• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’abdicazione dello Stato di fronte all’autonomia differenziata

Di certo, quello dell’Autonomia differenziata, è un disegno istituzionale lungamente accarezzato da parte di un partito che vuol fare emergere un ‘identità lombardo-veneta, in realtà inesistente, e che, tuttavia, vuole un riconoscimento anche a costo di frantumare l’unità nazionale e minare il funzionamento dello Stato per sostituirlo, in alcune aree del Paese, con un nuovo soggetto politico. Con ciò, ponendosi in totale contrasto con il pensiero dei padri Costituenti, che avevano concepito l’ordinamento regionale in relazione ad un numero tassativo di materie, e non un Ente a competenza generale, antagonista dello Stato.

di Alberto Abrami | 21 Gennaio 2023

Questo nostro, è un singolare Paese, perché appena lo Stato è riuscito a riprendere vigore dopo una condizione di criticità, come quella dovuta alla pandemia, trova sempre qualcuno, che mira, per interessi ideologici, se non addirittura elettoralistici, a fiaccarlo nuovamente e, quello che rattrista, nella remissività dei più, a conferma di una identità nazionale tremendamente debole. 

E’ successo cosi all’inizio degli anni 2000, quando, senza alcun giustificato motivo , perché il contenzioso costituzionale fra Stato e Regioni si era ormai appianato, o quasi- in seguito ad un ritrovato equilibrio fra i due poteri – si ritenne di procedere ad una riforma costituzionale- trainata dall’allora Ministro Bassanini- che non aveva alcuna ragione d’essere per come venne realizzata, volta cioè a rafforzare il potere regionale in modo assolutamente inopinato, con effetti deleteri per l ‘interesse pubblico. Le Regioni, infatti, si sono dimostrate in questi anni, incapaci, lo dicono le statistiche, di gestire le nuove funzioni attribuite loro dalla Costituzione riformata, sicché lo Stato è dovuto intervenire più volte a sopperire la loro inerzia, basti pensare al caso clamoroso dei Fondi comunitari.

Oggi si presenta una condizione analoga per via della volontà, questa volta leghista, di andare oltre quella riforma costituzionale, dando forma ad una “autonomia differenziata “, prevista come possibile dalla nuova Costituzione, in favore delle Regioni che – con il consenso del Governo – intendano realizzarla. E, però, non si è capito su cosa riposi questa speciale forma di autonomia se non sull’intendimento di far prevalere gli interessi locali su quelli nazionali, già intralciati nel loro perseguimento, dalla riforma del 2001 con la legge costituzionale n.3.

Di certo, quello dell’Autonomia differenziata, è un disegno istituzionale lungamente accarezzato da parte di un partito che vuol fare emergere un ‘identità lombardo-veneta, in realtà inesistente, e che, tuttavia, vuole un riconoscimento anche a costo di frantumare l’unità nazionale e minare il funzionamento dello Stato per sostituirlo, in alcune aree del Paese, con un nuovo soggetto politico. Con ciò, ponendosi in totale contrasto con il pensiero dei padri Costituenti, che avevano concepito l’ordinamento regionale in relazione ad un numero tassativo di materie, e non un Ente a competenza generale, antagonista dello Stato.

Quello che sorprende è la mancata reazione, come si accennava all’inizio, da parte dell’opinione pubblica di fronte ad una prospettata condizione istituzionale che, producendo una inspiegabile disparità di trattamento fra le diverse Regioni, fa venir meno la fiducia dei cittadini verso uno Stato che non si perita di dismette le proprie funzioni in alcune aree del Paese solo per venire incontro alle pretese di un partito della coalizione di maggioranza, che ne trae convenienza, mascherando, tale convenienza particolare, con l’interesse generale.

Vero è che, né il Ministro Calderoli, che ora porta avanti l’idea dell’Autonomia differenziata- inserita in Costituzione come possibilità regionale da contrattare con il Governo dal delirio dell’allora Ministro Franco Bassanini- né, i Presidenti delle Regioni Lombardia e Veneto, hanno portato una sola ragione per cui ,oltre alle materie già di loro competenza, amministrate dalle due Regioni in modo tutt’altro che esaltante, perché in dominio dei partiti che le governano, se ne debbano aggiungere altre, sostituendo lo Stato con il potere regionale. In realtà una fondamentale motivazione c’è, ed è quella volta a far emergere gli interessi localistici che lo Stato intende ostacolare avendo come fine l’interesse generale.

 Ed è ancora lo Stato che seleziona i propri funzionari attraverso un concorso pubblico, sottraendoli in tal modo alle pressioni dei partiti; diversamente dalle Regioni che non offrono alcuna garanzia in questo senso, e che le funzioni amministrative esercitano attribuendole, o delegandole, agli Enti locali che, a loro volta, non essendo strutturalmente attrezzati, si rivolgono al sistema cooperativistico che non si sa come proceda al reclutamento dei propri soci o dipendenti.

Alberto Abrami

Pubblicato in : AperturaTag: anni, calderoli, consenso, costituzione, governo, lombardia, opinione pubblica, unità nazionale

Info Alberto Abrami

Già professore ordinario di Diritto Forestale e dell’Ambiente nell’Università di Firenze,. è stato, negli anni a cavallo fra il 900 e il 2000, componente del Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino del fiume Arno in rappresentanza del Ministero del Lavori Pubblici e nel Comitato scientifico del Parco regionale delle Apuane in rappresentanza delle Università toscane. Al suo attivo ha circa trecento pubblicazioni, l’ultima delle quali, edita per i tipi di Aracne Editore di Roma, si intitola “Legislazione ed Amministrazione del Paesaggio”. E’ scomparso a Firenze nel 2023.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Claudio Fogazza

    23 Gennaio 2023 alle 07:16

    bastano 9 regioni autonomi di sette milioni di abitanti e l’Italia federale sarà fatta 

    Rispondi
  2. Dr Anvilon

    21 Gennaio 2023 alle 13:28

    Da ex funzionario/dirigente della più prestigiosa entità amministrativa italiana mi è agevole condividere il breve articolo/saggio.
    Da cittadino nutro ormai grande perplessità circa l’idoneità della classe politica e di taluni dei loro esperti alla gestione della “cosa” pubblica, resa progressivamente complicata (da complessa che era) per l’affievolirsi della loro attrezzatura teoretica necessaria per concettualizzare i fenomeni da risolvere.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti