Marco Tutino è al tempo stesso autore delle musiche e del libretto di questo adattamento del più famoso romanzo di Márai.
Spazio al teatro musicale contemporaneo all’Opera di Firenze con Le braci di Marco Tutino, lavoro ispirato all’omonimo romanzo dello scrittore ungherese Sándor Márai. In scena da giovedì 5 (repliche il 9, l’11 e il 15 novembre) l’opera, in un atto unico, è una coproduzione fra il Teatro del Maggio e il Festival della Valle d’Itria ed è in prima rappresentazione assoluta nella nuova versione.
Marco Tutino è al tempo stesso autore delle musiche e del libretto di questo adattamento del più famoso romanzo di Márai, che racconta l’incontro, intorno al 1940, di due amici ormai in età avanzata e da oltre un quarantennio lontani l’uno dall’altro. Conosciutisi da giovani all’Accademia militare di Vienna, ai tempi del glorioso impero austro-ungarico, Henrik e Konrad sono entrambi innamorati della stessa ragazza, Kristina, che alla fine si sposa con Henrik. Ma scoperta la relazione amorosa della donna con Konrad – il quale scompare dopo aver puntato il fucile contro l’amico durante una battuta di caccia – Henrik si separa dalla moglie e inizia a vivere come un eremita. Al momento dell’incontro fra i due uomini, Kristina è ormai morta da anni, ma il passato riemergerà in maniera prepotente, con l’evocazione di lei e della sua infedeltà verso il marito. Sentimenti contrastanti, anche intensi e violenti, covano sotto la cenere e conducono ad una profonda riflessione sull’amore e sull’amicizia, attraverso il dialogo fra i due protagonisti maschili.
Nella regia di Leo Muscato viene proposta una sorta di viaggio nel tempo, con una serie continua di flashback; per cui la scena offre una sintesi visiva in cui passato e presente – il primo sfarzoso e mondano, il secondo straziante e devastato – convivono e si alternano, contrapponendo l’energia vitalistica dei due giovani ufficiali con la stanchezza e la lentezza dei due vecchi ormai privi di aspirazioni e di speranze.
A dirigere gli orchestrali del Maggio vi è il torinese Francesco Cilluffo, mentre i cantanti che interpretano i vai ruoli sono Davide Giusti (Konrad giovane), Kristian Lindroos (Henrik giovane), Alfonso Antoniozzi (Konrad), Roberto Scandiuzzi (Henrik), Angela Nisi (Kristina) e Romina Tomasoni (Nini). Le scene sono di Tiziano Santi, i costumi di Sylvia Aymonino, le luci di Alessandro Verazzi. Partecipano anche tre danzatori di Fattoria Vittadini.
Per ulteriori informazioni e acquisto biglietti (dai 50 ai 10 euro), si veda www.operadifirenze.it

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