LETTERA APERTA AI CONSIGLERI COMUNALI
Carissimi,
alla ripresa del dibattito consiliare sulla riapertura dei Navigli la nostra Associazione si rivolge a voi chiedendovi di non commettete l’errore di confondere il grande progetto per la riapertura dei Navigli con la realizzazione di cinque piccole “tratte”, talmente insignificanti che tutti ormai chiamano “vasche”.
Vi preghiamo di non permettere che sia confuso l’obiettivo per la realizzazione di un canale navigabile (se non è navigabile non è un Naviglio), con la realizzazione di un “tubo” sotterraneo, fatto apposta e soltanto per portare acqua alle cosiddette “vasche”. Un intervento costoso e, nel quadro più generale della riapertura dei Navigli, assolutamente senza significato.
Vi chiediamo quindi di evitare che il progetto di riapertura dei Navigli, nato dieci anni fa in Facoltà di Architettura e poi sostenuto dal consenso dei 450.000 cittadini che votarono Sì al referendum del 2011, sia vanificato con interventi che risulterebbero solo parziali.
Il Consiglio Comunale, nel rispetto della continuità amministrativa, faccia valere gli atti già assunti e cioè: la riapertura dei Navigli inserita nel 2012 come opera strategica nel Piano di Governo del Territorio e la decisione assunta conseguentemente dalla Giunta di incaricare il Politecnico di Milano affinchè avviasse uno studio di fattibilità per la riapertura integrale degli otto chilometri da Cassina de’ Pomm alla Darsena.
Pertanto la nostra Associazione si augura che il Consiglio Comunale, con un dibattito approfondito, decida per la riapertura integrale dei navigli in Milano sulla base di un progetto complessivo che è ancora da definire.
Un’opera che si potrà certamente realizzare per lotti, anche in tempi diversi, ma coerenti l’uno rispetto all’altro, sulla base di un programma di lavori da definire subito a garanzia che l’opera sia conclusa integralmente entro una data certa.
In questo quadro non c’è alcun bisogno di realizzare il “tubo” molto costoso e che, se realizzato, verrebbe utilizzato dai detrattori come il “cavallo di Troia” per far fallire il progetto complessivo.
Invitiamo infine il Consiglio Comunale a non fermarsi a discutere delle piccole cose (molti aspetti di dettaglio a latere del progetto principale sono ancora tutti da definire), né delle cosiddette priorità, essendo quest’opera strategica, soprattutto sul lungo periodo, per una trasformazione ambientale e urbana con importanti ricadute economiche per tutta la città.
Cordiali saluti.
Roberto Biscardini

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