
Cade un altro cavallo di battaglia del governo. I migranti. Le promesse di fermare gli sbarchi cadono, sepolte dalla lunga fila di barchini che approdano senza sosta a Lampedusa. Soccorsi e sbarchi autonomi di migranti proseguono dopo i numeri record di ieri. Il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, chiede l’intervento del governo dopo l’ondata di sbarchi di migranti sull’isola. “Nelle ultime 48 ore a Lampedusa sono arrivate circa 7 mila persone. Stanotte fortunatamente sono arrivati solo due piccoli barchini con numeri gestibili, poco meno di 100 migranti, e nel corso della giornata partiranno all’incirca 2500 persone”, dice Mannino all’Adnkronos. “La priorità e l’urgenza adesso sono trasferire immediatamente queste persone e dare aiuto e soccorso a chi arriva, ma Lampedusa è arrivata a un punto di non ritorno”, aggiunge.
La situazione a Lampedusa è “tragica, drammatica, apocalittica. A Lampedusa non si smaltisce nemmeno la spazzatura, l’acqua per l’isola arriva dalla terraferma. La Croce Rossa ha scorte, ma se arrivano in 3.400 al giorno, tra di loro litigano anche per l’acqua. Siamo tutti in allerta e anche il vescovo è costernato”, dice il parroco dell’isola, don Carmelo Rizzo in una intervista al portale Stranierinitalia.it.
“La questione dei ricollocamenti è secondaria, sono state ricollocate pochissime persone in questi mesi, è una coperta di Linus, la questione non è come scarichiamo il problema, è fermare gli arrivi in Italia, non vedo ancora risposte concrete”, afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Cinque minuti, in onda su Rai1 nel salotto di Vespa, a proposito della richieste Germania che ieri ha annunciato lo stop all’accoglienza dei migranti dall’Italia. I migranti saranno accolti di nuovo – ha precisato oggi un portavoce del ministero dell’Interno – se si torna al regolamento di Dublino. Oggi Meloni si trova a Budapest, dal suo alleato Viktor Orbán, il presidente ungherese amico di Vladimir Putin e della Cina, e avversario della commissaria Ue Ursula von der Leyen.
Una quantità tale di sbarchi che spingono il Ministro Salvini, che come titolare delle infrastrutture ha la delega sui porti, a uscirsene con una delle sue con lo scopo di alzare il polverone. “E’ un atto di guerra”. ha dichiarato il vicepremier. “Seimila persone in 24 ore non arrivano per caso. Sono convinto ci sia una regia dietro a questo esodo” ha aggiunto Salvini. Parole con cui mette a nudo solo la sua superficialità. Insorgono le opposizioni: “A Salvini ricordo che un atto di guerra è quello di Putin, di cui lui colleziona t-shirt, contro l’Ucraina – scrive Alessandro Zan, deputato del Partito democratico – Quello che sta accadendo a Lampedusa è il totale fallimento di questo governo – l’ennesimo – sulle politiche migratorie. Non scarichi responsabilità che sono solo loro”.
“Non ho attribuito, come invece ha fatto il centrodestra quando era all’opposizione, la responsabilità degli sbarchi al governo. Ma sentire un vicepremier usare la parola ‘atto di guerra’ così, senza pensare, come fosse un passante al bar, è inaccettabile. Salvini ci sta coprendo di ridicolo. Meloni intervenga”, chiede il leader di Azione, Carlo Calenda.
Per il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra, “con Salvini che evoca un atto di guerra siamo alla farsa. Una farsa peraltro di cattivo gusto di fronte alle immagini scandalose che arrivano da Lampedusa”.
Ginevra Matiz
(da “Avanti Online”)

Lascia un commento