Quello che avevamo temuto, si sta realizzando. E nel peggiore dei modi. Pensalibero aveva denunciato, mesi fa, che le forze di ispirazione laica, liberale e socialista si stavano ancor più disgregando in vista dell’appuntamento elettorale. Ognuno per conto suo, in ordine sparso, alla ricerca di qualche ciambella di salvataggio affidata al buon cuore dei padroni del gioco, del centro-sinistra e del centro-destra.
Tutto ciò sta avvenendo, in maniera esasperata.
Nel campo del centro-sinistra, SDI e Radicali di Pannella hanno fallito la missione di aggregare altri soggetti nella Rosa nel Pugno. Probabilmente nemmeno se lo erano riproposto. Tanto è vero che si sono persi per strada perfino il volubile Bobo Craxi, rimasto completamente spiazzato prima dalla indisponibilità della Rosa ad accedere alle sue richieste (seggi) e poi, ancora di più, dal Tribunale di Roma che ha restituito a De Michelis la titolarità del simbolo del Nuovo PSI.
In ordine sparso anche il PSDI che ha preferito un accordo politico diretto con Fassino e con Prodi, i repubblicani europei a frammenti dell’ex partito liberale.
Nel campo del centro-destra, il nuovo PSI si è accordato con la DC di Rotondi; lo stesso ha fatto il partito liberale di Stefano De Luca. I Radicali dissenzienti di Della Vedova e Taradash ( Riformatori e Liberali) hanno rinunciato all’ambizione di aggregare nel centro destra una forte presenza laica e stanno aspettando di chiudere con Berlusconi un accordo che assicuri loro qualche seggio in Forza Italia. Su questa falsariga anche il PRI e frange di socialdemocratici.
I giochi sembrano fatti: è andata così, purtroppo. Con la sconfitta di quanti auspicavano quanto meno un processo di razionalizzazione, cioè un unico soggetto laico, liberale e socialista nel centro-sinistra e uno nel centro-destra.
Ma non molliamo. Dopo le elezioni riprenderemo il discorso della creazione di una unica forza laica, liberale e socialista che raccolga tutti, ma proprio tutti, in un solo soggetto politico.
Laici e socialisti in ordine sparso, ma non molliamo
Pensalibero aveva denunciato, mesi fa, che le forze di ispirazione laica, liberale e socialista si stavano ancor più disgregando in vista dell’appuntamento elettorale. Dopo le elezioni riprenderemo il discorso della creazione di una unica forza laica, liberale e socialista che raccolga tutti, ma proprio tutti, in un solo soggetto politico.

L’unità Socialista non si inventa a tavolino la si realizza nei comportamenti politici quotidiani. L’accordo del PSDI con i D.S. nasce dall’esigenza di chiarire che l’unità socialista non ha alcun senso se la si immagina senza o contro i D.S. e, comunque,dato che il P.S.D.I. nei due anni passati ha subito l’ostracisco dello SDI che ha impedito in ogni modo l’approdo naturale dello PSDI nel centro sinistra ci si deve chiedere se vi è consapevolezza dei problemi che creano tanti liderismi.
A rai ed a mediaset ………il voto attualmente mi sembra più un’operazione “contra” che “ pro “(come dovrebbe essere) .Se sapessi da subito a chi dare il voto,ve lo direi ,tanto siamo già in piena campagna (elettorale); certo ,non sono disponibile a sostenere ,neppure indirettamente elementi come Prodi,D’Alema,Boselli , Bertinotti, o Di Pietro, ( il buon Mastella ,vorrò vedere come si presenta ),Grillini o Luxuria….per questo spero sempre in un nuovo modello politico ,rispetto all’attuale ; e desiderarlo,mette chiunque in prima fila per riuscire ad ottenerlo ,mi pare !
Al massese ,deve esser chiarito che l’accostamento dei principi liberali non è certo con i valori marxisti-leninisti ;mi sembra che la vecchiaia vada ben oltre l’ambito della storia moderna.Di passaggi ne ha persi diversi. Ma fosse solo questo il problema di oggi….
Mi devo essere perso qualche passaggio: io continuo a pensare che socialisti e liberali appartengono a due famiglie divetrse, ancorché, se si vuole, nobili, per storia, ideologia, prassi politica, valori. Boh… dev’essere la vecchiaia…
las soluzione a l’ordien sparso è il Lobbiing, cioè muovbersi dal bvasso e raccattre firme e adesioni alla lista laica nella CdL kew tra l’altro il berlsuca vorebbe per certi versi vedasi articolo del 26 geannio su il giornale!
Emanuele Tarditi
http://www.italialaica.splinder.com
Rispondo a rai. Lui lo sa a chi va a finire e a che serve alla fin fine il suo voto?
Ammiro la tenacia, ma sono dubitosa…..auguri!!!
Carola F.
non siete i soli ad aver anticipato i rischi e le tragiche conclusioni sul fallimento di una politica unitaria dei laici e/o degli ex partiti che hanno realizzato il pentapartito di cui ai governi craxi, spadolini, andreotti, e c. Il fallimento sta tutto nella legge maggioritaria dove ancora qualcuno, che non è ancora morto ..di sete (sich) continua irresponsabilmente a sostenere e che ha visto nel referedum sulla fecondazione assistita il vero volto e il fallimento di una politica laica e dove pensavamo in molti, movimenti come F.I. che dovrebbero incarnare quale espressione di laicità e di ispirazione riformista. Speriamo fiduciosi che veramente le schegge di ciò che resta dei vecchi storici partiti riesca a costruire un ponte tra vecchio e nuovo un ponte laico, riformista e socialista .
dopo le elezioni, dici? ma per chi voti ora?
L’appello e l’intenzione per “non mollare “ rappresenta quanto –nello stretto ,cioè con i tempi ridotti che abbiamo,rispetto alla bisogna – è possibile fare attualmente ,in queste condizioni . E’ bene averlo esplicitato in questa tribuna ,togliendo di mezzo ogni iniziativa inopportuna ,quanto ai risultati pretesi . Ma non è assolutamente opportuno fermarsi ,abbassando i toni della polemica politica ,ed i giudizi . Anzi . Proprio in questa situazione è necessario mantenere vivo il giudizio ,lo schieramento e l’attività di elaborazione delle idee ,per enucleare da subito una posizione politica per il momento incapace di raggiungere prebende,poltrone e vantaggi , ma atta a preparare il nuovo che da molte parti è richiesto ,e che oggi è mancato. Per poter trovare ,nel raggruppamento sotto la bandiera del libero pensiero ( definizione da intendersi in senso letterale ,non storico-politico),ed attraverso l’esercizio dello stesso , unità di intenti ,spazio per una nuova dirigenza politica , forza di controllo e stimolo su gli attuali partecipanti gli opposti schieramenti , i quali per ora non ispirano particolare fiducia (almeno personalmente !)
Non sento più l’avv Alvigini.
Mi dispiace. In questo caso perseverare non era diabilico!
I socialisti autonomisti veneti ribadiscono il loro sostegno incondizionato al progetto di cui sopra, impegnandosi sin da subito affinchè si creino i presupposti per la costituzione, entro due anni, di un grande circolo laico – socialista trasversale agli schieramenti, che sappia essere una risposta credibile ed efficace ai molteplici problemi del Paese.
Si veda, a tal proposito, il numero di “Contre le vent” della scorsa settimana:
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STORIA MAGISTRA VITAE
(…)
La tribuna di Pensalibero raccoglie i commenti di centinaia di lettori, uomini, donne, giovani o vecchi, che da ogni parte d’Italia invocano una convergenza degli ideali politicamente affini.
Noi ci stiamo.
Festeggeremo il Primo Maggio con un’altra grande cena dei socialisti veneti, dopo le elezioni, in nome di un’unità libera e indipendente.
Più tardi penseremo a una riunione nazionale, aperta ai laici e ai socialisti di tutte le tendenze: lungi dal voler creare nuovi partiti, proporremo la costituzione di un circolo culturale politicamente trasversale, in grado di riunire i socialisti italiani che ci staranno a prescindere dalle rispettive collocazioni politiche.
Negli anni ’30 dell’Ottocento, quando Robert Owen permise l’autogoverno di New Harmony, quest’ultima finì per frammentarsi in diversi tronconi autonomi in mano ai rispettivi capetti, tra cui Victor MacClure, che fondò la Macluria: fu la prima scissione in casa socialista. Storia magistra vitae.
Giulio Laroni