In tempi normali quando un governo sbaglia le conseguenze sono uno spreco di soldi e di tempo. Ma con la pandemia il costo degli errori si misura con il numero dei morti. In tutti i Paesi ci saranno inchieste ufficiali su come e’ stata affrontata la pandemia per dare una risposta a chi ha perso i propi cari, ma, soprattutto per evitare in futuro errori ed omissioni. Anche in Italia probabilmente ci sara’ un’inchiesta parlamentare dopo quelle giudiziarie, che hanno la precedenza (ed il loro iter si conclude di solito in Cassazione dopo circa 10 anni). A quell’epoca il Covid sara’ un triste lontano ricordo e l’inchiesta interessera’ una piccola minoranza. E’ quindi importante stabilire adesso alcune semplici ed incontrovertibili verita’.
La pandemia non e’ una catastrofe naturale come un terremoto, imprevedibile, inarrestabile ed immediato; qualsiasi virus puo’ essere circoscritto ed eradicato. Esiste un trattato internazionale, International Health Regulation (IHR) per combattere la diffusione globale di malattie e virus e gli Stati che vi aderiscono, tra cui l’Italia, hanno l’obbligo di inviare ogni anno all’Organizzazione Mondiale della Sanita’ un’autocertificazione sullo stato di preparazione per combattere un’emergenza sanitaria. Da un’inchiesta del Guardian risulta che il nostro ministro della Sanita’ invio’ il 4 febbraio 2020, pochi giorni prima dello scoppio della pandemia, un’autocertificazione con la quale si dichiarava che l’Italia aveva il massimo livello (5) di preparazione per emergenze sanitarie. Questa categoria prevede che “il meccanismo di coordinazione tra la risposta ad un emergenza sanitaria e la gestione di incidenti, collegato ad un centro operativo nazionale e’ stato collaudato e aggiornato regolarmente”. In realta’ questo piano italiano era stato scritto nel 2006, mai collaudato o aggiornato e semplicemente inviato all’OMS con il sistema “copia e incolla”. Se si fossero seguite alla lettera le raccomandazioni dell’IHR, avremmo evitato una serie di errori, frutto dell’improvvisazioni e del panico.
Avremmo isolato immediatamente le zone del contagio, chiuso gli aeroporti, usato subito le mascherine per proteggere le vie respiratorie, rintracciato ed isolato i contagiati, come hanno fatto nei Paesi asiatici dove le vittime Covid sono una piccola frazione di quelle italiane.
La salvezza dalla pandemia sono i vaccini e gli scienziati hanno compiuto un miracolo creandoli in pochi mesi e con un’efficacia di oltre il 90% , portandoli in produzione industriale cosi’ da essre pronti all’uso dal dicembre scorso. Il nostro governo quindi ha avuto circa 6 mesi di tempo, lo stesso periodo di tempo per la creazione del vaccino, per fare la sua parte: un piano di vaccinazione nazionale. In teoria doveva essere semplice: dividere la popolazione in fascie di rischio e procedere in ordine da quelle piu’ alte in giu’. Invece, si sa in Italia non ci riesce a stare in coda e cosi’ si e’ scatenata un’indecorosa corsa al vaccino, con la complicita’ delle regioni, che ha portato al caos. Da notare che quando si tratta di far votare 51milioni di persone in 62mila sezioni con 300+mila scrutatori, tutto funziona alla perfezione. E’ evidente che per i politici l’assegnazione del potere con le elezioni e’ piu’ importante della distribuzione dei vaccini.
Eppure, anche in questa situazione di confusione generale si puo’ fare di piu’ con un po’ di pragmatismo. Sappiamo che i vaccini offrono un grado d’immunizzazione dell’80% con una dose e del 90% con due, cosi’ alcuni Paesi hanno, per modo di dire, allungato il brodo. Se ho 200 dosi posso sciegliere di vaccinare 100 persone con due dosi, immunizzandole statisticamente 90, ma se do’ singole dosi a 200 persone ne immunizzo 160. Nell’ultimo caso il secondo vaccino sara’ inniettato entro 12 settimane, quando ci saranno piu’ vaccini a disposizione.
Autorevoli esperti sostengono che con questo sistema avremmo salvato migliaia di vite.
Un’altra cosa che i nostri governanti potrebbero fare e’ quella di riconoscere che il piano di vaccinazione originale e’ fallito e quindi adottarne uno di riserva, un piano B. Lo scopo della vaccinazione e’ raggiungere la famosa immunita’ di gregge che si ha quando il 70/75% della popolazione e’ immune. La rapidita’ d’esecuzione e’ vitale, quindi si dovrebbe abbandonare l’approccio graduale ma lento per fascia ed offrire il vaccino a tutti indistintamente anche con unita’ mobili che vanno in posti di aggregazione.
Ma la nostra classe politica non ha l’ingegnosita’, l’agilita’ mentale, il coraggio che la situazione richiede, agisce in base a schemi, visioni e logiche di partito. Anche SuperMario si e’ dovuto adattare come quando in conferenza stampa ha affermato che i fondi del MES per la sanita’ sarebbero soldi buttati senza un piano e che in ogni caso non c’e’ convenienza perche’ i tassi d’interesse adesso sono vicini allo 0.
Davvero Presidente i soldi per la sanita’ sarebbero buttati? La pandemia sara’ endemica, dovremo vaccinarci ogni anno, produrre i vaccini, ricuperare il tempo perso per curare altre patologie ecc. L’economista Draghi sa benissimo che i tassi d’interesse presto saliranno per fronteggiare l’inflazione a seguito del boom dei consumi dopo 2 anni di lockdown ed i BTP ci costeranno di piu’. La spiegazione e’ che i 5Stelle sono contrari al MES e Draghi in qualche modo deve tenere insieme una coalizione di governo eterogenea.
D. Sperati

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