco della frontiera commerciale durato per quasi due mesi e causate dalla protesta degli agricoltori e camionisti polacchi contro le agevolazioni europee all’export agricolo o e del latte dalla Ucraina. Protesta strumentale che stride con la solidarietà sincera e di massa offerta ormai da due anni dal popolo polacco a quello ucraino. Abbiamo visto vasti campi di sosta ben organizzati rdal lato ucraino del confine per gestire la crisi del blocco.

Queste elezioni dell’ottobre 2023 sono state particolarmente sentite in Polonia, tanto che hanno visto la più alta partecipazione al voto (74 % pari al  più 12%)dal tempo della fine del totalitarismo imposto per quasi 50 anni dall’URSS alla Polonia. Il voto ha riavvicinato la Polonia alle istanze europee ed europeiste e confermato il ruolo guida polacco tra i paesi dell’Est Europa in funzione di argine al rinato imperialismo del Cremlino.

Si sono confrontate il 15 ottobre al voto due visioni diametralmente opposte, quella integralista, di destra, ultranazionalista di Jaroslaw Kaczyński e quella europeista, progressista , moderato, di Donald Tusk. Le due coalizioni, si sono affrontate a partire da quella che da tempo è la divisione nella opinione pubblica su temi come il diritto di aborto, la laicità della politica, la posizione anti espansionismo putiniano della Polonia, il rafforzarsi della integrazione europea dei paesi est europei.

Paradossalmente il partito di destra ha conseguito la maggioranza dei voti, anche se non quella assoluta (35 %) ma non quella dei seggi, nelle elezioni, pure in presenza di un tracollo del movimento estremista di destra KWIN, e lo stesso partito Diritto e Giustizia, quasi per antonomasia populista. ha perso consenso nel Paese. Il partito e la coalizione di Tusk, il partito Platforma Obywatelska P O, ,al contrario, pure se arrivato secondo (30%) nel voto, ha conquistato la maggioranza dei seggi elettorali  e ha saputo agglomerare un consenso tra i cittadini e un numero di parlamentari eletti sufficiente a poter.governare e dunque cambiare la impostazione da tempo neoconservatrice della politica pubblica.

Subito dopo le elezioni la coalizione di destra ha cercato di creare un esecutivo di minoranza, ma quello del premier incaricato per pochi giorni Mateusz Morawiecki (dal 27 novembre al 13 dicembre 2023)è stato di fatto solo un tentativo di governo, l’equivalente di quello che in Italia è un incarico esplorativo seguito da un tentativo di formazione di una maggioranza su base parlamentare ). Il governo Morawiecki III è stato il primo a non essere confermato dal voto del parlamento nella storia moderna polacca. Questo tentativo di governo presentava la singolarità di essere anche il primo con una maggioranza di ministri donne.

Tusk nuovo premier dal 13 dicembre 2023, oggi presiede un governo che è guidato da Coalizione Civica, movimento europeista che ha per leader lo stesso Tusk, in una alleanza elettorale che comprende Platforma Obywatelska, la Piattaforma Civica, e Inicjatywa Polska, IPL, partito socialdemocratico europeista, creato da Barbara Nowacka, leader progressista emergente di ispirazione femminista, e che potrebbe essere tra i prossimi premier. Della nuova alleanza di governo fa parte anche Nowoczesna, Moderno, partito che ha avuto per leader tra il 2017 e 2019 una donna Katarzyna Lubnauer, partito neo liberale europeista che aderisce all’Alde. Completa la coalizione Partia Zieloni, il partito Verde polacco, che ha per Segretario Magdalena Galkiewitz,

Dunque la nuova maggioranza esprime una nuova Polonia, dove le donne sono progressivamente protagoniste di un empowerment  in politica, effetto positivo collaterale anche delle vaste proteste di massa in Polonia negli anni della battaglia sulla decisione del Tribunale Costituzionale del 2020 che inibisce la libertà di scelta delle donne  sull’aborto. Battaglia parallela a quella in corso in Polonia sui diritti civili di matrimonio degli omosessuali. Da questo nuovo governo la maggioranza della opinione pubblica si attende una legislazione più equilibrata su questi temi, tuttavia il partito moderato Terza Via,  decisivo in parlamento, ha un atteggiamento tradizionalista.

Secondo tema essenziale che emerge dal voto è quello dei rapporti con l’Europa. Paradossalmente l’europeismo è tuttora molto più forte e sentito in Polonia che nei paesi fondatori della Unione  europea, nonostante il nazionalismo polacco emergente specie in politica e che ha dominato gli anni recenti.

Tusk non soltanto è un convinto europeista ma è anche stato di recente, tra il 2019 e il maggio 2022 presidente del partito popolare europeo storicamente a vocazione europeista.

Ma il problema che è più difficile in assoluto per la Polonia attuale e dei prossimi mesi e anni è quello della tutela della sicurezza dei confini polacchi: l’espansionismo militare russo, non è una minaccia remota e teorica, il presidente Bielorusso Lukashenko ha di recente dichiarato che è stata completata la installazione delle postazioni militari e dello stoccaccio dei numerosi missili nucleari tattici russi schierati nell’oblast di Brest e comunque prossimi ai confini polacchi. Questi missili hanno una portata compatibile con la distanza della Bielorussia da Varsavia, rappresentando quindi una minaccia reale.

Al tempo stesso un ampio dibattito pubblico e politico in Polonia si è sviluppato sul tema del sostegno che dura ormai da due anni alla Ucraina, nazione sorella e confinante coinvolta in un conflitto con la Russia di cui non si vedono prospettive di pace attuabili a breve.

Il popolo polacco e le istituzioni polacche hanno dimostrato un sostegno coerente e sincero verso gli ucraini ospitando particolarmente nei primi mesi di guerra gli esuli di una fuga di massa e dunque, letteralmente, milioni di ucraini in transito o profughi. Attualmente in Polonia si trovano tuttora un milione e mezzo di ucraini. Al riguardo possiamo testimoniare per averlo verificato di fatto anche nel marzo e aprile 2022, la solidarietà effettiva dei cittadini polacchi verso le famiglie di ucraini profughi dalla guerra: ad esempio molti volontari polacchi accompagnavano gratuitamente con auto e pulman famiglie ucraine con bambini dalla frontiera di Medyka a Varsavia o alle altre città polacche nel primo periodo della guerra.

Alla stazione di Cracovia per un anno erano stati predisposti così come a Rzeszów e Medyka dei centri di assistenza di vario genere efficaci  e rispettosi della dignità dei profughi. A Cracovia abbiamo visto a inizio aprile del 2023 sfilare nella piazza centrale della città, quella di Rynek Glówny. cortei di ucraini che chiedevano la No Fly Zone sulla Ucraina.

Anche per questo e valutando il pericolo bellico da est che mette a rischio sia ucraini che polacchi, e li rende oggettivamente solidali, appariva stonata e fuori luogo la polemica anti export ucraino, sollevata in Polonia nei mesi recenti e sfociata nel discusso blocco alle frontiere da parte di trasportatori e agricoltori polacchi.

Se infatti tra russi e ucraini al momento appare impossibile il dialogo,  non altrettanto si può dire, anche storicamente, tra ucraini e polacchi, anzi la solidarietà (Solidarnosç si dice in Polacco, per citare lo storico movimento di libertà promosso da Lech Walesa) appare più che mai attuale e necessaria per ridare forza agli ideali europei data la aspirazione ucraina ad entrare in Europa, e per rendere l’est Europa in prospettiva nuovamente luogo di pace e di dialogo tra le culture e le civiltà quello che è il proprium della storia della cultura polacca, la cultura di Chopin e di Kantor, di Kieslowski e in politica di Solidarnosç appunto, movimento di cui ovunque in Polonia e nelllo specifico nella regione di Malopolska si vedono tuttora le tracce e i simboli per testimonianza storica.

Leonardo Dini

 

 

 

 

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: 2011, anni, battaglia, consenso, crisi, dichiarato, dini, elezioni, europa, governo, integrazione, italia, laicità, massa, movimento, nazione, nuovo governo, opinione pubblica, parlamento, populista, sostegno

Info Leonardo Dini

Leonardo Dini, nato a Roma nel 1966, primogenito di una storica nobile famiglia di origini fiorentine e parigine, si è specializzato in Giurisprudenza con una tesi in Teoria della politica e Filosofia del diritto. Dal 1989 è filosofo del diritto ed epistemologo filosofo della scienza, socio SILFS e SFI. Attualmente è Presidente di Italia Insieme Italia Liberale e svolge professionalmente il ruolo di esperto di esteri. Dal 1984 è scrittore di saggi di filosofia, romanzi e poesie.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti