
“Tragico per destino, infido per necessità. Chi vorrebbe essere al posto di Serghei Lavrov?”
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, hanno avuto una conversazione telefonica sullo stato dei negoziati russo-ucraini, dopo che Mosca a proposto a Kiev un nuovo giro di colloqui da tenersi il 2 giugno a Istanbul. Rubio, riferisce una nota del ministero degli Esteri russo, ha sottolineato la determinazione di Trump nel voler porre fine al conflitto il più rapidamente possibile. Lavrov, da parte sua, ha informato Rubio dei preparativi per il memorandum che verrà sottoposto alla delegazione ucraina come base per un cessate il fuoco.
Il Belgio e la Turchia hanno espresso il loro interesse ad aderire alla coalizione internazionale per la produzione, l’acquisto e la fornitura di droni all’Ucraina, guidata dalla Lettonia e dal Regno Unito. Lo ha comunicato il ministro della Difesa lettone, Andris Spruds. Dalla sua istituzione nel febbraio del 2024, la coalizione internazionale ha trasmesso a Kiev droni per un valore complessivo di poco inferiore ai tre miliardi di euro che dovrebbero crescere fino a 4,5 miliardi entro la fine di quest’anno. Al momento, oltre a Lettonia e Regno unito, fanno parte del patto Australia, Repubblica ceca, Danimarca, Francia, Estonia, Italia, Nuova Zelanda, Canada, Lituania, Lussemburgo, Paesi bassi, Polonia, Ucraina, Germania, Svezia e Norvegia. “Dobbiamo spiegare agli Stati Uniti che ci sono molte ragioni per mantenere le truppe nella nostra regione. In primo luogo, queste truppe rappresentano una garanzia di pace. In secondo, trattenere le truppe nei nostri territori è conveniente perché forniamo loro sostegno e investiamo seriamente nelle infrastrutture. In terzo luogo, la posizione è tatticamente ideale”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, in un’intervista pubblicata ieri sul quotidiano spagnolo El Mundo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha discusso della possibile consegna di missili da crociera Taurus all’Ucraina da parte della Germania con il cancelliere tedesco Friedrich Merz durante un incontro privato nella Cancelleria. “Stiamo lavorando in questa direzione”, ha dichiarato Zelensky all’emittente tedesca Rtl. Tuttavia, non ha potuto fornire alcun dettaglio. Zelensky ha spiegato di aver promesso a Merz che lo avrebbe fatto, “e sto onorando la promessa”. Donald Trump ha spiegato di non aver adottato sanzioni verso la Russia perche’ sente di essere a un punto di svolta. “Penso di essere vicino a un accordo – ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti – non voglio rovinarlo facendo una cosa del genere. Lascia che vi dica una cosa: sono molto piu’ duro delle persone di cui state parlando, ma bisogna sapere quando usare quella durezza. Questa non e’ la mia guerra. E’ la guerra di Biden, la guerra di Zelensky e la guerra di Putin. Non e’ la guerra di Trump. Io sono qui solo per una cosa: vedere se riesco a porre fine a tutto questo, per salvare 5 mila vite a settimana e un sacco di soldi”. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha respinto le accuse russe secondo cui l’assistenza di Berlino alla produzione di armi a lunga gittata in Ucraina equivarrebbe a un’istigazione alla guerra. “È la Russia a condurre una guerra illegale e in violazione del diritto internazionale contro l’Ucraina”, ha dichiarato Wadephul da Washington. “Noi difendiamo il diritto internazionale sostenendo l’Ucraina. I dossier sull’Ucraina che arrivano sulla scrivania del presidente Usa, Donald Trump, sono spesso incompleti in quanto chi li redige vuole mantenere Washington in una posizione di conflitto nei confronti di Mosca. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in un’intervista televisiva. “Le informazioni gli vengono fornite dopo che alcune sono state filtrate”, ha aggiunto Lavrov, “sono informazioni preparate da coloro che vogliono spingere l’America verso azioni piu’ aggressive contro la Russia a sostegno del regime ucraino. Lavoreremo per porre rimedio a questa mancanza di informazioni”. “Il ministro della Difesa Boris Pistorius e il suo omologo ucraino Rustem Umerov hanno firmato a Berlino un accordo sul finanziamento delle armi a lungo raggio prodotte in Ucraina. E’ stato inoltre stipulato un contratto tra l’Ucraina e l’industria bellica tedesca”, si legge nel comunicato stampa. L’accordo si basa “sull’impegno della Germania a investire direttamente nella produzione di armi in Ucraina”. “Si prevede che un numero significativo di questi sistemi d’arma a lungo raggio sarà prodotto entro il 2025. Dobbiamo credere davvero a una soluzione di pace?
Giuseppe Basilico

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