
Ormai alle minacce scomposte e continue di Donald Trump non crede più nessuno. Non ci credono nemmeno gli iraniani che pur colpiti da tensioni e operazioni militari indirette conoscono bene la distanza tra retorica e azione. La memoria corre inevitabilmente agli errori del passato, come la guerra in Iraq giustificata dalla presunta presenza di armi di distruzione di massa mai trovate. Anche oggi il rischio è quello di interpretazioni sbagliate e di escalation basate su percezioni più che su fatti verificati. Questa volta però la situazione appare ancora più intricata, con ripercussioni globali che coinvolgono anche l’Europa. Come nella trasmissione di Enzo Arbore “Indietro tutta”, la domanda sembra essere sempre la stessa: “cosa sta pensando quiz?”. In questo gigantesco pensatoio dove tutti paiono incartati emerge un paradosso: in Iran diventa difficile individuare interlocutori affidabili per una trattativa, complice anche la crescente radicalizzazione interna e le tensioni con Israele. E senza interlocutori credibili un Paese vasto e strategico come l’Iran diventa ancora più imprevedibile. Il rischio è quello di replicare scenari già visti, come il caos libico seguito alla caduta di Gheddafi, le cui conseguenze pesano ancora oggi soprattutto sull’Europa, tra instabilità e flussi migratori. Ora il gigante americano sembra in difficoltà nel trovare una via d’uscita da questo impasse. Le dichiarazioni di Trump, sempre più frequenti e contraddittorie, rischiano di perdere efficacia come nella favola “al lupo, al lupo”. L’Iran osserva, misura e rilancia. Il risultato è una pericolosa partita di equilibrio nello stretto di Hormuz, snodo vitale per il traffico energetico mondiale, dove basta un errore di calcolo per provocare conseguenze economiche e militari su scala globale. Insomma, come in una drammatica partita a scopa, il Presidente americano sembra essersi incartato. E con lui anche noi europei, spettatori coinvolti, un po’ come Mario Marengo con fiocco e grembiule a quadretti bianco e celeste, intenti a chiederci ancora una volta quale sarà la prossima mossa.
Angelo Santoro

Lascia un commento