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L’aumento della spesa pubblica e la falsa austerity degli stati

di Andrea Giuricin | 8 Giugno 2014

La spesa pubblica sul prodotto interno lordo ha registrato aumenti tra il 25,5 per cento della Grecia (dove la caduta del PIL è stata maggiore) e il 5,4 per cento in Italia.

C’è un mito che aleggia sopra l’Europa e in particolare in Italia: l’austerity. Ma austerity cosa significa? Austerity delle famiglie e delle imprese o austerity da parte dello Stato?

Gli ultimi dati dell’ufficio di statistica dell’Unione Europea, Eurostat, smentiscono chiaramente quello che tutti i governi vanno ripetendo da anni.

Gli Stati hanno aumentato la loro spesa pubblica, anche nei famosi PIGS (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna). Altro che austerity!

Questo aumento della spesa pubblica ha provocato uno squilibrio nei conti pubblici. Uno squilibrio che le famiglie e le imprese in qualche modo devono colmare per non fare fallire lo Stato sotto l’eccessivo deficit.

Il deficit si crea quando le spese sono superiori alle entrate, un po’ come quando le famiglie vedono i loro stipendi mensili essere inferiori alle loro spese familiari.

È chiaro se una famiglia guadagna 2000 euro e ne spende 2100 in un mese, andrà ad accumulare un deficit di 100 euro al mese, che in un anno fanno 1200 euro.

E gli Stati come si sono comportati tra il 2007 e il 2013, prima e dopo la crisi?

Tra il 2007, anno precedente all’inizio della crisi e il 2013, si è registrato un forte aumento della spesa pubblica sul prodotto interno lordo.

Chiaramente questo dato è “viziato” dal fatto che quasi tutti i Paesi presi in considerazione hanno avuto una forte contrazione del prodotto interno lordo.

È come se la stessa famiglia di prima, vede un membro licenziato e il reddito familiare viene ridotto del 10 per cento. Se la famiglia guadagna 1800 euro al mese, ma continua a spendere 2100 euro, è chiaro che il deficit aumenterà fino a 300 euro al mese (2100 euro di spese con solo 1800 euro di entrate).

Gli Stati si lamentano che la crisi è stata esterna all’Unione Europea e questo è in parte vero per la prima parte della crisi.

È indubbio che la caduta di Lehman Brothers e quella degli Stati Uniti sia stata una delle cause della caduta del prodotto interno lordo per il 2009, ma dal 2010 in poi, la crisi è stata solo europea.

Una crisi dettata proprio dal fatto dall’incapacità della “famiglia europea” di ridurre le spese pubbliche.

La spesa pubblica sul prodotto interno lordo ha infatti registrato aumenti tra il 25,5 per cento della Grecia (dove la caduta del PIL è stata maggiore) e il 5,4 per cento in Italia.

spesapubblicapil

Anche la Spagna e il Portogallo (la “S” e la “P” dei PIGS), hanno avuto un forte aumento della spesa pubblica sul PIL.

Ritornando all’esempio della famiglia, è chiaro che il deficit passa dal 5 per cento (100 euro di deficit su 2000 euro di stipendi) al 20 per cento (300 euro di deficit su 1800 euro di stipendi).

Una famiglia che cerca di gestire al meglio il proprio budget mensile, non aumenterebbe le proprie spese, ma cercherebbe ovviamente di ridurle almeno fino a 1800 euro, per non creare deficit.

Cosa hanno fatto invece gli Stati in questione?

Hanno tutti aumentato la spesa pubblica. Una gestione assurda che dimostra come l’austerity non sia una parola utilizzata dagli Stati in questione.

Anzi, hanno tutti aumentato la spesa pubblica e per spendere più soldi pubblici hanno chiesto ai cittadini di stringere la cinghia.

aumentospesapubblcia

 

In tutti i Paesi in questione si sono registrati aumenti in valore assoluto della spesa pubblica, tra l’11 per cento della Spagna e lo 0,6 per cento della Grecia.

Al posto di tagliare le spese, vista la caduta del PIL, gli Stati hanno aumentato le spese. Sono anche aumentate le spese per gli interessi, ma questo è dovuto alla sfiducia che hanno avuto i mercati verso le politiche allegre di spesa dei Governi Europei.

È chiaro che se una famiglia vede ridotte le proprie entrate e invece di tagliare le spese, le aumenta, chi gli presta i soldi ha meno fiducia e gli aumenterà il tasso d’interesse.

Ma è tutta colpa dei tassi d’interesse? Assolutamente no.

La spesa pubblica per la protezione sociale e sanitaria, ad esempio, è continuata a crescere. Tra il 2008 e il 2012 (ultimo dato disponibile) nella zona Euro si è avuto un aumento di 300 miliardi di euro. E tra Francia, Italia, Spagna e Grecia nello stesso periodo queste spese sono aumentate di 146 miliardi di euro.

Quale famiglia adotterebbe una politica del genere? Quale famiglia quando vede il proprio reddito diminuire, comincia a spendere ancora più soldi?

Il pubblico e questi Governi hanno attuato una politica di public spending, cercando inutilmente di uscire dalla crisi economica, e affondando ancora di più le economie europee sotto il peso di un deficit cumulato (che diventa poi debito).

La parola “austerity” è dunque un falso giornalistico che fa molto comodo alla politica. L’unica austerity è stata quella delle famiglie e delle imprese che hanno subito un incremento delle tasse per coprire una maggiore spesa pubblica.

Pubblicato in : Primo piano

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