Se non salta fuori qualcosa di molto più compromettente, la grande polemica per l’interessamento del ministro Boschi alle sorti di Banca Etruria, mi pare proprio un grande cesto di panna montata.
Di Maria Elena Boschi non sopporto quella sua aria da maestrina tutta sgridate verso gli alunni che non sanno recitare a memoria le sue lezioncine. E quello sguardo mistico che assume quando recita le verità rivelate dal suo mentore, Matteo Renzi. Di coloro che la criticano in continuazione, invece, non mi piacciono affatto i toni eccessivi, che ingigantiscono ogni suo minimo errore. Troppo gusto nel metterla al rogo, come se la si volesse punire di colpe che non appartengono alla sua azione politica ma ad ancestrali pregiudizi.
Non considero una gran colpa essersi interessata di una banca del suo territorio: da che c’è la democrazia, occuparsi del territorio ove si viene eletti è ciò che la gente che ci vive si aspetta. Suo padre era dirigente, ma il conflitto mi pare molto annacquato perché in gioco c’erano anche gli interessi di migliaia di risparmiatori e piccoli investitori.
Ma – si dice – Boschi ha mentito al parlamento, avendo in precedenza assicurato che mai si era interessata delle vicende della banca. E’ questo il punto vero. E non voglio sottovalutarlo, ricordando ciò che tutti sappiamo. Di bugie la politica è piena. Addirittura, spesso ci campa. Avere detto di non avere fatto una cosa, che invece si è fatta, è una bugia imperdonabile. E dire che si farà una cosa, senza poi farla, è una bugia di serie b? Ogni riferimento all’impegno di ritirarsi dalla politica in caso di sconfitta al referendum è puramente voluto, e riguarda la Boschi solo in seconda battuta.
In conclusione, tutte le volte che le bugie non incrociano la sfera del penale ma solo l’etica e la credibilità, il problema dovrà trovare una soluzione politica. Prima che la panna a furia di montare diventi burro, coloro che crocifiggono in questi giorni la sottosegretaria alla presidenza del consiglio diano uno sbocco politico alla loro legittima polemica. Presentino una mozione di sfiducia alla Camera o al Senato. In un modo o nell’altro il problema avrà uno sbocco. Attizzare polemiche ed alimentarle, evitare le vie di uscita per farle durare, logora e danneggia il Paese più delle bugie. Alle quali, peraltro, siamo purtroppo abituati.
Nicola Cariglia

Ma, non so.
Quando si dicono bugie per nascondere il malaffare, mi pare si scada nella frode.
Altro non so.
Il problema della Boschi, personale e politico, è l’avidità incontrollata che le trabocca dagli occhi. Se questa avidità fosse riconosciuta in chiunque fin dalla tenera età, non sarebbe una bella semplificazione per la politica?
condivido il finale, ci vuole uno sbocco, ma sul personaggio non mi inerpicherei in salvataggi improbabili, la questione che ci si deve porre, perché questa signorina è talmente protetta da restare sempre in piedi?
Evito di dire quale sia la mia idea, ma anche lei (come Renzi) fa rimpiangere Berlusconi e le sue ministre Carfagna & c.