Da almeno qualche decennio, Milano è detta la capitale “morale” dell’Italia Repubblicana. Dopo la “Milano da bere” craxiana degli anni Ottanta e la “Roma ladrona” di Bossi degli anni Novanta, la storia giornalistica delle due star metropolitane ha proceduto in parallelo, e così fino all’evento mondiale dell’Expo e l’avvento di “Mafia capitale”. In fondo, la città della Madunina è stata in origine la città dei Santi Ambrogio e Agostino e quindi da sempre è sovrastata da un’aura e opera in odore di santità. Così che, anche l’ultimo conclave di centrodestra – per la scelta del candidato sindaco – è durato un tempo quasi eterno. Fino all’elezione provvidenziale di Bernardo, il nuovo Santo del centrodestra a trazione leghista. Sciolto il rito dell’ampolla, seguita la via della nazione, anche il Santo Bernardo ha dovuto tuttavia sottoporsi al giudizio morale dell’intera Nazione e prestare giuramento alla Repubblica: premesso che – come dice l’autore della celebre abbazia di Il nome della rosa, “il fascismo è eterno” – io Bernardo dichiaro di essere un antifascista. E questo è tutto ciò che basta. E ora? Tutti a San Siro per la corsa dei cavalli e che vinca il migliore!
Angelo Giubileo

Ormai Tutti si prendono sul serio per essere presi sul serio. (Utilizzo un noto pensiero di Roger Peyrefitte). Cerchiamo d’imparare da noi di mandarli sul serio sul fiume confuciano e restiamo in attesa del loro ca_davvero!