
Mettiamola così: la fine della Seconda Repubblica, per quanto ci e’ dato di vedere fin qui, pare più una legittimazione dei metodi e dei rituali della Prima Repubblica, mai di fatto archiviata e tantomeno superata, piuttosto che un’auspicabile apertura all’avvento della Terza Repubblica, che appare lontana e soprattutto assente dalle aspettative di tutte le parti in causa in questa ennesima tragicommedia all’italiana.
E’ del tutto evidente che, al di la’ di formule fantasiose giostrate sugli aggettivi più abusati – “tecnico” su tutti – si e’ instaurato in questa fase un governo del Presidente, retto da Napolitano, con la complicità di tutte le forze politiche che, nel momento in cui dovrebbero sentirsi chiamate, se non altro moralmente, ad un redde rationem delle loro scelleratezze, trovano invece una sponda perfetta per perpetuare se stesse ancora una volta.
Il risultato fallimentare di questi anni di presunto e fasullo bipolarismo all’italiana risiede infatti nel trionfo dei bizantinismi vecchio stile che in questi ultimi giorni hanno guidato le azioni e le dichiarazioni di tutti i principali protagonisti della scena politica.
Il calcolo scoperto della Lega che, liberandosi di colpo sia della ormai scomodissima alleanza con Berlusconi sia del ruolo di forza di governo, tenta di riciclarsi agli occhi dei propri elettori come sola forza di lotta, portandosi all’opposizione ed escludendosi volontariamente da qualunque decisione verra’ presa dal prossimo governo, rappresenta un atto di autentica vigliaccheria politica, laddove si tenta di rifarsi una verginità virtuale abdicando vergognosamente alle proprie responsabilità.
Il centrismo – contraddizione in termini di un sistema che ha voluto battezzarsi bipolare, ma solo a parole – si afferma ed avalla la propria doppiezza con la politica dei due forni di Casini, diretta eredita’ democristiana delle convergenze parallele, negazione di ogni chiara presa di posizione che il bipolarismo imporrebbe e che invece si aggira platealmente faccendone motivo di successo politico e personale.
La presunta opposizione si sfalda, tanto per cambiare, confermando ancora una volta la propria intrinseca debolezza, aggravata dalla caduta del collante dell’antiberlusconismo che l’ha fin qui tenuta insieme, ed oscilla pericolosamente fra la demagogia populista di Di Pietro e la navigazione a vista di Bersani, che potrebbe vincere in caso di elezioni ma uscire sconfitto da un elettorato che, sondaggi alla mano, non si fida di lui.
La defunta maggioranza si scanna e si dedica alla scissione dell’atomo, sfornando a ritmo impressionante una pluralità di posizioni egoistiche e dettate da miserrimi interessi personali che sono come forze centrifughe non più tenute insieme dalla personalità dominantedelleader.
Dunque, siamo di colpo tornati laddove ci eravamo illusi di poter ripartire: alla fine della Prima Repubblica che, invece di segnare un deciso e marcato cambio di rotta, procrastino’
se stessa con un semplice cambio di nome – nel sistema, nei partiti – condannandoci a vent’anni di lotte tribali che ci hanno dissanguati e portati ad un passo dalla bancarotta.
Ed i segnali che precedono il prossimo governo – al momento in cui scriviamo non ancora nato – non ci fanno sperare in nulla di buono. Perché non vediamo fin qui i presupposti che potrebbero legittimarlo e farne un netto passaggio di discontinuità con il passato.
Ci aspetteremmo un governo al di fuori ed al di sopra delle forze politiche, con una scadenza chiaramente fissata, non solo negli obbiettivi ma anche nelle date; l’aver escluso in nome dell’emergenza la consultazione elettorale, dovrebbe infatti quantomeno imporre regole chiare ed inderogabili per rispetto dei cittadini, ancora una volta spettatori passivi di quanto sta accadendo sopra le loro teste e che pure condizionerà pesantemente le loro vite nei prossimi anni.
Ci aspetteremmo chiarezza e trasparenza assolute: tappe ben scandite fin da ora, primadelritorno alle urne.
Invece. Invece ci pare di cogliere una ammuina che non fa ben sperare.
Già ieri abbiamo sentito dire da più parti, ad esempio, a mo’ di mani messe avanti per tempo, che una nuova legge elettorale non e’ in questo momento una priorità per il prossimo governo, chiamato a rispondere degli impegni presi con la Bce e dunque in ben altre faccende affaccendato, appena si sara’ insediato.
Ecco, questo ci e’ sembrato un segnale di pericolo, quasi una campana a morto – per noi, sia ben chiaro, perché invece per la vecchia politica maneggiona e’ un chiaro segnale divittoria.
Non vorremmo trovarci fra qualche tempo a fare i conti con le seguenti opzioni: un governo pro tempore che, come da miglior tradizione italica, giocando sull’ambiguità da cui e’ nato, procrastinasse se stesso ad oltranza, seppellendo definitivamente la legittimità della sovranità popolare esercitata con il voto.
Oppure: un governo pro tempore che si appresta a costruirsi una base politica di consenso, per poi presentarsi ad elezioni con una legge non riformata oppure adattata alle proprie esigenze.
Infine: una restaurazione partitocratica, legittimata e permessa dalla pausa determinata da un esecutivo del Presidente, dove tutti avranno il tempo di rifarsi una facciata per poi ripresentarsi sulla ribalta elettorale mondati dei propri peccati originali e con le mani pulite rispetto alle scelte forzatamente dolorose che il prossimo governo dovrà compiere.
Non siamo pessimisti, una volta di più abbiamo scelto di essere realisti, e se la medicina in questo momento ci pare amara, temiamo che sia solo un palliativo rispetto all’evolversidelquadro clinico che si prospetta in futuro. Ne riparleremo, anche troppo temiamo, nei giorni e nei mesi a venire.

Cattaneo è perfetto, se finalmente Renzi ce lo dichiara!
Quanto a tuh, oh soh che sei una Giuggiola!
Il federalismo io lo intendo allaCataneo, non certo come retaggio medievale di un mondo frantumato alla Bossi. E non abbiamo bisogno di nessuno che ci svegli, da queste parti; da che mondo e’ mondo, noi toscani siamo sempre stati un passo avanti a tutti.
Cara Chiara,
Per favore non correggermi anche tu, non vuole essere Toscano ma
Tosco-Sardo-Corsicano!
Come si dice tra noi, monta qua che ti porto a Venezia: Supera le tue remore sul federalismo e falle superare a Renzi, prometta agli Italiani che se sarà eletto restituirà la Corsica all’Italia iniziando a restituirla all’Italiano.
Sarà una lega tra federazioni autonome, che ci ridarà anche Istria, Dalmazia, Kossovo, Albania, Grecia, Turchia in una nuova Europa Federalista!
Non sbaglio mai a interpretare la Storia.
Caro Paolo,
Un dubito che tu preferiresti u Schicchi, ma un sto miha accontentarti a tu!
Vorrei che Chiara spiegasse ai lettori perché in Italia la laicità non funziona! Cosa c’é che ci rende differenti dagli altri europei? Mi pare che il primo passo del Premier Monti, a spasso con Ratzinger, si commenti da solo!
Trevigiano, fai parecchia confusione lirica! Tosca con Toscana non c’entra niente (tranne per Puccini toscano), visto che la pucciniana Tosca é ambientata a Roma e che Tosca é solo il nome, Floria Tosca! Semmai cantate ai toscani il Gianni Schicchi che si svolge a Firenze, mi sembra piu’ consono.
Malissimo non direi visti i precedenti Governi, ti ricordo il primo avanzo primario, senza mettere le mani nelle tasche degli Italiani da Secoli, un’opposizione tipo Repubblica che ha fatto perdere una manovra alla settimana per puro odio a Berlusconi e nient’altro, che la Lega è il solo partito che non ha viso cambi di casacca, per l’acqua alla gola, voi la vedete quando vogliono i giornali, io ci combatto da sempre per amor vostro, come tutti i Bodhysatva, ho già raggiunto la mia meta.
Quanto agli slogan, dateceli voi che siete Toscani, perché credi che noi Leghisti cantiamo La Tosca: Per svegliarvi amici.
Trevigiano, prima della secessione direi che ci sono molte altre forme intermedie, e francamente più costruttive, di azione. Ammetterai che qui non ci siamo allineati al coro cortigiano di elogi a Momti, anzi, abbiamo evidenziato tutti i limiti diquesta operazione, avremmo più che mai bisogno di politici di valore e di buona politica, non di fole padane buone solo a rifarsi una verginità dopo aver governato – malissimo – insieme a Berlusconi.
Caro Puccio,
Noto solo che da quando è iniziata l’ascesa di Monti, Corriere della Sera e Repubblica, con molti altri Giornali, hanno immediatamente smesso di pubblicare ogni intervento dei lettori sull’argomento, altro che primarie qui siamo al Fascismo imposto dagli ex comunisti, di che far preferire la secessione alla cura.
Intanto il trevigiano è libero di bere quante ampolle crede , ma troppe possono dare alla testa. E c’è il rischio di bersi anche il Trota. Che, possiamo garantire ,in Maremma non potrebbe sopravvivere.
Non ti curare ,Chiara ,di certe stupide esaltazioni…la vera preoccupazione deve riguardare la perdita di dignità politica ,sopraffatta dall’ egocentrismo di una Casta che si è creata un abitat favorevole all’autoconservazione. Se il cittadino non “apre gli occhi” sul problema ,che è il vero,principale nostro problema, inutile far finta di vedere “compravendita” di parlamentari . Dopotutto ,”Roma ladrona” è diventata il pascolo abituale per le transumanze padane ; mentre anche il “nobil uomo” Gianfranco Fini ,che depreca le tante escort del bunga-bunga ,ama convivere con escort di lusso ereditata da patron di società di calcio …come vedi tutto è relativo !
Caro Marzio, se si portano in parlamento individui pronti a vendersi poi non ci si può rammaricare se lo fanno davvero…
INTANTO, SIATENE CERTI, SOTTO GLI OCCHI DI BERLUSCONI CHE, NONOSTANTE TUTTO, E’ UN INGENUO, E’ GIA’ COMINCIATA LA CAMPAGNA ACQUISTI DEI SUOI SENATORI.
Trevigiano, io non confondo proprio nulla e non sono attaccata a nient’altro che ad una analisi oggettiva dei fatti. Ammetterai che, purtroppo, fin qui ho avuto ragione, perché ciò che ho scritto nel tempo si e’ poi verificato.
Cara Chiara,
Peccato che anche tu mi sembri attaccata alla tua carega mentale e al solito, confondi la Lega con la Maremma.
La lega vincerà le lontanissime prossime Elezioni, con la maggioranza assoluta nel Nord, fino a Roma.
La Lega, se i poteri forti, impediranno le Elezioni al Popolo Padano, impugnerà le armi.
La Lega non ce l’ha solo duro, ne ha anche pieni i C!!!!!!!!
Condivisibile in ogni sua parte il tuo pezzo Chiara, brava come sempre.
Per Emilio posso dire che non sempre le scelte degli elettori sono sagge, non sempre chi vince oggi, 2011, con i mezzi di comunicazione e le qualità carismatiche ha poi le reali capacità di governare, sebbene legittimato dal voto!
Forse una persona competente, che pero’ non riuscirebbe a vincere, vale di piu’ di uno che vince e che é poi incompetente….
Caro amico, anche per noi che scriviamo su questo sito l’amarezza e’ tanta, perché dire oggi che avevamo ragione non ci consola affatto, anzi, ci fa rabbia. Abbiamo scritto per anni, inascoltati, ciò che oggi d’improvviso scrivono tutti – eravamo allora in tempo per cambiare rotta, adesso siamo con l’acqua alla gola e si fanno ancora non-scelte che pagheremo in eterno.
E’ sempre illuminante leggerti, non ti nascondo la mia amarezza e il mio dispiacere, poiché sono stato un sostenitore del purtroppo passato governo, il quale non è scevro da errori e da debolezze, ma era almeno un governo scelto tramite consultazione elettorale. Ho vissuto per tanti anni all’estero, e mi sono sempre difeso dagli scherni dei francesi e dei monegaschi, che non facevano nulla per nascondere i loro sentimenti negativi nei nostri confronti. Mi devo ricredere avevano, purtroppo, ragione, siamo un popolo ignorante e incivile, e non sai quanto possa farmi soffrire dover prendere coscienza di questa cosa.
Un abbraccio da entrambi.
Emilio