a cura di Roby Guerra
D- Zairo, recentemente sul prestigioso Foglio Letterario una “segnalazione importante…
R- Ebbene sì, una segnalazione di assoluto prestigio, che mi riempie di orgoglio e di soddisfazione. Un traguardo molto importante, raggiunto proprio nell’anno del decimo compleanno del “Dinanimismo”, a conferma del lavoro genuino ed onesto svolto in questo arco di tempo.
Ovviamente ringrazio il poeta e compositore Fabio Strinati che ha curato l’articolo, Gordiano Lupi, storico fondatore della rivista, nonché editore ed autore ( ndr. quest’anno anche protagonista al Premio Strega) e la poetessa ed amica Michela Zanarella che ha reso possibili questi contatti.
D- Zairo, compleanno numero dieci per il dinanismismo… uno zoom di questi anni, i memi essenziali?
R- Caro Roberto, tu conosci bene tutta la storia… insomma, lo possiamo dire, il Dinanimismo è stata una mia idea ma una tua scoperta.
Ricordo ancora il giorno che ci siamo sentiti per la mia prima intervista…
Avevo da poco pubblicato “D’amore, di sogni e di altre follie” con Este Edition di Riccardo Roversi ed il libro era stato segnalato nella classifica vendite della libreria Feltrinelli di Ferrara.
Tu mi contattasti per un’intervista da pubblicare sul tuo “Asino Rosso”.
Alla domanda “Che cos’è per te la poesia?”, io risposi: “La poesia deve essere dinamite per l’Uomo, tutto quello che smuove e crea dinamismo dell’Anima è poesia. La poesia è Dinanimismo”.
Era il 2009 e così nasceva il Dinanimismo!
Di lì a poco arrivarono le prime ufficializzazioni da parte della critica, con diverse segnalazioni su riviste e siti, anche molto prestigiosi e di respiro sia Nazionale che Internazionale.
Numerosi Autori ed Artisti iniziarono a contattarmi per sostenere il movimento e pubblicare le proprie opere sul nostro blog ufficiale ( ndr. oltre 60 Autori ed Artisti, sia Nazionali che Internazionali ).
Poi… due numeri speciali del “Mulo Dinanimista”, rivista creata insieme alla giornalista Roberta Murroni ed addirittura stampata in tiratura limitata dall’immenso Girolamo Melis, Uomo di rara sensibilità e cultura che odiava sia l’appellativo di scrittore che quello di giornalista.
Insomma, una fantastica avventura, ancora viva e che sono sicuro continuerà.
D- Zairo, il dinanimismo come umanismo moderno doc del fare poesia contemporaneo?
R- Se per Umanesimo intendi mettere l’Uomo ed i suoi bisogni introspettivi al centro del progetto, allora assolutamente sì. Più che moderno, però, io utilizzerei soltanto l’aggettivo “contemporaneo” o, meglio ancora, “dell’era digitale”.
Oggi occorre necessariamente fare i conti con il web ed i social, con in ritmi di vita frenetici e, per dirla alla Bauman, con una società liquida, in cui tutto velocemente si crea e tutto velocemente si dissolve. Ovviamente, in una situazione del genere, la cosa peggiore che ci può capitare è quella di darla vinta alla superficialità, il vero male dei nostri giorni.
Ecco che, in quest’ottica, il ruolo della Poesia, dell’Arte e, consentimi il termine, di qualsiasi movimento culturale dell’era digitale, deve essere quello di tirare il freno a mano e costringere l’Uomo a riflettere. A guardarsi dentro. A prendere consapevolezza dei i propri reali bisogni.
Questo è per me “dinanimismo”. Questo deve essere il fine ultimo della Poesia e di Chi fa Poesia.
Insomma, come spesso dico e richiamando Hillman, occorre fare Poesia per continuare a fare Anima.
D- Zairo, la tua bibliografia minima e uno zoom critico oltre al Foglio Letterario, ad esempio sei segnalato da anni nel – Blog Poesia di Rai News curato da Luigia Sorrentino...
Dai Roberto, perché vogliamo annoiare i tuoi lettori con la mia biografia!?
Insomma, diciamo solo che sono un Medico Radiologo che ancora si diletta a cercare il bello nel Mondo e per questo motivo ama la Poesia. Invece, voglio soffermarmi un pochino di più sulle segnalazioni ricevute dal “movimento” in questi anni e che naturalmente mi inorgogliscono.
Infatti, oltre a quelle da te menzionate e comunque non riuscendo a citarle tutte, credo che valga la pena ricordare anche le segnalazioni comparse su “Isola nera”, rivista curata dalla poetessa e scrittrice Giovanna Mulas (ndr. già candidata al Nobel per la Letteratura); quella pubblicata su “Style voglia d’Italia” (ndr. inserto del quotidiano nazionale “Il giornale”), mensile curato da Girolamo Melis ( tra l’altro venuto a mancare da poco e che ricordo sempre con profondo affetto) e quella inserita sul blog ufficiale del Poeta Beppe Costa (ndr. una tra le voci poetiche contemporanee più importanti sia a livello Nazionale che Internazionale).
Comunque, ora che siamo giunti alla fine di questa intervista, permettimi di rivolgere un pensiero a tutti gli Artisti che hanno collaborato con il “movimento” ed a tutti i Lettori del blog. Vorrei elencarli uno ad uno ma sono davvero tanti. A Loro va il mio grazie più sincero per la fiducia, per l’Amicizia e per avermi accompagnato in questi 10 anni. A Loro vanno tutti i meriti. Loro sono il traguardo più grande raggiunto dal “Dinanimismo”.
[… estratto dal primo manifesto del movimento dinanimista].
[…]Sempre più gente si allontana o evita di avvicinarsi a questa forma “Innata d’Arte” e sempre più “Dotti” cercano di spacciare la Poesia come qualcosa di non accessibile a tutti. Signori miei, “mercanti di classismo”, secondo me siete sulla strada sbagliata! La Poesia è Anima, è la voce dell’Anima. È istinto, è voglia di vivere, è uno dei pochi mezzi (insieme alla Musica e alle Arti visive e figurative) che permette di dialogare in silenzio con noi stessi. […]Poesia intesa come: “DinAnima”. Poesia innata e istintiva terapia del “normale”, sublime voce di Tutte le Anime, nemica del male del ventunesimo secolo; nemica della superficialità…
Zairo Ferrante, nato in provincia di Salerno nel 1983, è Medico Radiologo a Ferrara dove ha conseguito laurea e specializzazione. In ambito poetico e letterario nel 2009 ha fondato il “DinAnimismo”, un movimento poetico/artistico già riconosciuto come neo-avanguardia da una parte della critica letteraria. Ha pubblicato tre libri di prosa e Poesia: “D’amore, di sogni e di altre follie” (este edition 2009), “I bisbigli di un’anima muta” (CSA editrice 2011) e “Come polvere di cassetti” (David and Matthaus 2015).È possibile leggere suoi scritti su molteplici riviste e periodici culturali on-line e cartacei. Alcune sue poesie sono state inserite in antologie collettive ed anche tradotte in Inglese, Spagnolo e Francese. Ha ottenuto diversi riconoscimenti e premi sia in Italia che all’Estero.
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