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Le campane a morto per destra e sinistra

Come spesso accade in prossimità del 25 aprile, si risvegliano i nostalgici, che vantano intelletti di tale levatura che i democratici faticano a decifrarli. Pierre Drieu la Rochelle, ricordato dal quotidianoil Giornale per la pubblicazione di una sua raccolta di scritti del ’34, è un autentico genio letterario. Anche se meritava di essere fucilato per collaborazionismo come il suo amici Brasillach, pazienza. Già all’indomani del caso Stavisky, il truffatore che scosse la Francia, Drieu intuì che “sarebbero suonate le campane a morto per la destra e la sinistra”. In Europa sarebbe rimasta in vita una sola forza ad un tempo nazionale e sociale. Come potergli dare torto e ancora a novant’anni di distanza. Il nazional socialismo incendiò tutto il continente e chissà cosa sarebbe accaduto senza l’intervento americano.

di Riccardo Bruno | 20 Aprile 2026

Come spesso accade in prossimità del 25 aprile, si risvegliano i nostalgici, che vantano intelletti di tale levatura che i democratici faticano a decifrarli. Pierre Drieu la Rochelle, ricordato dal quotidianoil Giornale per la pubblicazione di una sua raccolta di scritti del ’34, è un autentico genio letterario. Anche se meritava di essere fucilato per collaborazionismo come il suo amici Brasillach, pazienza. Già all’indomani del caso Stavisky, il truffatore che scosse la Francia, Drieu intuì che “sarebbero suonate le campane a morto per la destra e la sinistra”. In Europa sarebbe rimasta in vita una sola forza ad un tempo nazionale e sociale. Come potergli dare torto e ancora a novant’anni di distanza. Il nazional socialismo incendiò tutto il continente e chissà cosa sarebbe accaduto senza l’intervento americano. Drieu confidava che gli inglesi “di razza bianca”, si sarebbero resi conto dell’errore commesso opponendosi al nazional socialismo e vi avrebbero riparato. Osservate Starmer. Non è mai troppo tardi.

Ancora nelle giornate di ieri, da Milano a Barcellona, si è vista in campo una sola forza nazionale e sociale che chiede le stesse cose, con Sanchez come con Salvini, per non parlare di Conte che ne è l’antesignano. Questa forza nazionale e sociale si pone esattamente come quella descritta da Drieu, su un piano strategico e quindi per prima cosa, vuole riaprire alla Russia. Ribbentropp e Molotov seppero andare a braccetto. Come possiamo noi rifiutare il gas, o il petrolio di Putin ? Tanto che la Spagna di Sanchez non ha mai smesso di acquistarlo, alla faccia delle sanzioni, e poi ce la si prende con Orban. Anche la Francia di Macron lo compra attraverso la Turchia, e della Germania, meglio non sapere. Solo l’Italia si dimostra una cretina. Meloni corre dietro a Zelenski che tra l’altro è ebreo ed ucraino come Stavisky. La redazione de il Giornale, l’ha avvisata.

Mai domani crollasse l’Iran ed il petrolio ce lo regalassero, bisognerebbe comprarlo lo stesso dai russi per buon vicinato, esattamente come la Germania nazista comprava la gomma dall’Urss. Poi la invase. Sanchez, nemmeno a dirlo, già guarda oltre agli Urali. Si rivolge al presidente cinese Xi, schierato dalla la parte giusta della storia. I cinesi che stanno penetrando in Africa prelevando tutte le risorse disponibili grazie allo sfruttamento di una manodopera infantile senza diritti, ricordano molto i conquistadores del Cinquecento, gli spagnoli appunto.

Abbandoniamo l’Ucraina, compriamo il gas russo e visto che gli americani fanno la guerra, forziamo il patto di stabilità, altro che lo stretto di Hormuz. Liberiamoci di questa Europa dove ancora aleggiano i fantasmi della destra, della sinistra, del centro, di una democrazia balorda. Guardate in Italia come cresce Vannacci nei sondaggi. Ancora un po’ e lo fa Vannacci il campo largo.

Drieu non fu compreso nel suo tempo. Ricercato dalla polizia di De Gaulle si sparò un colpo di pistola nel ’45, non prima di aver riposto la sua fede in Mao, così come l’aveva riposta in Hitler. Tutto il mondo sarebbe dovuto diventare nazionale e sociale. Avesse visto Conte, Salvini e Vannacci, si sarebbe accontentato dell’Italia. Pur sempre un inizio.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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