Il 1972 fu un anno cruciale nella storia della strategia della tensione in Italia, forse in nessun altro anno accaddero tanti diversi avvenimenti di tale gravità. Due casi sono emblematici: l’editore Feltrinelli e il Commissario Calabresi.
Uno dei casi più misteriosi ed inquietanti della violenza eversiva è la vicenda dell’editore Giangiacomo Feltrinelli, trovato morto dilaniato da un’esplosione nei pressi di Segrate il 15 marzo 1972. Feltrinelli era noto a livello internazionale per i suoi contatti con i “movimenti di liberazione” di tutto il mondo.
Di famiglia romana medio-borghese, laureato in giurisprudenza, Luigi Calabresi a Milano fu inserito nell’ufficio politico della Questura e incaricato di sorvegliare e indagare gli ambienti della sinistra extraparlamentare. Il 12 dicembre 1969 ha luogo l’attentato della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, Calabresi, che aveva già in corso inchieste su altri attentati, viene incaricato delle indagini sul caso. Nel corso di queste l’anarchico Giuseppe Pinelli muore cadendo da una finestra dell’ufficio di Calabresi, mentre questi è assente. La stampa di sinistra monta una campagna forsennata contro di lui, che viene ingiustamente ritenuto responsabile. Nel 1972 il commissario Calabresi, mentre stava investigando sulla morte di Giangiacomo Feltrinelli, fu assassinato a Milano vicino alla sua abitazione da un commando composto da sicari di Lotta Continua il cui mandante fu Adriano Sofri.

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