
Cinquant’anni fa l’editoriale del nostro giornale “L’Eco di Milano e Provincia” titolava: “La cattiva coscienza dell’occidente” commentando la questione palestinese. L’attacco insensato scatenato da Hamas è fonte di orrore, di dolore e non fa bene alla causa palestinese.
Le centinaia di persone che hanno perso la vita in questo conflitto, e gli ostaggi detenuti dagli uomini di Hamas, costituiscono un gravissimo ostacolo alle possibili azioni di pace da ricercare. Per dirla con Papa Francesco, la guerra è una sconfitta per tutti.
Gli israeliani, da sempre riottosi, quando si tratta di affrontare la causa “araba”, in futuro saranno ancora più rigidi. Dal 14 maggio 1948, data di costituzione di Israele come stato, sono passati 75 anni; il tempo. per trovare una soluzione alla causa palestinese, non è mancato; è mancata la volontà da parte dei paesi occidentali di trovare una soluzione. È fin troppo chiaro che israeliani e palestinesi non troveranno mai un accordo, se non verrà imposto loro dalle grandi potenze e dall’Onu.
I paesi occidentali devono prendere coscienza del fatto che ricade su di loro la responsabilità di questa immane tragedia, che si trascinerà ancora a lungo, se Stati Uniti, Russia, Cina e Unione europea, non si mettono d’accordo fra di loro e impongono con autorevolezza una soluzione equa per ambe le parti in causa.
Yasser Arafat, quand’era a capo dell’Autorità palestinese, si adoperò con tutte le sue forze, affinché fosse consentita la fondazione di uno Stato chiamato Palestina, ma la sua scomparsa mise fine alla speranza.
La creazione dello Stato di Palestina, le garanzie che i paesi attualmente belligeranti si devono dare reciprocamente, sono i temi da risolvere, una volta che si arrivi all’auspicabile cessate il fuoco.
Roberto Fronzuti
(da “L’Eco di Milano e Provincia)

Lascia un commento